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Brooklyn, cosa vedere e cosa sapere da DUMBO fino a Coney Island

Brooklyn il quartiere pił popoloso di New York City, cosa visitare da nord a sud.

Quando fu inglobata da New York City, nel 1898, la maggior parte dei residenti newyorkesi restò perplessa: perché fondersi con Brooklyn, che, oltre ad essere la quarta città statunitense per numero di abitanti, offriva ben poco dal punto di vista culturale? Nonostante la popolarità di Coney Island –che con la sua spiaggia di sabbia bianca attirava già un gran numero di turisti- sembrava chiaro che Brooklyn, come borough della Grande Mela, avrebbe vissuto perennemente all’ombra di Manhattan, e non avrebbe aggiunto granché al prestigio della metropoli. Tuttavia, col passare degli anni, gli scettici si sono dovuti ricredere: al giorno d’oggi Brooklyn ha un’identità forte, è famosa in tutto il mondo per la sagoma elegante del suo ponte, e si è dotata di musei interessanti, ristoranti di ottimo livello, negozi e centri culturali vitali, pronti a stimolare gli ospiti con messaggi provocatori o innovativi.

UN PO’ DI STORIA
A fondare il villaggio di Breuckelen, nel 1646, furono i coloni olandesi. Dieci anni prima avevano dato vita a New Amsterdam, con l’appoggio della Compagnia olandese delle Indie Occidentali, e ora avevano acquistato un appezzamento di terreno agricolo dagli indiani Lenape, tra le marcite del lembo sud-occidentale di Long Island. Subito la compagnia dotò il villaggio di uno statuto, ma solo all’inizio dell’Ottocento, quando i battelli a vapore garantirono un buon collegamento tra Manhattan e Brooklyn Heights, Brooklyn si trasformò in un luogo ameno in cui i newyorkesi più ricchi potevano trascorrere il fine settimana. Alla fine del secolo entrò a far parte di New York City, non senza polemiche, e all’inizio del Novecento contava più di un milione di abitanti, in buona parte italiani. “Broccolino” era la buffa versione italianizzata di Brooklyn, coniata dagli immigrati del Mezzogiorno, e con questo nome iniziò ad essere conosciuto oltreoceano.
Il XX secolo non fu un periodo facile. I settori economici principali –cantieri navali e industria manifatturiera- vissero una crisi profonda, e in quest’area così marcatamente multietnica si diffusero il razzismo e la criminalità. La violenza crescente, generata dal pregiudizio o dallo spaccio di droga, convinse i bianchi ad abbandonare il campo, e presto i quartieri residenziali di Brooklyn uscirono dai sogni dei newyorkesi per diventare luoghi malfamati.
Solo di recente, a metà degli anni Novanta, il tasso di criminalità è diminuito e le famiglie che potevano permetterselo hanno deciso di rivalorizzare il borough, restaurando le case tradizionali in pietra bruna e consegnando ai turisti un ambiente grazioso e curato. L’afflusso di artisti, scrittori e musicisti ha ridato vita alla cultura, e Brooklyn è diventato un bacino di creatività.

LA ZONA DI DOWNTOWN BROOKLYN
Questo distretto estremamente eterogeneo, costituito in buona parte da edifici direzionali, ha in serbo qualche gioiello inaspettato. Il Fulton Ferry District, comodamente raggiungibile a piedi dal ponte di Brooklyn, è un piccolo distretto storico che prende nome da Robert Fulton, l’ingegnere statunitense inventore della nave a vapore. Prima dell’apertura del ponte, quando i battelli erano molto usati, era una porzione di costa molto trafficata, ma oggi è tranquilla e vivibile. Nell’imponente Eagle Warehouse aveva sede The Brooklyn Eagle, il quotidiano pubblicato da Walt Whitman. L’autore, universalmente riconosciuto come uno dei grandi poeti americani, ebbe un’indole inquieta e nomade, ma Brooklyn fu tra i luoghi più influenti sulla sua opera e la sua vita. Lungo il molo sorgono il Bargemusic –vecchia imbarcazione che ospita concerti di musica classica- e il River Café, mentre la pizza più buona della città si trova da Grimaldi’s, lungo Old Fulton Street.

A est del Fulton Ferry District c’è il cosiddetto DUMBO (ovvero Down Under the Manhattan Bridge Overpass), che negli anni Settanta era popolato prevalentemente da artisti e oggi è ricco di abitazioni di lusso, spesso ricavate da vecchie, bellissime fabbriche in mattoni rossi. È una zona affascinante, inclusa nel 2007 tra i beni protetti cittadini, dove il connubio tra la tradizione e la novità genera un panorama unico, fatto di strade acciottolate, costruzioni di mattoni, ma anche futuribili torri di vetro e numerose gallerie d’arte. Da vedere i due parchi del quartiere, L’Empire-Fulton Ferry State Park e il Brooklyn Bridge Park, a breve distanza dal grandioso spazio espositivo della Smack Mellon Gallery, che espone opere colossali realizzate apposta per lei (www.smackmellon.org). Altre gallerie interessanti sono quelle dell’Arts Center, che in settembre organizza il DUMBO Art Under the Bridge Festival, e della Powerhouse Arena, che sponsorizza il New York Photo Festival di metà maggio ed è specializzata in libri di fotografie. Infine, se cercate uno spettacolo dal vivo in grande stile, visitate la Ann’s Warehouse (38 Water Street, www.stannswarehouse.org) o il Galapagos Art Space (16 Main Street, www.galapagosartspace.com).

Ma il quartiere storico più bello e più ambito è forse quello di Brooklyn Heights, che all’inizio del Novecento fu preso di mira dai banchieri e i finanzieri di downtown e attirò un gran numero di scrittori e artisti. Tra case in pietra bruna e spazi verdi, non è cambiato molto rispetto all’età dell’oro di cento anni fa. Nella parte più antica del quartiere, tra Henry Street e Columbia Heights, ci si imbatte nell’ottocentesca Plymouth Church of the Pilgrims, piuttosto sobria ma famosa per la predicazione di Henry Ward Beecher, agguerrito sostenitore dei diritti femminili. Bella anche la neogotica First Unitarian Church, all’angolo tra Pierrepoint e Monroe Place; sul lato opposto della strada c’è la Brooklyn Historical Society, che con le sue mostre temporanee racconta di volta in volta un diverso aspetto della storia locale, e in fondo alla via c’è la BRIC Rotuda Gallery, che espone opere multimediali. Da non perdere la panoramica Promenade, la strada pedonale che si affaccia verso il ponte di Brooklyn, lo skyline di Manhattan e la Statua della Libertà.

Il nucleo di Downtown Brooklyn è in buona parte costituito da edifici direzionali, istituti accademici come il Metro Tech Center e strade pedonali costeggiate da negozi, ma negli ultimi anni è stato soggetto a ristrutturazioni che avevano lo scopo di migliorarne l’offerta turistica e renderlo più interessante. A est di Brooklyn Heights si estende la Cadman Plaza, sede del mercato dei contadini ogni martedì e sabato più il giovedì durante l’estate, e accanto ad essa si innalza la grandiosa State Supreme Court. Poco più a sud, il Tourism and Brooklyn Visitors Center (tel. 718/802-3846, www.visitbrooklyn.org) ha sede nella Borough Hall, edificio in stile greco del 1849, con un originale campanile con cupola aggiunto a fine Ottocento. Tra Boerum Place e Schermerhorn Street ha invece sede il New York Transit Museum, allestito nel sotterraneo della vecchia stazione di Court Street, in cui si possono vedere antiche mappe cittadine, modelli di treni, carrozze della metro restaurate e foto a tema (www.mta.info/mta/museum).

Se si cammina lungo Fulton Street si raggiunge Fort Greene, il quartiere di origine afroamericana che il regista Spike Lee, negli anni Novanta, scelse come sede della propria casa cinematografica. L’arte e la cultura la fanno da padrone, come dimostra la presenza dell’Urban Glass (www.urbanglass.org), il più grande e antico laboratorio di arte vetraria dell’East Coast, con tanto di galleria espositiva; del BAM Harvey Theater (www.bam.org), che si presta alle grandi produzioni della Brooklyn Academy of Music, mette in scena spettacoli di ogni genere e allieta i suoi ospiti con le delizie e i concerti del BAMcafé del secondo piano; del Museum of Contemporary African Diasporan Arts (www.mocada.org), con le sue mostre provocatorie su temi delicati come il razzismo e la violenza della polizia.
Accanto al BAM sorge un edificio particolarmente iconico di Brooklyn, la Wiliamsburgh Savings Bank Tower, realizzata nel 1927 e caratterizzata dall’orologio su quattro lati, che con il suo diametro di oltre 8 metri è tra i più grandi del mondo.
Fort Greene Park , fondato nel 1867, fu voluto fortemente da Walt Whitman, allora direttore del Brooklyn Eagle, che considerava necessario un polmone verde per un distretto in rapida crescita; qui vedrete il Prison Ship Martyrs Monument del 1908, dedicato agli americani imprigionati dai britannici durante la Rivoluzione, tenuti segregati in condizioni disumane in 16 navi ancorate alla Wallabout Bay.
Un luogo di divertimento originale è rappresentato dall’imponente Brooklyn Masonic Temple (www.masonicboom.com), vecchia sede delle riunioni massoniche e diventato oramai un locale alla moda, in cui suonano DJ e band statunitensi. Sul lato opposto della strada, in un cortile scolastico, è allestito ogni domenica il mercato delle pulci Brooklyn Flea (www.brownstoner.com/brooklynflea), con centinaia di bancarelle ricolme di ogni possibile prodotto, commestibile e non.

SOUTH BROOKLYN
L’etichetta trae in inganno, perché la zona di South Brooklyn non è la più meridionale del borough. Lo era in passato e il nome è rimasto quello, ma oggi buona parte di Brooklyn si sviluppa a sud di essa; comprende i quartieri di Cobble Hill, Boerum Hill, Carroll Gardens, la vecchia zona industriale sul Gowanus Canal e i moli di Red Hook. Cobble Hill e Carrol Gardens sono i più interessanti per i turisti, che vi trovano negozi e ristoranti, ma meritano una visita anche il Gowanus Canal e Red Hook, particolarmente vivi dal punto di vista artistico.

A Cobble Hill, caratterizzato da case ottocentesche in pietra bruna e mattoni, l’arteria commerciale principale si chiama Court Street, mentre Smith Street pullula di locali e ristoranti ed è molto apprezzata dai giovani. Non ci sono attrattive eccezionali ma vale la pena di rilassarsi al Cobble Hill Park, ammirare le scuderie del XIX secolo lungo il vicolo acciottolato chiamato Verandah Place, vedere le casette in mattoni schierate lungo Warren Place e passeggiare tra gli edifici in stile neogreco e italiano di Boerum Hill.

Verso sud Cobble Hill sfocia nei Carroll Gardens, un’area graziosa che nella seconda metà dell’Ottocento era sorta come comunità borghese e in seguito, a inizio Novecento, diventò un’enclave italiana popolata dai lavoratori del porto. Ormai tanti italiani si sono spostati nel New Jersey o a Staten Island, ma accanto ai nuovi locali di tendenza si trovano ancora buone pizzerie, pasticcerie e trattorie a gestione familiare.
Il Gowanus Canal delimita il margine sud-orientale di Carroll Gardens, e se un tempo si trattava di un’area fetida e stagnante, inquinata dagli scarichi delle fogne, oggi ospita un’interessante fauna marina e vi si affacciano centri culturali e bei locali notturni. Per una gita in canoa contattate il Gowanus Dredgers Canoe Club (tel. 718/243-0849, www.waterfrontmuseum.org/dredgers).

Lo scenario di Red Hook è piuttosto originale, e i casermoni in mattoni rossi gli conferiscono un fascino un po’ decadente. Qualche negozio, bar e ristorante accogliente rende vivibile il quartiere, e vale la pena di farvi una passeggiata nonostante non sia raggiunto dalla metro: servitevi dell’autobus o del traghetto e andate alla scoperta di questo storico porto fondato nel 1636. Sul lungomare basterebbero i magazzini abbandonati a stupire, ma ancor di più stupisce il panorama che si gode dal culmine del molo: la Statua della Libertà si mostra in tutta la sua imponenza, e Governors Island sembra a portata di mano.
Da vedere il Waterfront Museum and Showboat Barge (www.waterfrontmuseum.org), la Brooklyn Waterfront Artists Coalition o BWAC (www.bwac.org) e il Kentler International Drawing Space (www.kentlergallery.org).
I golosi non devono perdere la Red Hook Recreational Area e le sue numerose bancarelle, che vendono tacos squisiti e tante altre delizie, e il miglior supermercato di Brooklyn, Fairway (480-500 Van Brunt Street), con un’infinita selezione di frutta, ortaggi e formaggi e un bel caffè sul retro, con vista sull’acqua.

LA ZONA DI PROSPECT PARK
Ecco la parte più spettacolare di Brooklyn, con parchi e musei di altissimo livello e uno scenario urbano elegante. La visita comincia con la Grand Army Plaza, progettata dagli stessi architetti di Central Park tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, come ingresso trionfale a Prospect Park. Dominata dalla sagoma del Soldier’s and Sailors’ Memorial Arch –simile all’Arc de Triomphe parigino, alto quasi 25 metri- la plaza è particolarmente vivace di sabato, quando il Greenmarket dei contadini dispone le sue bancarelle: a seconda della stagione troverete frutta, fiori e marmellate, oppure krapfen caldi e una tazza di sidro fumante. Di fianco alla piazza c’è la grandiosa Brooklyn Public Library (www.brooklynpubliclibrary.org), realizzata tra il 1912 e il 1941.

Anche Prospect Park (www.prospectpark.org) è una creazione di Olmsted e Vaux, progettisti di Central Park, e risale alla seconda metà dell’Ottocento. Oltre al lago, ai prati e alla strada circolare per biciclette, pattini e jogging, si possono usare campi da tennis e una pista di pattinaggio su ghiaccio, si può partecipare al festival musicale estivo Celebrate Brooklyn e si può visitare l’Audubon Center, centro visitatori principale e punto di partenza di vari sentieri, con tanto di caffetteria e mostre temporanee. I bambini apprezzeranno le visite guidata nella Lefferts Historic House, casa colonica del XVIII secolo in cui si racconta la Brooklyn di inizio Ottocento, la giostra dei cavalli del 1912 e il Prospect Park Zoo con i suoi panda rossi, i canguri e i babbuini. Per un concerto all’aperto andate al Drummer’s Grove, al margine sud-orientale del parco.

Da non perdere il Brooklyn Museum (www.brooklynmuseum.org), a est di Grand Army Plaza e della Public Library, raggiungibile con le linee 2 o 3 della metro per Eastern Parkway. Il museo è sconfinato –secondo solamente al Metropolitan Museum of Art- con cinque piani di gallerie che comprendono, tra l’altro, un’eccezionale collezione egizia. Ad essa vanno aggiunte le raccolte di arte africana, arte asiatica e islamica, opere europee, pitture, sculture e sei sale d’epoca dedicate alle arti decorative. Imperdibile l’Elizabeth A. Sackler Center for Feminist Art del quinto piano, aggiunto nel 2007, con mostre temporanee di artiste moderne e l’opera The Dinner Party, un grande tavolo triangolare per sole donne realizzato negli anni Settanta da centinaia di volontari.

Potrebbe essere definito un vero e proprio museo all’aperto il Brooklyn Botanic Garden (www.bbg.org), tra i parchi più belli di New York City, con 22 giardini a aree botaniche disposti su 21 ettari di terreno. A seconda della stagione cambiano i suoi colori e i suoi profumi: troverete ciliegi in fiore, graziosi bonsai, stagni ricoperti di ninfee e folte chiome riscaldate dall’autunno. Portate a casa qualche bulbo o seme acquistato al negozio di souvenir, e godetevi una pausa dell’accogliente caffè all’aperto.

A ovest di Prospect Park ci si immette nel quartiere residenziale di Park Slope, affollatissimo e tappezzato di antiche dimore in pietra bruna, soprannominato “la costa d’oro di Brooklyn”. I giovani amano particolarmente Seventh Avenue, con le sue boutique e i locali, ma se siete appassionati di storia visitate anche l’Old Stone House in J.J. Byrne Park, scenario di un terribile combattimento durante la battaglia di Brooklyn e sede di mostre temporanee. Nella zona, oggi popolata prevalentemente da eterosessuali, rimangono alcuni dei locali per omosessuali diffusi negli anni Settanta, e ogni anno si svolge il Brooklyn Pride Festival & Parade.

A piedi, da Park Slope, si raggiunge comodamente il Green-Wood Cemetery (www.green-wood.com), fondato nel 1838 e utilizzato come cimitero nel XIX secolo. Infine, a nord della Grand Army Plaza, vale la pena di passeggiare tra le magnifiche dimore ottocentesche di Prospect Heights, facendo tappa in un’enoteca o in uno degli ottimi ristoranti.

CENTRAL BROOKLYN
Benché il turismo stia prendendo piede e gli immobiliaristi siano sempre più interessati alle case in pietra bruna di Central Brooklyn, questo quartiere storicamente afroamericano è ancora il meno rassicurante del borough, ma merita una visita per la cultura di strada e gli interessanti edifici. Esploratelo di giorno e non abbiate paura: la piccola criminalità non è del tutto sparita, ma limitandovi alle aree più frequentate non correrete rischi.

Una delle comunità nere più numerose del paese si trova a Bedford-Stuyvesant (oltre 400 mila residenti), che per molti anni visse un terribile declino economico, culminante negli anni Ottanta del secolo scorso. Essendo poco appetibile per gli investitori, tuttavia, la zona conservò le case originarie e oggi è particolarmente affascinante e genuina, con il maggior numero di case fondate prima del XX secolo a New York City. La parte più antica si chiama Stuyvesant Heights Historic District.

Più a sud ci si immerge nella vitalità contagiosa di Crown Heights, la maggiore comunità di indiani occidentali della Grande Mela, unita a una grande comunità di ebrei chassidici. Da vedere il Jewish Children’s Museum (www.jcmonline.org), che illustra la tradizione ebraica, e il Brooklyn Children’s Museum (www.brooklynkids.org), dedicato alle scienze, alle arti e all’ecologia.
Il primo fine settimana di settembre, in corrispondenza del Labor Day, Crown Heights è lo scenario del West Indian-American Day Parade and Carnival, una coloratissima festa a base di danze, musica, ghiotte mangiate e una sfilata di eccentrici carri.

LA ZONA DI CONEY ISLAND
Coney Island e Brighton Beach sono mete ideali per un pomeriggio spensierato. Se il tempo è bello e avete voglia di panorami grandiosi armatevi di bicicletta o pattini e scorrete lungo la costa sud di Brooklyn, raggiungendo queste oasi di relax e divertimento ma attraversando anche Bay Ridge e altri piccoli quartieri.
Bay Ridge merita una visita soprattutto per lo Shore Road Bike Path, un percorso ciclabile che regala vedute mozzafiato della baia, in particolare sulla sagoma minimalista del Verrazzano Narrows Bridge del 1964. Per un pizzico di storia fate tappa allo US Army Garrison Fort Hamilton, vecchia base militare, e all’Harbor Defense Museum di Fort Hamilton (www.harbordefensemuseum.com).

Ma la vera attrazione della zona è senza dubbio Coney Island (www.lunaparknyc.com), quartiere balneare più famoso della Grande Mela nonché mirabolante parco dei divertimenti. Raggiungere la penisola è semplice –ad esempio con le linee D, F, N o Q della metro, fermata Stillwell Avenue- e altrettanto semplice sarà dimenticare ogni preoccupazione, in questo turbinio di ottovolanti, caroselli, performance spettacolari e tradizionali bancarelle di hot dog. Imperdibili la Wonder Wheel e il Cyclone, ovvero la più alta ruota panoramica del mondo dopo il London Eye londinese, e il grandioso ottovolante di legno.
Il parco comprende il Coney Island Museum (www.coneyislandusa.com), dedicato alla storia della spiaggia e del Luna Park, e il New York Aquarium (www.nyaquarium.com) gestito dalla Wildlife Conservation Society.

Continuando verso est si raggiunge Brighton Beach, storica località di vacanza che oggi è in gran parte popolata da immigrati russi arrivati negli USA negli anni Settanta. Lungo Brighton Beach Avenue, la via principale, troverete negozi e botteghe di alimentari: per preparare un picnic attrezzatevi da M&I International, che vende ogni possibile ben di Dio mangereccio, ma se volete gustare una zuppa come si deve aspettate che la sera aprano i battenti dei supper clubs.

BROOKLYN SETTENTRIONALE
La zona settentrionale di Brooklyn non ha in serbo attrazioni particolari, ma la commistione di etnie ne fa un zona interessante in cui fare una passeggiata e ascoltare un po’ di lingue diverse.
Nel quartiere di Williamsburg, tra i più trendy di New York, pare risiedano oltre 100 mila artisti e lungo i marciapiedi, a conferma di ciò, troverete tele sui cavalletti e pittori all’opera. Negozi, ristoranti e locali abbondano su Grand Street, North Sixth Street e Metropolitan Avenue. Ovviamente sono numerose anche le gallerie d’arte: Pierogi (www.pierogi2000.com) è la più importante e originale; Jack the Pelican Presents (www.jackthepelicanpresents.com) affianca le installazioni tecnologiche alle classiche pitture e sculture; il Williamsburg Art and Historical Center (www.wahcenter.net) è allestito al secondo piano della Kings County Savings Bank ed espone opere di artisti locali. Ricordate che ogni secondo venerdì del mese, in occasione del Williamsburg Every Second, diverse gallerie prolungano l’orario di apertura e propongono eventi o feste.
Gli amanti della musica e dello spettacolo dovrebbero fare un salto alla Music Hall of Williamsburg (www.musichallofwilliamsburg.com) e allo STREB Laboratory for Action Mechanics (www.strebusa.org), dove si mettono in scena versioni semplificate degli spettacoli del Cirque du Soleil.

È più tranquillo il quartiere di Greenpoint, che rappresenta la maggiore comunità polacca di New York e conta una gran quantità di negozi ed esercizi polacchi lungo Manhattan Avenue. Il nome è indicativo di quanto fossero estesi, un tempo, gli spazi verdi della zona, ma negli anni le raffinerie hanno invaso il panorama e resta ben poco dell’idillio passato. Meritano comunque una visita la Russian Orthodox Cathedral of the Transfiguration, con le sue cinque cupole verdi a cipolla, il tranquillo McCarren Park e i locali e ristoranti in cui potrete gustare specialità polacche di ogni tipo.

INFORMAZIONI UTILI
In generale Brooklyn è un borough tranquillo e accogliente, ricco di proposte a misura di turista. La zona più “turbolenta” può essere identificata con i quartieri di Bedford-Stuyvesant e Crown Heights, dove la piccola criminalità non è del tutto debellata, ma attenendosi alle zone più battute e privilegiando le ore diurne non si corrono particolari rischi.
Per qualsiasi richiesta e per reperire materiale informativo potete rivolgervi al Brooklyn Tourism and Visitors Center che ha sede nella Borough Hall, al 209 di Joralemon Street, aperto dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00. Tel. 718/802-3846, www.visitbrooklyn.org.

EVENTI PRINCIPALI
Capodanno cinese: in occasione della prima luna piena tra il 21 gennaio e il 19 febbraio è festeggiato in varie zone di NYC: Sunset Park a Brooklyn è una di queste (www.explorechinatown.com).
Sakura Matsuri - Cherry Blossom Festival: a inizio maggio, nel giardino giapponese del Brooklyn Botanical Garden, si celebrano la fioritura dei ciliegi e la cultura giapponese. (www.bbg.org).
Mermaid Parade: il primo sabato dopo il 21 giugno Coney Island fa da scenario a una grande sfilata di sirenette, pesci e tritoni (www.coneyislandusa.com).
Independence Day: la sera del 4 luglio recatevi sulla Esplanade delle Brooklyn Heights, sulle banchine di Greenpoint o Williamsburg. Sono le postazioni perfette per apprezzare i fuochi d’artificio sparati sull’East River dalle ore 21.
Festa del Giglio: a metà luglio Williamsburg si anima con questa festa di strada di origine cattolica, della durata di 10 giorni, che culmina con la processione di un’imbarcazione gigantesca e di una statua di San Paolino.
West Indian-American Day Parade and Carnival: in occasione del Labor Day, il primo weekend di settembre, Crown Heights è sede della maggiore sfilata di Brooklyn, ispirata al carnevale di Trinidad e Tobago, che attira ogni anno oltre un milione di persone.
Next Wave Festival: tra ottobre e dicembre, alla Brooklyn Academy of Music, si svolge questo festival d’arte sperimentale ideato da Roy Lichtenstein.

RISTORANTI
Negli ultimi anni sono sbocciati a Brooklyn talmente tanti ristoranti, e di così buon livello, che sarebbe impossibile citarli tutti. La cucina locale e biologica prevalgono nei locali più moderni, ma non mancano ristoranti etnici per tutti i gusti. Ecco qualche esempio:

La miglior pizza, con la fila più lunga di New York la trovate alla Grimaldi's Pizzeria. Sotto al Brooklyn Bridge, 1 Front Street (Tel 718.858.4300)
Five Front, Fulton Ferry District, 5 Front Street (tel. 718/625-5559): I brunch del weekend sono gustosissimi e non troppo costosi, serviti nell’accogliente giardino sul retro. Da provare il salmone affumicato o semplicemente i toast preparati con pane tradizionale ebraico.
Locanda Vini e Olii, Fort Greene, 129 Gates Avenue (tel. 718/622-9202): un’antica farmacia ospita questa originale trattoria italiana, che serve ottimi piatti a prezzi vantaggiosi.
Bar Tabac, Boerum Hill, 128 Smith Street (tel. 718/923-0918): specialità francesi, musica dal vivo e tavolini all’aperto fanno di questo bistrò una tappa piacevole. Particolarmente gustoso il brunch.
The Good Fork, Red Hook, 391 Van Brunt Street (tel. 718/643-6636): il menu è vario e di alta qualità, ma meritano soprattutto le ricette orientali.
Bonnie’s, Prospect Heights, 278 5th Avenue (tel. 718/369-9527): sedetevi a un tavolo o al bancone per assaporare un grosso hamburger accompagnato da una birra, o divorate una gigantesca porzione di ali di pollo alla Buffalo.
Rasputin, 2670 Coney Island Avenue (tel. 718/332-8333): locale piuttosto costoso e sempre affollato… ma ne vale la pena: non è certo una trappola per turisti, e serve banchetti davvero deliziosi.
Peter Luger Steak House, Williamsburg, 178 Broadway (tel. 718/387-7400): tra i posti migliori della città se siete amanti della carne. Non particolarmente bello dal punto di vista estetico, con un servizio decisamente informale, prepara però bistecche squisite.

TRASPORTI
Downtown Brooklyn:
Per arrivare al Fulton Ferry District potete percorrere a piedi il ponte di Brooklyn, salire lungo la gradinata di fianco al ponte e scendere a Cadman Plaza West fino a Old Fulton Street. In alternativa servitevi delle linee A e C della metropolitana fino a High Street, che vi lasceranno a Cadman Plaza, o del traghetto che in estate fa la spola tra Wall Street, Midtown Manhattan, Long Island City, Queens e Williamsburg.
Per Brooklyn Heights i treni migliori sono quelli delle linee A e C per High Street, 2 o 3 per Clark Street, N o R per Court Street, mentre per Fort Greene va bene qualsiasi treno per Atlantic Avenue o la linea C per Lafayette Avenue.

South Brooklyn:
Le linee della metropolitana F e G per Bergen Street vi consentono di raggiungere il confine tra Cobble Hill e Carroll Gardens. In alternativa, usando le stesse linee, si può scendere alla fermata di Carroll Street per raggiungere l’estremità meridionale di Carroll Gardens, non lontano da Gowanus e a una sola fermata di autobus da Red Hook.

Prospect Park:
Le linee 2 e 3 della metro fermano a Grand Army Plaza e, più avanti, al Brooklyn Museum. Con i treni B e Q per Prospect Park si raggiungono le principali attrazioni del parco, mentre il treno della linea F per 7th Avenue/9th Street e il treno della linea R per 4th Avenue/Union Street consentono di raggiungere Park Slope.

Central Brooklyn:
La fermata più vicina al centro di Bedford-Stuyvesant è quella di Nostrand Avenue sulla linea C.

Coney Island:
Si trovano nel quartiere di Bay Ridge le ultime fermate della linea R. Per arrivare a Coney Island ci si può servire delle linee D, F, N o Q fino alla fermata di Stillwell Avenue. Infine, per raggiungere Brighton Beach, ci sono i treni della linea B o Q fino alla fermata Brighton Beach (sempre che non vogliate andate a piedi sul lungomare da Coney Island).

Brooklyn Settentrionale:
Il cuore di Williamsburg si raggiunge con i treni della linea L, fermata Bedford Avenue, mentre Greenpoint è servito dai treni della linea G per Greenpoint Avenue.

 Pubblicato da il 06/12/2013 - 19.635 letture - ® Riproduzione vietata

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