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Il Museo Thyssen-Bornemisza, a Madrid una delle collezioni private pił importanti del mondo

L'ubicazione del Museo Thyssen-Bornemisza sul Paseo del Prado, a brevissima distanza dal Museo Reina Sofía e dal celeberrimo Museo del Prado, fa sì che in un percorso triangolare di poco più di un chilometro siano racchiusi i tre principali luoghi d'arte di Madrid e forse dell'intera Spagna; è per questa ragione che il tragitto tra i musei in questione è conosciuto ai più come Paseo del Arte, a voler rimarcare lo straordinario patrimonio artistico e culturale che vi è racchiuso.

Creata nel 1988, la Fundación Colección Thyssen-Bornemisza apre i battenti come museo nell'ottobre del 1992 con una formula innovativa per l'epoca di gestione privata di fondi pubblici, crescendo negli anni ed andando ad ampliarsi fino ad includere nel 2004 anche la collezione Carmen Thyssen-Bornemisza, ospitata in sedici nuove sale create appositamente.
Ceduta inizialmente in prestito per un periodo di nove anni e mezzo, e successivamente acquisita nel 1993 dallo Stato spagnolo, il prestigio della collezione si deve alla passione del barone Hans Heinrich Thyssen-Bonemisza e del padre Heinrich; viste le dimensioni ridotte della villa nella quale erano ospitate le opere – ormai divenute troppe per potervi esser contenute tutte – lo Stato propose il trasferimento del patrimonio nel Palacio de Villahermosa, un edificio del XVIII secolo che è tutt'ora sede del museo.

La collezione permanente della fondazione traccia la storia della pittura europea dal Medioevo fino al XX secolo, come una sorta di anello di congiunzione ideale con gli altri due grandi musei madrileni; data l'enorme ricchezza e varietà dei suoi fondi (si parla di oltre mille opere pittoriche di proprietà, che ne fanno la maggiore raccolta privata al mondo), in un ventaglio di opere che spaziano dal Rinascimento tedesco al Manierismo, dall'Impressionismo al Barocco passando per la pittura nordamericana del XIX secolo (assolutamente unica nell'ambito museale europeo), dal Rococò e all'Espressionismo fino ad arrivare alla Pop Art, può essere buona idea iniziare la visita direttamente dalla collezione che più interessa per concentrare al meglio l'attenzione.

La collezione vanta al suo interno alcune “delizie” come la pittura del Trecento italiano con il Cristo e la samaritana di Duccio da Buoninsegna, senza tralasciare la scuola primitiva flamenca o una grisaglia di Jan Van Eyck; notevole è anche la selezione di ritratti del XV secolo realizzati dal Ghirlandaio e dal Carpaccio, così come non ci dovrà sorprendere per la presenza di opere di Rubens, Caravaggio, Durero o del Canaletto.

Avvicinandosi (relativamente) di più ai giorni nostri si arriva ai grandi nomi dell'Impressionismo come Monet o Degas ad ai post-impressionisti quali Van Gogh e Gauguin; viene quasi da pensare che non via sia un grande maestro a non essere rappresentato nelle sale di questo museo. La sezione dedicata al XX secolo offre uno scenario completo e suggestivo delle avanguardie del Novecento: espressionismo, fauvismo, surrealismo, Pop Art; non manca davvero niente e nessuno. Se non basta l'Arlecchino con specchio di Picasso si può optare per la Pittura con tre macchie n.196 di Kandinsky od il Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una granata un secondo prima del risveglio di Dalí...insomma c'è solo l'imbarazzo della scelta.
La Collezione Carmen Thyssen-Bornemisza, invece, costituisce un ampliamento della collezione principale; se il barone aveva incentrato i propri sforzi, secondo i suoi gusti, nell'acquisizione di opere di arte moderna, la baronessa Carmen virò sull'arte spagnola del XIX secolo e dei primi anni del XX, senza tuttavia dimenticare il contesto internazionale. Fu così che ai più grandi nomi spagnoli (Lucas Velázquez, Haes, Beruete, Fortuny, Pérez Villaamil, Rusiñol, Casas, Sorolla,) si affiancano Van Gogh, Braque, Nolde, Delaunay e Simone Martini, tra gli altri.

Nel 1996 la collezione della baronessa Carmen fu presentata per la prima volta a Madrid riscuotendo un grande successo salvo poi essere spostata in numerose città del mondo in diverse occasioni; l'accordo del 1999 stipulato con il museo prevede un prestito gratuito di 655 opere, delle quali circa la metà si può ammirare nelle nuove sale della struttura, mentre l'altra metà è visitabile nel Museo Carmen Thyssen-Bornemisza di Malaga.
Per concedersi il giusto relax dopo una lunga visita culturale, infine, si può salire all'ultimo piano dell'edificio dove la terrazza offre una splendida vista panoramica su Madrid e che durante i mesi estivi ospita anche un ristorante, proprio in corrispondenza delle famose Notti del Museo; in luglio ed agosto, infatti, l'orario d'apertura della struttura si prolunga fino a mezzanotte per permettere un maggiore afflusso di visitatori.

MUSEO THYSSEN-BORNEMISZA
Palacio de Villahermosa,
Paseo del Prado 8
28014 - Madrid

Tel. +34 902 760 511
www.museothyssen.org
mtb@museothyssen.org

Orari:
dal martedì alla domenica h.10-19, chiuso il lunedì.
Chiuso nelle giornate del 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre.
Il 24 e 31 dicembre orario d'apertura h.10-15.

Prezzi:
Intero 9 euro
Ridotto 6 euro
Gratuito per bambini fino ai 12 anni accompagnati da adulti.
Possibilità di sottoscrivere l'abbonamento Paseo del Arte che permette l'accesso al Museo Nacional del Prado, al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía e al Museo Thyssen-Bornemisza, con vendita diretta alla cassa di uno qualunque dei tre musei. Prezzo: 21,60 euro.

Trasporti
Treno: stazione Atocha
Autobus: linee 1, 2, 5, 9, 10, 14, 15, 20, 27, 34, 37, 41, 51, 52, 53, 74,146 e 150.
Metropolitana: stazione Banco de España

 Pubblicato da il 29/10/2013 - 9.809 letture - ® Riproduzione vietata

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