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Cosa vedere e cosa visitare Natural History Museum

A Kensington il Natural History Museum, visitare il Museo di Storia Naturale di Londra

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Della trilogia di musei di Kensington fa parte il Natural History Museum (Museo di Storia Naturale), che ospita più di 70 milioni di reperti suddivisi in quattro collezioni principali. Situato a pochi metri di distanza dagli altrettanto noti Victoria and Albert Museum e Science Museum, il Natural History Museum rappresenta un’occasione unica non solo per gli appassionati di piante, animali, fossili e minerali, ma anche per tutti coloro che semplicemente incuriositi dall’argomento hanno intenzione di conoscere qualcosa di nuovo, tra l’altro gratuitamente. A testimoniare la qualità delle esposizioni è la loro provenienza, dato che in passato, fino alla seconda metà del secolo scorso, appartenevano al celebre British Museum, che dovette dislocarle in una nuova sede per ragioni di spazio.

La storia naturale fu il centro d’interesse principale del British Museum per alcuni decenni, fino alla metà dell’Ottocento. All’origine della fondazione della sezione ci fu la collezione privata di Sir Henry Sloane, medico naturalista vissuto nel XVII secolo, nonché grande appassionato della materia. Successivamente, a causa del sempre maggior spazio richiesto dalla sezione archeologica, quella di storia naturale fu trasferita in una nuova struttura costruita intorno al 1860 dall’architetto Alfred Waterhouse, che progettò un superbo edificio in stile neoromano decorato da finestre bifore e coperto di rilievi in terracotta raffiguranti animali.

Parecchie sale del Natural History Museum sono dedicate al regno animale e presentano esemplari pittoreschi di tutte le specie, rigorosamente inserite nel loro habitat fedelmente ricostruito. A causa della grandezza del museo non è sempre facile orientarsi al suo interno, sebbene la collezione sia suddivisa in quattro macro-aree tematiche ad ognuna delle quali corrisponde un colore specifico: blu, per dinosauri, pesci, rettili, anfibi, mammiferi e biologia umana; verde per uccelli, insetti, fossili di rettili marini, minerali e primati; rosso per tesori della Terra, fossili, reperti di vulcanologia e energie rinnovabili; arancione per le sale del Darwin Centre, senza dubbio il pezzo forte del museo.

Della prima sezione fa parte uno dei reperti più noti e facilmente visibili del Natural History Museum: lo scheletro del dinosauro diplodoco. Quest’ultimo, posto nella hall di ingresso, accoglie i visitatori da oltre 100 anni ed introduce alle affascinanti gallerie dei dinosauri, dove scheletri impressionanti, manichini automatizzati e video circondati da una scenografia molto curata affascinano grandi e bambini; di questa sezione, in particolare, non si può perdere il T-Rex animato, così realistico da sembrare vero. Subito dopo si accede all’ala occupata dai reperti inerenti il corpo umano, raccontato mediante una sorta di viaggio all’interno del nostro corpo tra muscoli, cervello, sangue, sensi e memoria.

Nella zona verde trova spazio anzitutto il settore dedicato al regno animale dove, dopo una breve riflessione su un paio di esemplari di dodo, una specie ormai estinta, si possono ammirare un pavone con le ali spiegate, una teca con centinaia di colibrì e svariati simpatici macachi posti al primo piano. Allo stesso livello sono allestite le collezioni di minerali, tra cui spicca un pezzo di meteorite di Cranbourne del peso di 3.5 tonnellate, ma non si può perdere neanche l’esposizione pedagogica sull’ecologia, all’interno della quale sono descritti processi come la fotosintesi, catene alimentari e predazione. Salendo al secondo piano, infine, non si potrà che rimanere estasiati dinanzi alla sezione di un tronco di sequoia vecchio di oltre 1.300 anni.

... Pagina 2/2 ... Spostandosi nella zona rossa si entra nelle Earth Galleries, dove una scala mobile al centro di una vasta hall conduce i visitatori al centro della Terra. Effetti speciali e luci soffuse, infatti, paiono ricreare ambientazioni uscite dalla mente di Jules Verne che stanno a rappresentare l’evoluzione del pianeta dopo il Big Bang, descritto mediante una miriade di dettagli sull’erosione del terreno, movimenti delle placche tettoniche e vulcani. Un altro settore decisamente più modesto presenta invece una vasta gamma di minerali, tra cui splendide pietre preziose, senza dimenticare le sezioni sulle origini della vita e su certi fossili e scheletri che non avremmo mai immaginato. Una piccola porzione della zona rossa, infine, tratta i temi dell’energia e delle risorse naturali in relazione ai cambiamenti climatici e al ciclo del carbone.

Passate in rassegna le prime tre collezioni, non resta che scoprire il magico mondo del Darwin Centre, l’ala più recente del Natural History Museum, dove viene presentato il lavoro di 350 scienziati impegnati nella salvaguardia delle specie animali. Al DCI trovano posto 27 km di esposizioni per un totale di circa 450.000 vasi di tutte le misure di cui 7 interamente dedicati ai pesci, mentre il DCII, inaugurato nel 2009, è allestito in un gigantesco involucro architettonicamente avveniristico, ma un po’ spoglio. Qui, per approfondire la conoscenza del mondo vegetale e degli insetti, ci sono diverse proposte interattive, da alternare a workshop animati da scienziati dove è possibile osservarli all’opera da dietro le vetrate.

Il Natural History Museum è aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.50, ma l’ultimo accesso è consentito alle 17.30. L’ingresso alla collezione permanente è gratuito: per accedere all’edificio si può scegliere tra l’accesso principale in Cromwell Rd e quello secondario in Exhibition Rd, da cui si entra direttamente nella Earth Hall e nella Zona rossa.
La fermata della metropolitana più vicina è South Kensington. Maggiori informazioni www.nhm.ac.uk o chiamando 020 7942 5000.


 Pubblicato da il 10/09/2013 - 19.506 letture - ® Riproduzione vietata

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