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Il cortile del Begijnhof, la magica corte di Amsterdam

Amsterdam è arte, cultura e divertimento, ma anche chiasso e atmosfera festosa. C’è però un angolo cittadino, a due passi dall’allegra confusione del centro, dedicato al silenzio e alla contemplazione: è il cortile del Begijnhof, all’interno del Convento delle Beghine, una parentesi sacra tra le meraviglie della capitale olandese. Situato all’altezza di Begijnensteeg, tra lo Spui e la Kalvestraat, è un piccolo mondo a sé stante incorniciato da 47 case a misura di bambola. Il verde del prato invita alla meditazione, e le facciate delle case, così graziose e dettagliate, sembrano dipinte. La pace vi regna sovrana dal tempo in cui vi abitavano le cosiddette beghine.

Chi sono le beghine? Il termine, coniato nel XIV secolo nel Nord Europa, si riferiva a una categoria di donne che facevano vita religiosa senza prendere i voti, vivendo in comunità ma non in clausura, semplicemente dando la propria vita per l’assistenza agli anziani e ai bisognosi. Pur essendo delle suore laiche cattoliche non facevano voto di castità né di povertà –ecco perché potevano possedere ciascuna la propria casa- e in ogni momento, secondo il proprio desiderio, avrebbero potuto prendere marito e interrompere la loro missione caritatevole. Non sappiamo con precisione quando nacque il Begijnhof di Amsterdam, ma fu certamente nel XIV secolo. All’inizio era una sorta di santuario per le beghine, che già nel 1397 pregavano in una piccola cappella dedicata a Maria. Negli anni, soprattutto nel Quattrocento, il complesso si arricchì di nuove cappelle e la corte si ampliò, guadagnando la sua cornice di casette in mattoni.

Un momento saliente nella storia della città corrisponde al 1578, quando Amsterdam, da centro cattolico quale era, visse una vera e propria rivoluzione e si ritrovò dominata dai protestanti, con il divieto, per i cattolici, di praticare apertamente la loro fede, e la conseguente confisca dei loro beni. Le beghine, nonostante tutto, continuarono a popolare il cortile e si dotarono di una chiesa propria, nascosta agli occhi degli esterni, che è tuttora soprannominata “Chiesa inglese” (Engelse Kerk). Ma sono le semplici case a riempire di fascino il cortile, con quelle facciate apparentemente tutte uguali, che contengono e hanno contenuto storie sempre diverse.

La più antica casa della città, al numero civico 34, risale alla seconda metà del XV secolo e ha ancora l’originale facciata in legno restaurata. Anche gli edifici più moderni sono abbelliti da formelle decorative, che rappresentano quasi sempre episodi biblici; le tende, i vasi di fiori alle finestre, una targhetta lucida al lato della porta o un micio acciambellato sui gradini dell’ingresso, sono i dettagli autentici che rendono questo luogo vagamente surreale, sospeso tra la realtà e il sogno. Benché vi abitino, ormai, solo vecchie signore e studenti, attirati dai bassi prezzi degli alloggi, il Begijnhof conserva un fascino inimitabile, diverso dalla bellezza vivace del resto di Amsterdam.

Chi non intende lasciare il Begijnhof a mani vuote può esplorare il negozietto nel presbiterio, accessibile dalla cappella. Qui è possibile acquistare libri, immagini religiose, opuscoli sulla storia delle beghine, cartoline e piccoli souvenir. Il cortile, che è un luogo privato da visitare rispettosamente, è aperto al pubblico tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 17.00, mentre la cappella cattolica ha degli orari variabili a seconda dei giorni della settimana: il lunedì è aperta dalle 13.00 alle 18.30, da martedì a venerdì dalle 9.00 alle 18.30 e il sabato e la domenica dalle 9.00 alle 18.00.
Il Begijnhof può essere visitato autonomamente o con un tour organizzato, ed è raggiungibile dalla Stazione Centrale con il tram 1, 2 o 5, scendendo alla fermata Spui. Per maggiori informazioni visitate il sito internet: www.begijnhofamsterdam.nl (sito in lingua olandese).

 Pubblicato da il 23/10/2011 - 14.832 letture - ® Riproduzione vietata

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