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Cosa vedere e cosa visitare Pozze di Leonardo

Le Pozze di Leonardo, le terme libere di Bormio

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Le cosiddette “pozze di Leonardo” rappresentano il sito termale libero di Bormio, l’unico di tutta la Lombardia ed anche il solo di tutto il nord Italia da quando i Bagni di Craveggia hanno smesso di funzionare. Si tratta di una vasca termale all’aperto a cui si può accedere senza restrizioni di sorta e senza pagare alcunchè: l’unica tassa da pagare per fruirne è sobbarcarsi l’onere di arrivare fino a Bormio e poi intraprendere una breve insidiosa camminata nel bosco, seguendo il costone della montagna che si affaccia sul torrente Braulio.

Le terme libere di Bormio sono anche dette “pozze degli alpini” o “pozze dei burroni d’Adda” e sono oltre che gratuite e accessibili ogni giorno dell’anno a qualsiasi orario, anche particolarmente suggestive, sia per il forte vapore che si spande nell’aria soprattutto d’inverno a causa dell’intenso calore dell’acqua, sia per il panorama circostante fatto interamente di acqua e impressionanti pareti rocciose, dopo un percorso all’interno delle foresta.

Sicuramente un’esperienza termale di sapore “magico”, e particolarmente appagante per i visitatori, specialmente nel periodo invernale in cui il lucore riflesso dal bianco manto della neve aggiunge un tocco di “fantastico” al contesto. Da ricordare sempre, però, alcune possibili controindicazioni: il sentiero lungo il torrente si sviluppa su una stretta passerella affacciata in alcuni punti su burroni di diverse decine di metri, dunque è bene stare molto attenti e avere la giusta attrezzatura da montagna.

Le pozze sono gratuite ma proprio perciò non ricevono manutenzione e non presentano servizi/attrezzature – non dovrebbe essere un grande problema, ma non cercate qui il massimo del comfort; sorprattuto nei periodi dell’altissima stagione sciistica (e non di rado anche nel cuore dell’estate), sono piuttosto affollate rispetto alla loro limitata capienza di circa una ventina di persone.

Storia dello stabilimento termale

Lo sfruttamento delle acque termali a scopo curativo è a Bormio più precoce che in quasi ogni altra parte del mondo: gli stessi Reti, antichi abitatori della zona già le conoscevano e apprezzavano, e crearono il toponimo “bormio” proprio in connessione con la presenza (probabilmente dal germanico “warm” – “caldo”) delle sorgenti termominerali. Gli antichi Romani le apprezzarono sotto il nome di Aquae Burmiae, ed il grande naturalista latino del I secolo d.C., Plinio il Vecchio, le descrive nella sua Naturalis Historia.

Molti sono i visitatori illustri e gli scrittori che ne hanno lasciato menzione scritta, ma il più famoso testimone della celebrità di queste acque rimane senza dubbio Leonardo da Vinci, personaggio cui fanno riferimento le attuali terme libere di Bormio: egli soggiornò a Bormio nel 1493 e, visitandone le sorgenti, ne consigliò la frequentazione in una sua lettera al suo mecenate e signore di Milano Lodovico il Moro, lasciandoci le celebri parole: “In Valtellina c’è Burmi. A Burmi, sono i bagni”. Per la cronaca, Lodovico accettò il consiglio, ed effettivamente si recò alle terme di Bormio tre anni dopo.

Alle terme di Bormio si recò anche l’Arciduchessa d’Austria nell’Ottocento, dando corso ad una dicerìa che voleva le acque termali della zona valide contro i problemi di infertilità, dei quali evidentemente la nobildonna soffriva. A tal punto era arrivata la fama terapeutica delle acque salutifere.

Acque e trattamenti termali

Le acque che si riversano all’interno delle “pozze di Leonardo” sono classificate come alcaline, terrose, solfate e con tracce di radon. La temperatura dell’acqua supera i 40 gradi ed è pertanto definita ipertermale. Il sito termale consiste attualmente in due vasche principali poste su livelli differenti, una di maggiori dimensioni e l’altra un poco più piccola.

... Pagina 2/2 ... L’acqua termale delle vasche rimane sempre pulita e perfettamente calda e mineralizzata, grazie ad un flusso d’acqua costante che impedisce alle acque di ristagnare e le sospinge invece a perdersi nelle acque del torrente adiacente. Proprio la presenza delle acque torrentizie del Braulio consente, almeno nel periodo estivo (ma alcuni coraggiosi lo fanno anche in altri periodi) di alternare le fredde acque montane con quelle caldissime delle pozze, in modo da ottenere uno straordinario effetto calidarium-frigidarium molto simile al metodo delle classiche terme romane, con effetti benefici sopratutto sul sistema cardio-circolatorio.

D’altra parte, dopo un bagno prolungato nella caldissime acque delle pozze di Leonardo, immergersi per qualche attimo in quelle più fredde è anche una misura precauzionale contro eventuali ed eccessivi cali di pressione.

Informazioni utili per visitare le terme

Indirizzo, telefono, sito ufficiale
SS301, 2, 23038 Valdidentro SO

tel. Non disponibile
www.bormio.eu


Come arrivare
Comunque arriviate a Bormio, l’ultimo tratto del percorso lo dovrete percorrere a piedi. La cittadina termale si raggiunge infatti sia in macchina, in moto, o camper, percorrendo la Statale 38 dello Stelvio, che in autobus da Milano, con le corse dirette delle Autolinee Perego, o con i collegamenti da Sondrio della Società di Trasporti Pubblica Sondrio. Una volta in paese, basta dirigervi verso l’estremità nord dell’abitato fino ai Bagni Vecchi. Da dietro allo stabilimento si diparte un sentiero che, addentrandosi nel bosco raggiunge in poche centinaia di metri la vasca termale. Il percorso non richiede molto tempo, ma poichè si snoda su una stretta passerella lungo il costone roccioso che bordeggia il torrente Braulio è comunque opportuno attrezzarsi di acqua e scarponi da montagna, e soprattuto prestare molta attenzione.

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