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Cosa vedere e cosa visitare Basilica di Santa Maria Maggiore

La Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo Alta

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E’ il monumento di maggior prestigio ecclesiastico presente a Bergamo, addentrato nel cuore della Città Alta fra Piazza Vecchia e Piazza Rosate: la bellissima e sorprendente Basilica di Santa Maria Maggiore nobilita la veste storica di un eccellente capoluogo abituato a crogiolarsi su un manto di meraviglie architettoniche esemplari nella propria socchiusa magnificenza.

Storia

L’eccelso edificio sacro domina l’abitato dal 1135, anno in cui ne fu decisa la costruzione da tributare alla Madonna in seguito a un voto popolare fatto nel 1133 al fine di scongiurare la terribile peste imperversante nel nord Italia.

Nel 1137 avvenne la benedizione da parte del Vescovo Gregorio e fu così che la Basilica poté sorgere – su progetto e realizzazione affidati al maestro comacino Magistero Fredo - imponente sui resti di una precedente chiesa mariana del VIII secolo. Di concezione espressamente romanica ma poi adattato in stile gotico ed esploso nel barocco più furente, l’impianto nacque provvisto di cinque absidi poi ridotte a due per ricavare lo spazio necessario all’erezione dell’adiacente Cappella Colleoni (loco destinato alla deposizione delle spoglie di Bartolomeo Colleoni), della sacrestia e del campanile.
La cupola a base ottagonale e lati irregolari svetta su tre gallerie illuminate, corredata di archi a tutto sesto, bifore e cuspide. La monumentalità dell’intero edificio ha potuto svilupparsi entro un periodo piuttosto dilatato che ha reso necessario un ingente investimento spalmato nel tempo e caratterizzato dal sostegno a più fasi di edificazione: ecco spiegate le differenze notabili nel costrutto murario, a tratti scandito da grandi blocchi squadrati, a tratti più piccoli e irregolari, con un colore della pietra assai diversificato e declinante dal giallo ambra al grigio pietra.

L’analisi estetica deve tuttavia essere successiva a un’essenziale considerazione secondo la quale la Basilica di Santa Maria Maggiore vide la luce per un motivo ben preciso: le alte sfere clericali espressero all’unisono la volontà di ergerla a Biblia Pauperum (Bibbia dei poveri), ovvero un luogo reale della fede accessibile proprio a tutti e in grado di trasudare il credo attraverso l’arte. Si spiega in tal modo la varietà intrinseca della “Cappella votiva della città” (così viene soprannominata) concernente elementi e stili coesistenti in un’unica struttura in equilibrio fra ottica laica e matrici pagane, un tempio, insomma, che intende comunicare didatticamente qualcosa di sommo, gradevole all’occhio ed emozionante al medesimo tempo… qualcosa capace di parlare al cuore e allo spirito con il potere della bellezza oggettiva, ergo indiscutibile.

La visita della chiesa

L’introduzione del barocco in seno a una prospettiva altisonante su base romanica è testimoniata in primis dalla Cappella del Voto con la sua tela della Madonna col Bambino, San Rocco e San Sebastiano su pala d’altare cinquecentesca realizzata da Gian Paolo Lolmo. Si nota immediatamente come la tecnica affrescale pervada la maggior parte delle pareti ecclesiali, tant’è che non passa certo inosservato il ciclo di affreschi su cui spicca simbolicamente e spazialmente l’Ultima Cena, sovrastante altri riquadri con scene che eleggono protagonisti la Vergine, Sant’Eligio e altre sante figure. Il visitatore trae da queste visioni artistiche una certa energia rimpinguata dall’aura magica infusa dal roboante soffitto che accompagna ogni visita specialmente all’altezza del transetto nord con copertura a volte a crociera di fattura seicentesca, adeguatamente dipinta con raffigurazioni del Padre Eterno e San Michele contro il dragone, entrambe compiute dall’artista romano Ciro Ferri.

La Basilica può inoltre vantare un patrimonio decorativo costituito da uno stuolo di 25 arazzi che alternano, oltre alle dimensioni, concetti pagani e sacri: l’Annunciazione, ad esempio, misura ben 4,85 metri d’altezza e 7,70 metri di lunghezza, grandezze necessarie per la descrizione di un binomio di scene, vale a dire La tentazione del serpente nel Paradiso terrestre e l’Annunciazione, meraviglia complessiva attribuita al pittore fiorentino Alessandro Allori. Altri arazzi si fanno ammirare secondo raggruppamenti a trittico, vedesi l’Immacolata, Mosè al roveto ardente e la Crocifissione, trilogia fiamminga realizzata da Van Schoor fra il 1696 e il 1698.

Posto sulle pareti della navata laterale, ecco l’altro arazzo fiorentino con al centro la Presentazione della Vergine al Tempio, esponente della tradizione arazziera medicea. La tela sulla Strage degli innocenti e l’Ultima Cena si ritrovano rispettivamente sopra l’arazzo fiammingo del Mito di Frisso ed Elle e nella Cappella del Corpus Domini. La pittura non è però la sola forma di espressione artistica, poiché di incisiva rilevanza si mostrano anche i tanti arredi lignei, dai quali si distingue per ricchezza e audacia realizzativa il Confessionale capolavoro dell’ebanista Andrea Fantoni, che nel 1704 riuscì a portare a compimento un epigono della perfezione composto da legno di noce, legno di bosso e legno di conifera, 3,95 metri di altezza e 2,40 metri di larghezza e un metro di profondità scolpiti da cima a fondo con maestria quasi divina.

La Basilica si dota poi di una forte valenza sepolcrale riconosciuta dal cardinale Guglielmo Longo degli Alessandrini nonché dai musicisti Gaetano Donizetti e Simone Mayr, le cui spoglie sono custodite in altrettante tombe interne a ringraziamento del loro fondamentale contributo reso alla città di Bergamo. Tornando al corredo di arazzi, ne è pervasa la navatella destra, dove compaiono La Natività e La fuga in Egitto, datati 1583.

Alzando lo sguardo si ammira la cupola che si fregia al centro di un vasto affresco di Giovan Paolo Cavagna intitolato L’incoronazione della Vergine, di cui sono collaterali gli Angeli musicanti e i Dieci profeti. Ci si avvicina rapidamente al presbiterio sopraelevato per mezzo di tre gradini e delimitato da una robusta balaustra in legno: troneggiano il coro ligneo (intarsiato da Giovan Francesco Capoferri) e l’altare maggiore del 1833 con alle spalle Gli apostoli al sepolcro della Vergine, tela dipinta nel 1594 da Camillo Procaccini. S’alzi lo sguardo ancora una volta sul soffitto, in cui si scorgono chiaramente quattro tondi di Francesco da Ponte ritraenti la Natività della Vergine, la Presentazione al tempio, l’Annunciazione e la Visitazione di Maria a Elisabetta, tutto a sovrastare morbidamente le canne dell’organo, i pulpiti dei parapetti bronzei di Camillo Capi e lo stupendo Crocifisso ligneo trecentesco.
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Il visitatore avrà poi accesso alla navatella sinistra diretta alla Sacrestia Nuova in stile bramantesco con altare e tela del San Giovanni Evangelista eseguita da Giovan Paolo Cavagna nel 1589. Tutte queste perle interne sono a ogni modo ottimamente introdotte da altrettante chicche poste a cappello dell’esauriente visita, per la precisione a ridosso dei quattro ingressi della Basilica con egual numero di portali: d’impatto il Portale dei Leoni Rossi, di marmo rosso di Verona finemente scolpito per conferire alla figura leonina il ruolo di guardia porta pronta a interdire simbolicamente l’ingresso ai profani. Il protiro meridionale è in sintesi il Portale dei Leoni Bianchi, realizzato in marmo di Candoglia dallo stesso autore del portale precedentemente trattato, Giovanni da Campione.
Le pareti più prossime sono effigiate dall’opera di Antonio Zanchi Mosè fa scaturire l’acqua dalla roccia dell’Oreb. Seguono l’olio su tela di Federico Cervelli Il sacrificio di Noè, gli arazzi fiorentini La circoncisione di Gesù, Lo sposalizio della Vergine, La Visitazione, L’adorazione dei Magi, il grandioso Passaggio del Mar Rosso e L’albero della Vita.

Informazioni utili per la visita

Basilica di Santa Maria Maggiore
Piazza del Duomo, Bergamo.

Orari di visita: da lunedì a venerdì ore 9.00 – 12.30 e 14.30 – 18.00, sabato, domenica e festivi ore 9.00 – 18.00.
Sante Messe: feriali ore 10.00, festive ore 11.00 – 12.15.
Sito ufficiale: www.fondazionemia.it/it/basilica
Contatti: Fondazione MIA tel. 035/211355 o mail info@fondazionemia.it
Prezzo con guida interna: € 2,00 a persona.
Come arrivare: Bergamo è fornita di un’efficiente rete di autolinee bus. In Città Alta e quindi al Duomo arriva la Linea 1, che passa anche dalla stazione ferroviaria.

 Pubblicato da il 09/09/2017 - 275 letture - ® Riproduzione vietata

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