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Cosa vedere e cosa visitare Cappella Colleoni

La Cappella Colleoni in centro a Bergamo

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Chiunque sia stato a Bergamo, si sarà certamente reso conto della monumentalità propria della sfarzosa Basilica di Santa Maria Maggiore in Piazza Duomo, zona Città Alta. Ebbene, addossata a questa chiesa si trova un altro stupendo edificio, più discreto ma ugualmente straordinario: stiamo parlando della Cappella Colleoni, una vestale architettonica che ammalia con la sua esteriorità e ipnotizza con le principesche sfaccettature decorative del suo interno.

La Storia della Cappella

Tanto clamore lo suscita in primis lo stile d’esecuzione, una condotta rinascimentale d’impatto che il fautore dell’opera Giovanni Antonio Amadeo ha voluto far sua per compiere un’impresa destinata alla contemplazione di contemporanei e posteri. Il committente, Bartolomeo Colleoni, era allora un fiero capitano di ventura del XV secolo la cui intenzione consisteva nel far sorgere non una comune cappella bensì un mausoleo che lo rappresentasse nella vita e nella morte.

I lavori iniziarono nel 1472 dopo l’abbattimento della sagrestia della basilica, un fatto certamente non privo di polemiche (si racconta che, rifiutato il permesso, fu lo stesso Colleoni a “fare spazio” con il suo esercito, ma questa è una versione poco accreditata, più appartenente alla leggenda che alla storia) ma neppure di silenti connivenze. Esecrabilità a parte, il risultato fece contenti tutti entrando nel novero artistico della città bergamasca, che nel suo patrimonio poté inserire un monumento unico nel suo genere.

La visita al monumento

La Cappella Colleoni è universalmente riconosciuta quale capolavoro di collegamento fra Medioevo e Rinascimento, il cui completamento ha attinto a un barocco di maniera esemplare. L’innovazione mista al resistente classicismo si coglie non appena si giunge al cospetto della meravigliosa facciata, un eccezionale biglietto da visita che ben introduce a un viaggio nei meandri dell’arte pura, senza fronzoli, ammiccante e superba.

I tre testicoli

Difficile non notare sulla cancellata d’ingresso lo stemma araldico recante tre piccole palle, coincidenti con i tre testicoli di cui il condottiero era provvisto causa disfunzione da orchite (questo secondo voci e dicerie dell’epoca). Noterete che appaiono ben lucidati a causa dell'usanza di toccarli da parte dei visitatori (pare portino furtuna).

La sua geometria s’erige verticalmente creando spazio per eleganti particolari che piacevolmente vi catapultano in una dimensione fantastica dove tutto assume forme nuove, voluttuose di sagome in marmi policromi, lesene istoriate, pinnacoli affusolati e bifore finemente spregiudicate che convergono all’unisono verso il carismatico rosone centrale, fonte di luce per gli interni.

Più ci si inoltra nell’estetica narrazione, più si coglie il significato simbolico che rimanda alle rappresentazioni bibliche più acute, tra le quali campeggiano le nove formelle con bassorilievi che anelano sguardi: tra di esse ritroviamo la Creazione di Adamo e la Creazione di Eva, la Cacciata dall’Eden, il Sacrificio di Isacco e la Morte di Caino, più i motivi mitologici con protagonista assoluto Ercole alle prese con le mitiche fatiche (il perché di questa eroica prevalenza si deve al fatto che il Colleoni si credeva Ercole redivivo). Si potrebbe stare ore dinnanzi all’ingresso, senza riuscire mai ad avere la summa completa dei dettagli, che si nascondono e poi vengono fuori, quasi prendono vita per tornare alla loro vitrea fissità. Staticità e dinamismo sono componenti percettive che animano l’esterno ma ancor più l’interno, dove la Cappella Colleoni mostra un altro lato di sé, il più sacro e al contempo il più altero.

Entro la pianta quadrata si dispongono opere d’arte che obiettivamente mettono i brividi e vi impediranno di chiudere la bocca lasciandovi un po’ frastornati per la quantità di bellezza sprigionata dall’estetica avviluppante. Qui è dove dimora la salma di Bartolomeo Colleoni, che venne scoperta soltanto nel 1969 dopo secoli di mistero legato alla reale ubicazione della bara: il corpo giace qui in verità dal 1476, un anno dopo la dipartita del condottiero.

Il gioiello architettonico raccoglie gemme artistiche dall’inestimabile valore, apprezzabili dall’alto del loro peculiare blasone. C’è la statua equestre del Colleoni in legno dorato, scolpita dai tedeschi Leonardo Siry e Sisto da Norimberga, il Sarcofago Superiore dell’Amadeo con i bassorilievi sacri raffiguranti l’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione dei Magi, il Sarcofago Inferiore con i resti del Colleoni, la rappresentazione della Salita al Calvario, una Crocifissione e una Deposizione. Tra i due sarcofagi spunta la magna statua di Ercole, opposta spazialmente a quella di Davide.
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Altre eccezionalità sono costituite dal Sepolcro di Medea, l’altare barocco di Bartolomeo Manni contornato dalle effigi scultoree di Giovanni Battista, Marco evangelista e Bartolomeo Apostolo, opere eseguite da Antonio, Pietro e Tullio Lombardo, più la mensa realizzata da Leopoldo Pollack sorretta dagli angeli di Grazioso Rusca. Questo immenso tesoro, al quale si aggiungono i due banchi presbiteriali intarsiati da Giovan Battista Caniana, è sovrastato dalla valente cupola affrescata dal Tiepolo con scene del Martirio di San Giovanni Battista e le allegorie della Fede, della Carità, della Sapienza e della Giustizia.

Informazioni utili per visitare la cappella

Cappella Colleoni Dove: Piazza Duomo – Bergamo
Orari di visita: tutti i giorni tranne il lunedì, marzo-ottobre ore 9.00-12.30 e 14.00-18.30, novembre-febbraio ore 9.00-12.30 e 14.00-16.30
Contatti: tel. 035/210061
Costo ingresso: accesso gratuito

Come arrivare
Se si è in auto, percorrere Viale Papa Giovanni XXIII, procedere lungo Viale Vittorio Emanuele, Porta Sant’Agostino e Viale delle Mura; da Piazzale Marconi, dove si trova la stazione ferroviaria, oppure da Porta Nuova prendere l’autobus 1 e successivamente la funicolare o l’autobus 1 diretto al Colle Aperto.

 Pubblicato da il 05/09/2017 - 126 letture - ® Riproduzione vietata

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