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Cosa vedere e cosa visitare Palazzina di Caccia

La Palazzina di Caccia a Stupinigi di Nichelino

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Se la Mole Antonelliana sta a Torino, allora la Palazzina di Caccia di Stupinigi sta a Nichelino. Questa proporzione rende veramente l’idea di quanto sia importante per la cittadina ai confini del capoluogo piemontese il suo immenso gioiello architettonico, qualcosa di unico, encomiabile, censo di una storia regale dichiarato a ragione nel 1997 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Storia

La progettò nel 1729 Filippo Juvarra – su commissione di Vittorio Amedeo II di Savoia - ma a implementarla e completarla nel 1733 furono i valenti architetti Benedetto Alfieri, Giovanni Tommaso Prunotto, Ignazio Birago, Ludovico Bo e Ignazio Bertola, così da poter dare ufficialmente vita alla Residenza Sabauda incline a feste e, appunto, battute di caccia.

La magnifica Reggia, proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano – ente che ne cura promozione, conservazione e valorizzazione - rappresenta uno dei più altisonanti complessi settecenteschi d’Europa, dono dell’ingegno umano al pubblico estasiato dalla sua visione (nel 2016 sono stati ben 115.000 i visitatori accolti), quasi onirica in relazione alla pletora sconfinata di ambienti, sale, androni opulenti in termini di arredi, sculture marmoree e lignee, dipinti e affreschi, tutti inscritti in un approfondito percorso museale più grande di anno in anno (si calcolano 137 camere e 17 gallerie in totale).

La struttura, di evidente ispirazione rococò, colpisce subito per la monumentalità abbinata alla sontuosa raffinatezza delle decorazioni, un tratto della costruzione di cui si accorse subito un tale Napoleone Bonaparte, che vi soggiornò dal 5 al 16 maggio 1805, seguito a inizio ‘900 dalla Regina Margherita e dai fautori del Museo dell’Arredamento, contenuto dalle reali mura dal 1919. C’è un aneddoto che risulterà ai più molto curioso: è storicamente dimostrato nonché confermato che per un certo periodo del XIX secolo la Reggia ospitò un elefante indiano di nome Fritz, divenuto celebre ma purtroppo impazzito a tal punto da distruggere ogni cosa incontrasse, fatto che portò al suo abbattimento e conseguente donazione al Museo zoologico dell’Università di Torino (è attualmente imbalsamato al Museo Regionale di Scienze Naturali).

La visita della Palazzina di Caccia

Il percorso di visita trova il suo principio nella settecentesca Scuderia Juvarriana, dominata dalla centralissima scultura del cervo realizzata da Francesco Ladatte. Attraversando la biblioteca e l’antibiblioteca, si arriva al Salone Centrale, sovrabbondante di opere come i quattro busti marmorei scolpiti da Giovanni Battista Bernero e l’elegante volta con l’affresco del Trionfo di Diana.

Si prosegue per la Sala Ellittica e gli Appartamenti reali, giusto preludio (e che preludio!) all’accesso della bella Cappella di Sant’Uberto, protettore della caccia e dei cacciatori. Non è finita, infatti c’è spazio per vedere e ammirare l’Appartamento di Levante, i Gabinetti Cinesi, il Salotto degli specchi, la Sala del Bonzanigo (con il bell’affresco a soffitto di Giovanni Battista Alberoni, autore anche delle scene di caccia nella Saletta del Pregadio, dove è riposto l’inginocchiatoio in radica di noce intarsiato da Pietro Piffetti), il vano con la vasca di Paolina Borghese e, in conclusione, la Sala del Gioco. Accezioni da vedere sono inoltre l’Appartamento della Regina e l’Appartamento del Re. Il prolungamento della Palazzina (che, non lo si è specificato, reca una pianta articolata a quattro bracci disposti a croce di Sant’Andrea) consta dello splendido e rigoglioso Parco che la circonda, un giardino in stile francese ordito nel 1740 dal direttore dei Reali Giardini Michel Benard, ma destinato poi a declinare in tipico spazio introspettivo di concezione inglese.

Sembra inutile eppur va detto che la Palazzina si è più volte prestata a far da location a prestigiosi eventi e riprese cinematografiche: oltre alla fiction televisiva "Elisa di Rivombrosa", si sono avvicendate pellicole come "Guerra e Pace", "I banchieri di Dio" e "Ulysses – A dard odissey". Tra i principali eventi che usualmente la Reggia ospita si citino La notte dei musei per una visita in notturna molto suggestiva (fra lanterne e lampadari accesi si provano emozioni uniche caldeggiate da racconti e aneddoti per tutta la famiglia), la classica Domenica al Museo e il tradizionale concerto di musica barocca intitolato “Cerimoniale e Divertissement”.

... Pagina 2/2 ... La Palazzina di Caccia di Stupinigi costituisce il punto di arrivo dell’annuale TuttaDritta, maratona podistica di 10 km che, in linea retta, congiunge la torinese Piazza San Carlo al gioiello architettonico. Dal 2 all’11 dicembre ecco svolgersi “Natale è reale”, dieci giorni di spettacoli teatrali, laboratori didattici, mercatini e stand enogastronomici immersi nella pura atmosfera dell’Avvento.

Informazioni utili, orari e prezzo biglietti per visitare il museo

Palazzina di Caccia di Stupinigi
Dove: Piazza Principe Amedeo, 7 – Stupinigi, Nichelino (TO)
Orari di apertura: dal martedì al venerdì ore 10.00-17.30; sabato, domenica e festivi ore 10.00-18.30; chiuso il lunedì
Sito di riferimento: www.ordinemauriziano.it/palazzina-di-caccia-stupinigi
Contatti: biglietti acquistabili direttamente in biglietteria o prenotabili chiamando il numero 011/6200634, inviando una mail a biglietteria.stupinigi@ordinemauriziano.it
Biglietti: € 12.00 intero, € 8.00 ridotto (over 65, visitatori con disabilità, studenti universitari dell’UE, personale docente, dipendenti Esercito Italiano e Forze dell’Ordine), € 5.00 per scuole materne, primarie e secondarie, gratuito under 6, accompagnatori disabili e categorie professionali

Come arrivare
In auto da Torino, percorrere C.so Unione Sovietica e tutto Viale Torino fino a destinazione; l’alternativa è la tangenziale sud con uscita Stupinigi, prima rotonda a sinistra fino alla fine di Viale Torino; scendere al capolinea dell’autobus n° 4 e salire sulla linea 41 in direzione Orbassano con fermata Stupinigi; i treni arrivano alla stazione di Nichelino, collegata dalle suddette linee autobus; l’aeroporto di riferimento è il “Sandro Pertini” di Caselle Torinese.

 Pubblicato da il 17/05/2017 - 1.988 letture - ® Riproduzione vietata

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