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Cosa vedere e cosa visitare Basilica di San Zeno Maggiore

La Basilica di San Zeno Maggiore e la sua cripta a Verona

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Si racconta che in occasione delle nozze fra re Auteri e la principessa Teodolinda, l’Adige ruppe gli argini mettendo in pericolo gli abitanti della città di Verona ma quando la piena arrivò a lambire le porte della basilica di San Zeno come per miracolo l’acqua si fermò. Questo eclatante episodio viene attribuito, assieme a molti altri, al religioso vissuto nel IV° secolo d.C., quel San Zeno ricordato nella storia della chiesa come l’ottavo vescovo della cittadina veneta.

Proprio al santo venuto dalla Mauritania venne dedicata questa splendida opera del romanico sacro che prese le sue attuali forme architettoniche attorno al 1398. La prima chiesa, quella del celebre matrimonio, fu distrutta nel corso del IX° secolo: ricostruita su richiesta di re Pipino d’Italia fu nuovamente distrutta dagli ungari a inizi X° secolo. Fu poi il vescovo Raterio a ottenere nel 967 i fondi necessari per ricostruire la basilica grazie all’impegno dell’imperatore tedesco Ottone I°. Ma le vicende di San Zeno (chiamata anche San Zeno Maggiore o San Zenone) subirono ancora alterne fortune per via del terremoto del 1117 che costrinse a un nuovo rifacimento una ventina di anni dopo. Furono infine gli architetti Nicolò e Giovanni da Ferrara, con alcuni rifacimenti a soffitto e abside, gli artefici della basilica abbaziale così come si presenta ai giorni nostri, una tra le più solenni delle attrazioni imperdibili di Verona.

All’esterno la chiesa ha la tipica tecnica costruttiva degli edifici veronesi che alternano strisce di materiali e colori differenti. A impreziosire la facciata ci sono il grande rosone a forma circolare del Brioloto decorato con sei statue: la “ruota della fortuna”, così viene anche chiamato, rappresenta una delle prime finestre romaniche tramandate poi al gotico. Al di sotto si trova il protiro del XII° secolo eseguito dal maestro Niccolò con copertura che poggia su due colonne con leoni a rappresentare i guardiani dell’edificio sacro. Ai lati di questa struttura architettonica (e del portale) ci sono altorilievi del XII° secolo che propongono episodi sacri e profani da leggersi dal basso verso l’alto.

Di rara bellezza il portale dell’abbazia che in 48 formelle narra le vicende di santi e personaggi storici fra cui San Zeno, San Pietro, San Paolo, Matilde di Canossa con il marito Goffredo. Realizzate in bronzo da diversi maestri, sono datate fra il X° e il XII° secolo.

Vero e proprio gioiello della basilica è la cripta dove, fra nove navate e 49 colonne che ne sorreggono il soffitto (tutte con capitello diverso), si trovano le spoglie di San Zeno custodite in un sarcofago e con una maschera d’argento a ricoprirne il volto. Proprio qui la tradizione vuole che si siano sposati i celebri Giulietta e Romeo di Shakespeare.

Il livello superiore alla cripta accoglie la chiesa plebana a tre navate con soffitto in legno datato XIV° secolo mentre al piano sopraelevato si trova il presbiterio che si può raggiungere tramite due scalinate che partono dalle navate laterali. L’altare maggiore ospita il sarcofago con le spoglie di tre vescovi veronesi (San Crescenziano, San Lucillo e San Lupicino) mentre nell’abside di sinistra si trova la statua del San Zen che ride, simbolo della città. La scultura del santo patrono dei veronesi e dei pescatori d’acqua dolce è realizzata in marmo rosso ed è datata XII° secolo.

... Pagina 2/2 ... Di grande valore artistico è la pala di Andrea Mantegna, un capolavoro del Rinascimento italiano: sottratto dalle truppe di Napoleone nel 1797, il trittico Madonna con Bambino e Santi venne successivamente ritrovato; quello che si può ammirare oggi nella chiesa è però una copia eseguita da un discepolo di Paolo Veronese. Tra gli affreschi di San Zeno il più importante è la Crocifissione di Altichiero del XIV° secolo che si può osservare nella parte nord ovest della basilica.

Staccata dalla chiesa s’innalza per 72 metri la bella torre campanaria costruita in cotto e tufo come la basilica. Avviati nel 1045 i lavori al campanile si protrassero sino al 1173; delle prime campane, datate 1149, solo quella di forma ottagonale detta “figar”, si è conservata fino ad oggi. All’epoca veniva suonata in caso di temporale.

Per concludere la visita a San Zeno si può raggiungere il chiostro a cui si accede tramite la navata di sinistra della chiesa e che ospita sepolcri, affreschi e un’edicola dove un tempo vi era il lavatoio utilizzato dai frati.


Informazioni utili per visitare la Basilica di San Zeno

Orari di apertura dell’edificio sacro di Piazza San Zeno 2: da marzo a ottobre tutti i giorni dalle 8.30 alle 18 e la domenica dalle 12.30 alle 18; da novembre a febbraio tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 13.30 alle 17 mentre la domenica dalle 12.30 alle 17. La domenica mattina si svolgono le funzioni religiose per tanto non è possibile effettuare visite turistiche della basilica.
L'ingresso costa 6 euro con il biglietto che ha validità anche per il Duomo, la Chiesa di San Fermo e la Chiesa di Sant'Anastasia. Ingresso gratuito per i possessori della Verona Card.

Sito ufficiale www.basilicasanzeno.it

 Pubblicato da il 07/04/2017 - 2.469 letture - ® Riproduzione vietata

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