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Il museo dedicato a Walt Disney e ai suoi personaggi a San Francisco

Il museo Disney di San Francisco racconta la storia del genio visionario di Walt Disney e dei suoi personaggi, Ideale per famiglie con bambini il Walt Disney Family Museum contiene disegni originali plastici e gallerie fotografiche.

L’affascinante e magica storia di Walt Disney, artista creativo e, a suo modo, visionario, ha senza alcun dubbio cambiato per sempre la cultura americana del 20° secolo, con enormi ripercussioni in tutto il mondo. Il Walt Disney Family Museum ha aperto le porte nel Presidio di San Francisco nel 2009. E’, quindi, un museo tutto sommato recente, che però si è imposto immediatamente sulla scena dei musei dedicati ai più piccini, ma anche agli adulti nostalgici. Oltre 12.000 metri quadrati di esposizione in cui partire alla scoperta della storia del successo stratosferico di un personaggio creativo, raccontata attraverso la sua vita, la famiglia, i processi e le innovazioni che lo hanno reso indimenticabile ed indimenticato.

Tra i punti forti del Museo si ricordano: disegni originali firmati dalla matita di un giovane Walt Disney, dipinti e cartoni animati provenienti dalla Laugh-O-gram Films (la prima compagnia di produzione di Walt Disney), il primissimo disegno conosciuto di Topolino, un punto interattivo in cui i visitatori potranno sincronizzare musica ed immagini in totale autonomia, i 26 Academy Awards vinti da Disney nel corso della sua lunga carriera, compreso un Oscar, per citarne alcuni.

Visitando il Museo, i turisti potranno ammirare rare clip di film, opere d’arte, scritti, partiture musicali, macchine fotografiche usare da Disney e dal suo staff per creare i protagonisti delle sue storie e i suoi film. Le mostre rendono omaggio al genio di Disney con un focus specifico sul primo film che produsse e che sincronizzò perfettamente suono e animazione, sulla prima colonna sonora che venne anche venduta ai consumatori come elemento a sé stante, sulla prima canzone di un cartone animato a diventare una hit nazionale (la canzone “Chi ha paura del Lupo Cattivo”, cantata nel cartone animato I Tre Porcellini) e, infine, sul primo documentario naturalistico a ricevere un Academy Award.

Il Museo, infine, permette di “sbirciare attraverso il buco della serratura” attraverso fotografie, manufatti e filmini che ritraggono la famiglia di Walt Disney e l’artista, ritraendoli in momenti personali legati alla vita di tutti i giorni. Racconta la storia di Walt Disney dalla giovinezza all’età adulta, passando attraverso un percorso di crescita personale e professionale: dal primo cartone animato prodotto con la Laugh-O-fram Films (che fallì nel 1923), al suo viaggio verso la California con appena 40 dollari nel portafogli, arrivando agli anni ’20, testimoni dell’apice di una carriera internazionale che si rispecchiò soprattutto, ma non solo, nel famoso topo (seguito a ruota da Biancaneve, Fantasia, Dumbo e Bambi, per citarne alcuni).

Il Museo è suddiviso in Gallerie che espongono elementi, foto di famiglia, successi dello straordinario percorso di Walt Disney, suddivisi per anni. Scopriamo insieme quali sono.

Gli inizi (1901-1923)
La Galleria 1 ripercorre gli inizi del genio di Disney, dalla scuola alle esperienze nel giornalino scolastico, alla collaborazione con la Laugh-O-gram Films. Da subito Walt dimostrò di avere uno spiccato talento per la creatività e per il disegno, tanto più evidente nelle storie illustrate e nei dipinti che corredavano i suoi contributi al giornale.

L’approdo a Hollywood (1923-1928), Galleria 2
L’idea geniale che permise a Disney di spiccare il volo fu quella di inserire un personaggio reale nel fantastico mondo dei cartoni animati: da qui nacque, infatti, la storia di Alice, che scombussolò del tutto il normale modo di fare dell’epoca (esattamente il contrario di ciò che aveva proposto e messo in atto Disney). E’ inoltre in questo periodo che Disney comincia a lavorare sul suo personaggio più famoso, Topolino, che inizialmente avrebbe voluto chiamare Mortimer, ma che battezzò Topolino su suggerimento della moglie.

Esplorando nuovi orizzonti (1928-1940), Galleria 3
Il più grande desiderio di Walt Disney era quello di personalizzare il più possibile i suoi personaggi, rendendoli unici e sicuramente riconoscibili. Personaggi che uscissero dalla massa. Il suo intento venne esplicitato a partire dal cartone I Tre Porcellini, in cui Walt ideò una vera e propria arte dell’animazione personalizzata, fornendo a ciascuno dei porcellini tratti caratteriali ben distinti.

Il passaggio alla peculiarità (1936-1938), Galleria 4
Questo è il periodo in cui Disney dà vita al cartone Biancaneve e i Sette Nani. Sulla base del suo desiderio di “caratterizzazione”, pensò di distinguere i nani non solo nella figura, ma anche nei nomi che dovevano in qualche modo caratterizzarli ulteriormente. Da qui nacquero Brontolo, Pisolo, Eolo, Mammolo, Dotto, Cucciolo e Gongolo.

Nuovi successi ed ambizioni crescent (1939-1940), Galleria 5
Sempre in cerca di perfezione, è in questo periodo che Walt Disney crea un dipartimento preposto ai personaggi, così da aiutare gli animatori nel duro lavoro di portare alla vita i protagonisti dei suoi cartoni. Uno dei protagonisti principali di questo lavoro di fino fu Pinocchio, primo esempio della ricerca spasmodica della perfezione. Inoltre, in questo lasso temporale, Disney studiò in modo approfondito l’anatomia animale, così da dare ai suoi personaggi a quattro zampe (leggi Bambi) una forma e una presenza ancora più vicina alla realtà.

Contributi patriottici (1941-1945), Galleria 6
Con la Seconda Guerra Mondiale e le ristrettezze ad essa collegate, Disney decise di supportare il Governo e le truppe inviate all’estero producendo film di propaganda. Non perché fosse stato costretto, ma perché ci credeva veramente.
Ricostruzione post-bellica (1946-1950), Galleria 7
Prendendo spunto dalla tecnologia dei sottomarini, in questo periodo Disney lavora su uno dei suoi maggiori capolavori per adulti: 20.000 leghe sotto i mari. A monte, uno studio enorme ed accuratissimo del mondo sottomarino, del funzionamento dei sommergibili e di come sopravvivere sott’acqua.

Walt & la Natura (1948-1960), Galleria 8
Il suo sconfinato amore per la natura spinse Disney ad inviare una troupe in Alaska per girare un docu-film sui leoni marini, i ghiacci e le condizioni di vita estreme. Il risultato di questo lavoro fu l’ottenimento di una serie di premi per documentari naturalistici.
Disneyland & Oltre (1950-1965), Galleria 9
Da un’antica ferrovia alla futuristica ferrovia a monorotaia, Disney costruì nel corso degli anni diverse attrazioni a tema trasporto a Disneyland. Fu così che nacque, passo dopo passo, una delle più grandi attrazioni per bambini e adulti di tutti i tempi.

Ricordando Walt Disney (1966), Galleria 10
L’ultima sala del Museo è un tributo a Walt Disney in cui vengono raccolte le testimonianze e i messaggi ricevuti dalla famiglia a seguito della scomparsa del grande genio dei cartoni animati, amato da grandi e piccini.

Durata della visita: mezza giornata, se prevedete di fermarvi anche per pranzo. Tre ore circa, se invece pranzate fuori.

Orari di apertura: tutti i giorni, dalle 10 alle 18, chiuso il martedì.

Costo del biglietto d’ingresso: adulti 20 $, visitatori dai 6 ai 17 anni 12 $, bambini sotto i 5 anni entrata gratuita.

Informazioni utili: il Walt Disney Family Museum è gestito dalla Walt Disney Family Foundation, associazione non-profit e si trova al 104 di Montgomery Street (zona Presidio, da non confondere con il Financial District, in cui si trova una strada omonima), a San Francisco. Sito ufficiale del Museo: www.waltdisney.org
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