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Cosa vedere e cosa visitare Parc Phoenix

Il Parc Phoenix di Nizza: i suoi giardini e il Diamante Verde una delle pił grandi serre d'Europa

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Non poteva essere altrimenti. A fare gli onori di casa sono delle phoenix canariensis, palme endemiche delle isole Canarie, situate al largo della costa atlantica dell’Africa settentrionale, che al clima temperato della Costa Azzurra si sono talmente adattate da esserne divenute uno dei suoi simboli per eccellenza.

A pochi metri dall’aeroporto internazionale di Nizza e dalla Promenade des Anglais, la più celebre passeggiata del mondo, sorge il Parc Phoenix, un angolo verde di 7 ettari dove sono stati ricostruiti ambienti tropicali e equatoriali.

Qui, nel cuore della bella città francese, si possono fare passeggiate e safari, ammirare specie esotiche e odorare piante aromatiche ma anche sorprendersi di tanta bellezza creata dalla natura di fronte a cactus di ogni forma e grandezza, a orchidee dalle striature stravaganti e a animali (purtroppo) in via d’estinzione.

Lontre, tartarughe, farfalle, cigni e pellicani. E poi wallaby, gru reali, are ararauna, nandou e lemuri. Li si vede negli stagni, nelle serre e in ampi spazi recintati dove hanno preso dimora.

La phoenix delle Canarie ha dato dunque il nome a questo splendido parco verde dove crescono oltre 50 specie di palme e dove subito dopo l’ingresso si viene accolti da un grande stagno artificiale con tanto di cascate dove i cigni nuotano eleganti. Sulle sue acque si affaccia anche un edificio in vetro e acciaio, sede del Museo delle Arti Asiatiche progettato dal giapponese Kenzo Tangé dove ammirare una bella collezione di opere provenienti da Cina, Giappone, India e sud est asiatico. Chi lo desidera può anche partecipare alla tradizionale cerimonia del tè. Il biglietto è compreso in quello del parco.

Creato nel 1990 dalla Città di Nizza che da allora si occupa anche della sua gestione, la costruzione del Phoenix ha richiesto un incredibile lavoro durato più di due anni (26 mesi per l’esattezza) a cui hanno partecipato oltre 80 imprese. Per la sua realizzazione sono stati necessari ben 14 mila metri quadrati di terra e 2 mila tonnellate di roccia.

Progettato inizialmente come orto botanico, il parco ha cambiato poco a poco la sua destinazione originaria trasformandosi anche in habitat “naturale” per alcune specie animali. Se piante e fiori ospitati sono presenti in circa 7500 varietà, di cui alcune molto rare, non mancano comunque, seppur in minor misura, esemplari della fauna mondiale che fra le fronde degli alberi e nelle acque degli stagni trovano la loro perfetta dimora.

400 tonnellate di ferro e 32 mila bulloni: la grande serra a forma di piramide, realizzata con sistemi antisismici e con speciali vetri antiriflesso (per non creare problemi agli aerei del vicino aeroporto) per una superficie vetrata totale di 10 mila m2 è la più grande d’Europa ad un solo “tenant”. Alto 25 metri e con un diametro di oltre 100, il “diamante verde” ingloba un’area di 7000 metri quadrati dove sono state ricreate 6 diverse zone climatiche tropicali e subtropicali. Il safari verde al suo interno accompagna alla scoperta di ambienti coltivati a bamboo, giardini d’orchidee, biotipi della flora mediterranea e altri con specie vegetali che sopravvivono da più di 8 milioni di anni.

Grazie ad un tecnologico sistema che ne regola la temperatura, la serra varia in base alle necessità di fiori e piante il grado di aerazione e umidità che raggiunge livelli decisamente elevati grazie anche ad una distesa di felci galleggianti. Fra le varietà che stupiscono per la loro bellezza vi sono i banani in fiore dalle vivaci corolle; la vaniglia (che appartiene alla famiglia delle orchidee originaria del Messico) con i fiori verdastri; il “Globba winitii”, stretto parante dello zenzero, con le sue fioriture a forma di lampadario; piante di pepe, caffè, papaia e cotone.

Nel parco si può ammirare anche un tipico cottage in stile provenzale, in pietra e tetto di tegole, a cui si affiancano cipressi e ulivi oltre ad un orto dove si coltivano frutta e legumi di stagione (insalata, cipolle e prezzemolo d’inverno – pomodori, meloni e peperoni d’estate). Non mancano neppure un vigneto e un’area destinata alle piante aromatiche e medicinali con timo, rosmarino, citronella, menta e melissa. E poi ancora agrumi come mandarini, limoni cedrati e arance.

... Pagina 2/2 ... Questo splendido parco nel cuore cittadino ospita 3800 animali di 150 specie differenti tra mammiferi, uccelli, rettili, pesci, insetti, coralli e anfibi. A piacere a grandi e bambini saranno sicuramente la coppia di lemuri del Madagascar che al Parc Phoenix hanno trovato il loro habitat dal 2014 e che a Giugno 2015 hanno dato alla luce un piccolo. E poi le lontre europee, i simpatici wallaby, i porcospini dell’Africa del sud, varie specie di anatre (originarie dell’Asia e dell’America del nord), oche delle Hawaii (le più rare al mondo), gru reali dalle piume dorate e nandou (che arrivano dall’America del sud). Ci sono anche pappagalli dai piumaggi gialli, rossi, verdi e blu (famiglia delle Are) e pavoni. Quest’ultimi, a differenza di gru e nandou che vivono in appositi spazi recintati, passeggiano liberamente per il parco. Per la gioia dei visitatori, si avvicineranno con grande tranquillità in cerca di qualche boccone prelibato con cui sfamarsi.

Ospitati all’interno di uno degli ambienti tropicali della grande serra, dove la flora è costituita da “fougères” – antiche piante apparse sulla terra 400 milioni di anni fa, prima dunque dei dinosauri -, hanno trovato il loro ambiente naturale anche i caimani dagli occhiali, specie dell’America del sud che si trova in Guyana.

E se tutto questo non bastasse ancora ci sono anche la fontana musicale che propone musiche classiche, fra cui i valzer di Vienna, abbinate a zampilli d’acqua che si innalzano per diversi metri; l’acquario con pesci esotici e reef corallini dove non perdere gli esemplari di “axolotl”, una specie di salamandra neotenica che vive nel lago di Xochimilco nei pressi di Città del Messico (a grave rischio di estinzione); l’insettario con la sua ricca collezione di insetti simili a foglie e rami secchi che ben si mimetizzano con l’ambiente circostante; le mostre tematiche su pipistrelli e lupi.

Nel 2009 il Parc Phoenix ha ricevuto l’importante riconoscimento di qualità “Turismo e handicap” per aver messo a disposizione apparecchi auditivi (si trovano alle casse all’ingresso) per le persone diversamente abili mentre nel 2010 ha ricevuto quello di “Famille Plus” assegnato per le numerose attività ricreative dedicate alle famiglie fra cui aree pic nic e attrezzate per bambini. Fra gli 11 giardini delle Alpi Marittime e i 337 di Francia a fregiarsi del titolo di “jardin remarquable” dal 2011, il Phoenix risponde anche ai criteri di coltivazione biologica tanto è che nessun prodotto chimico viene qui utilizzato.

Con circa mezzo milione di visitatori all’anno, il parco è la seconda attrazione turistica più visitata della Costa Azzurra e la prima di Nizza.

Il biglietto di ingresso al parco è di 3 Euro per gli adulti e gratuito per i minori di 12 anni (sino ad un massimo di 3 bambini per adulto pagante). L’abbonamento annuale costa invece 30 Euro e garantisce accessi illimitati ad eccezione di esposizioni o manifestazioni particolari organizzati al suo interno.

Aperto tutti i giorni dell’anno vi si può accedere dalle 9.30 alle 19.30 dal 1° Aprile al 30 Ottobre e dalle 9.30 alle 18 dal 1° Novembre al 31 Marzo (chiusura delle casse 1 ora prima).

Situato al civico 405 della Promenade des Anglais, può essere raggiunto in auto percorrendo la Promenade con ingresso Nice Ouest quartiere Arénas oppure dall’autostrada A8 con uscita Saint Augustin-Promenade des Anglais. Con i bus numero 9,10 e 23; dalla stazione Saint Augustin; in bici noleggiandone una alla “station velos blues” che si trova anche all’ingresso del parco dove poterle parcheggiare.

Sito ufficiale www.parc-phoenix.org

 Pubblicato da il 12/08/2016 - 4.321 letture - ® Riproduzione vietata

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