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Cosa vedere e cosa visitare Museo Vasa

Museo Vasa, Vasamuseet: a Stoccolma la storica nave da guerra svedese

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A volte le sfortune di alcuni sono la fortuna di altri. Come accadde a Pompei di essere distrutta dall’eruzione del Vesuvio per poi diventare preziosissima testimonianza della vita del primo secolo, lo stesso successe al galeone Vasa affondato nel XVII secolo all’uscita del porto di Stoccolma, l’unico esistente al mondo di quell’epoca. Il Museo Vasa si trova sull’isola di Djurgården, non lontano dal Museo Skansen.

Il Vasa è una nave da guerra a quattro piani, fatta costruire dal Re Gustavo II Adolfo di Svezia, in un periodo in cui il paese scandinavo era in guerra con la Polonia, governata dal Re Sigismondo, cugino del monarca svedese. I lavori di quella che era destinata ad essere la nave da guerra più potente della Marina Svedese durarono due anni e richiesero l’impiego di 400 fra progettatori, operai e artigiani. A progetto già concluso e lavori già iniziati, il Re volle aumentare la potenza di fuoco e chiese di portare il numero dei cannoni a 64, disposti nei due piani superiori, chiedendo ai progettisti di modificare il progetto iniziale. Studi successivi hanno dimostrato che, nonostante i tentativi di correzione in corsa, il vascello aveva un baricentro troppo alto e che le 120 tonnellate di zavorra disposte sul fondo non era sufficienti.

Il 10 agosto 1628 ebbe luogo il primo e ultimo viaggio della Vasa. Appena salpata dal porto e ancora nelle acque interne della città che sorge praticamente in mezzo all’acqua, venne colpita da una raffica di vento che la fece ondeggiare paurosamente ma recuperò la stabilità. Poco dopo una seconda e più potente raffica la piegò su uno dei fianchi, dando modo all’acqua di entrare attraverso i portelli dei cannoni, aperti anche per fare sfoggio della potenza di fuoco. La Vasa colò a picco in poco tempo, a poco più di un chilometro da dove era salpata e sotto gli occhi di centinaia di spettatori increduli. Nel tragico incidente persero la vita una trentina di componenti dell’equipaggio, un terzo di quanti erano a bordo in quel momento, nonostante i soccorsi portati dalle piccole navi che transitavano in quel momento.

Il vascello rimase per 333 anni nelle fredde acque del porto di Stoccolma, alla profondità di 32 metri. La bassa salinità rende queste acque immuni dal cosiddetto ”verme delle navi” (teredo navalis), che inesorabilmente attacca ogni relitto ligneo. Per assurdo anche l’alto inquinamento diede una mano, impedendo la proliferazione di altri microorganismi dannosi. Anders Franzén, un ricercatore privato, la cercò per alcuni anni fino a quando trovò un antico documento che gli fece capire dove concentrare i suoi sforzi e la ritrovò nel 1956.

Una volta individuato il relitto, il problema successivo fu come portarlo a galla. Dopo aver scartato altre ipotesi, si decise di sollevare il relitto con dei cavi di acciaio collegati a due piattaforme galleggianti. Le operazioni furono complesse e rischiose ma, nonostante ben 1300 immersioni, nessuno dei sub che lavoravano nel buio più completo, rimase coinvolto in incidenti seri. Nel 1959 la nave venne sollevata dal fondo e portata a metà strada, dove continuarono le operazioni di pulitura dal fango e dai detriti, che richiesero un altro anno e mezzo, in ambiente più sicuro. Il primo pezzo di legno emerse dall’acqua il 24 aprile 1961, al termine di un’operazione che durò un paio di settimane.

Il passo seguente fu quello di restaurare il vascello, che si sarebbe velocemente deteriorato se ci si fosse limitati a riportarlo all’aria aperta. Nessuno aveva esperienza di come trattare una tale massa di legno che aveva alle spalle una così unica esperienza e per lungo tempo il vascello venne tenuto continuamente spruzzato di acqua dolce, costringendo chi lo puliva a stare sotto un continuo getto d’acqua e con i piedi nel fango. Dopo diverse discussioni si decise di impregnare il legno con glicole polietilenico (PEG), un prodotto che penetra lentamente nel legno sostituendosi alle particelle d’acqua. Questo innovativo metodo diede i risultati sperati, visto che oltre il 95% degli elementi originali sono stati recuperati e da allora è diventato quello di riferimento per il recupero di relitti di legno. Il glicole è stato spruzzato per 17 anni sulla nave, e ad essi segue un lungo periodo di asciugatura, non è ancora terminato.

Serviva anche un luogo adatto dove ospitare il gigantesco relitto, che per 28 anni rimase confinato in un edificio costruitogli attorno ma che era talmente stretto che il vascello poteva essere visto solo dal basso e da non più di due metri di distanza, venendo completamente a mancare una veduta d’insieme. Nel 1981 il governo svedese decise di costruire una struttura più adatta, aperta al pubblico nel 1990. Ora il Vasamuseet, il più visitato di tutto il paese, rende giustizia a questa colossale opera d’arte, non solo permettendo di vederla in tutta la sua interezza ma consentendo di ammirarne le centinaia di sculture che decorano la poppa, i tanti ritrovamenti che vanno dagli strumenti di bordo alle ossa di alcune delle vittime e una sezione con fotografie d’epoca e modellini che illustrano il complesso processo di recupero.
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Orari di apertura
Periodo invernale (dal 2 gennaio al 31 maggio e dal 1 settembre al 30 dicembre): 10:00-17.00, mercoledì 10:00-20:00
Periodo estivo (dal 1 giugno al 31 agosto): 08:30-18:00
Il 31 dicembre:10:00-15:00
Chiuso il primo gennaio e dal 23 al 25 dicembre.

Tariffe
Adulti SEK 130
Bambini/ragazzi (0–18 anni): gratuito
Studenti (viene richiesto un documento di identificazione): SEK 100
Visite guidate del museo in inglese, quelle per gruppi di più di 9 persone devono essere prenotate anticipatamente presso bokningen.vasa@maritima.se

 Pubblicato da il 20/09/2015 - 3.802 letture - ® Riproduzione vietata

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