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Viaggio in solitaria tra Dublino, Belfast e Londra in 5 giorni (6 pagine)

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Tour di Dublino: dalla Guinness Storehouse al Castello e la Cattedrale

Sabato 11 agosto - Mi sveglio relativamente presto: quale migliore occasione per concedersi una lunga colazione da Starbucks? Adoro le loro colazioni e ogni volta che sono all'estero diventa una tappa fissa. Così tra un morso al delizioso quanto calorico muffin di cioccolato, un sorso dal bicchierone di Caramel Macchiato e un rapido aggiornamento sul web tramite twitter, facebook, news ecc, arriva l'ora dell'appuntamento con Katie per visitare insieme il Guinness Storehouse. Forse la mia debole passione per la "rossa" irlandese contribuisce a smorzare l'entusiasmo per i 7 piani dedicati alla birra Guinness. Nonostante ciò rimango piacevolmente sorpresa dalla nuova concezione di museo applicata al birrificio: un coinvolgimento di tutti i cinque sensi rende il tour una vera e propria "esperienza" più che una banale visita, come proposta nei tradizionali musei. Dopo aver scoperto qualche curiosità sul processo produttivo della birra, come ad esempio che ogni giorno affluiscono al birrificio otto milioni di litri di acqua, o che dietro alla costruzione di una semplice botte ci sono ben sette anni di esperienza, assaporiamo la nostra pinta di Guinness al Gravity Bar dell'ultimo piano che ci regala una splendida veduta panoramica su Dublino.

Con lo sguardo assonnato ciondoliamo giù per i sette piani di scale e ci rituffiamo nel vivace tram-tram dublinese. Ci affidiamo alla top ten della mia guida e raggiungiamo il Castello e la Cattedrale, ai quali però riserviamo solamente, e con poca convinzione, una foto sfuggente alla facciata. È l'ora di un caffè, e questa opzione ci persuade sicuramente di più rispetto alle precedenti proposte della guida turistica. Un veloce giro per Henry Street e dintorni, uno scatto fotografico sul romantico ponte Ha'Penny Bridge e ritorniamo in ostello per un po' di relax nell'attesa di prepararci alla serata che trascorreremo con Yanie, altra viaggiatrice solitaria dalla Grande Mela nonché compagna di stanza conosciuta la mattina stessa. La sera optiamo per un tipico Irish Pub nelle prossimità di O'Connel Bridge, ma stavolta tradisco la Guinness per una tradizionale e più leggera bionda.

Ci scambiamo qualche parere su Dublino e sulle nostre precedenti esperienze. Mi rincuora scoprire da Yanie che il viaggiare da soli sia per lei sinonimo di libertà e coinvolgimento e soprattutto ne parla come se fosse la cosa più naturale del mondo. Constatiamo unanime che, chissà per quale infondata motivazione, ognuna di noi è proiettata a visitare l'estero senza costruirsi prima una buona conoscenza del proprio peese di origine... è vero, ma decido di rimandare queste riflessioni al prossimo viaggio. Alle nostre chiacchiere si uniscono anche Rosario, milanese dallo spiccato accento calabrese, Andrew da Londra e la sua amica canadese, il cui braccio ancora ricoperto da disordinate e sbiadite foglioline rosse testimonia il recente tifo alle olimpiadi di Londra. Confesso che la stanchezza e la scarsa dimestichezza con la lingua inglese mi hanno costretta ad utilizzare una spiccata fantasia per interpretare i loro discorsi, ma il risultato è stato comunque una piacevole e frizzante serata in compagnia.

 Pubblicato da il 27/01/2012 - 18.230 letture - ® Riproduzione vietata

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