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L'arcipelago di Tokelau nel Pacifico: immersioni tra gli atolli corallini

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Tokelau è un piccolo arcipelago di tre atolli corallini (Nukunonu, Atafu e Fakaofo - formati a loro volta da piccoli raggruppamenti di motu) sui quali sono distribuiti all'incirca 1500 abitanti nel mezzo dell'Oceano Pacifico, a quasi 500 km a nord di Samoa . I tre atolli sono distanti decine di chilometri l'uno dall'altro e, viste le forme e le dimensioni di questi paradisi tropicali, non esiste una vera e propria capitale del paese se non un semplice villaggio per ogni atollo che svolge anche funzione amministrativa e dove è concentrata la maggior parte della popolazione.

Qui giunsero per primi i polinesiani quasi mille anni fa e, a parte qualche guerra locale tra le isole, non vi furono mai grossi sconvolgimenti fino all'arrivo dei primi europei nella seconda metà del Settecento. Fu sempre in questo periodo che Tokelau (parola di origine polinesiana che indica il vento del nord) in seguito alla conquista da parte di Fakaofo delle altre isole, conobbe una prima “unificazione territoriale”, se così si può chiamare. A turbare la quiete e la pace degli atolli ci pensarono gli uomini bianchi come i cacciatori di balene ed i missionari cristiani; fu così che iniziò dapprima l'opera di conversione spirituale degli indigeni fino ad arrivare alla deportazione forzata di buona parte degli abitanti sull'Isola Wallis.

Nondimeno, le malattie portate dagli europei ed il commercio degli schiavi decimarono la popolazione riducendola a sole 200 persone; per mettere un freno a questa situazione il popolo tokelauano si rivolse direttamente al Regno Unito sul finire del XIX secolo chiedendo di diventare un protettorato della nazione britannica. Ciò non impedì tuttavia che si arrestasse la diaspora e che molti abitanti si spostassero quindi negli arcipelaghi circostanti o in Nuova Zelanda, che nel frattempo aveva prima assunto il controllo del paese nel 1925 e successivamente concesso l'indipendenza – almeno sulla carta - quasi quarant'anni più tardi; in ogni caso oggi Tokelau resta di fatto un paese del Commonwealth avente come tramite la stessa Nuova Zelanda.

Nukunonu, Fakaofo ed Atafu, si diceva, sono atolli corallini che presentano la classica forma di anelli costituiti da sottilissime isole (motu) che circondano una laguna interna, per una superficie complessiva di terre emerse di appena 12 km quadrati.
Come facilmente immaginabile, il clima è tropicale e vanta una media annua di 28°C, anche se grazie alla posizione geografica favorevole, si verificano meno frequentemente rispetto ad altre isole vicine le tanto temute tempeste tropicali. Il periodo migliore per organizzare un viaggio a Tokelau è quello compreso tra aprile ed ottobre, mentre da dicembre a marzo, periodo più umido, si può incorrere in fenomeni ciclonici.

... Pagina 2/2 ... Riguardo alla struttura ed all'organizzazione sociale delle isole si segnala - tra gli altri – il sistema della condivisione delle risorse (inati, in lingua locale), secondo il quale il pescato giornaliero viene deposto sulla spiaggia e suddiviso dai taupulega (i consigli dei villaggi); parallelamente, dato il tipo di società, non esiste nemmeno un sistema repressivo e carcerario, per cui le condanne vengono scontate sotto forma di rimproveri pubblici o di lavoro da svolgere per la comunità.

Per ovvie ragioni di mancanza di risorse naturali, la vita sulle isole non è così facile come si potrebbe immaginare; l'acqua potabile ad esempio scarseggia e quella disponibile è generalmente frutto della raccolta dell'acqua piovana., per cui occorre essere morigerati nell'uso. Parimenti, si sconsiglia vivamente di appropriarsi delle noci di cocco - anche qualora sembrassero appartenere a nessuno in particolare – in quanto bene prezioso per gli abitanti locali.

L'attività principale, nonché in assoluto la più spettacolare, è quella delle immersioni nelle lagune di ogni atollo, ma data la mancanza di personale e di strutture di salvataggio si raccomanda la massima attenzione. Per il resto, non esistono attrazioni particolari ed anche la vita notturna è piuttosto tranquilla.
Per recarsi nel piccolo paese oceanico occorre ottenere il permesso turistico (richiedibile presso il Tokelau Apia Liaison Office a Samoa) nonché presentare la prenotazione di una casa o albergo su uno degli atolli ed infine un biglietto di andata e ritorno per le Samoa; non disponendo di un proprio aeroporto, Tokelau è raggiungibile solo a bordo di una nave cargo in partenza ogni due settimane dalle stesse Samoa, il che rende l'arcipelago una delle mete più isolate del pianeta. Per tali ragioni, si raccomanda di pianificare gli spostamenti con largo anticipo.
A titolo di curiosità si segnala che, dato che non esiste alcun porto sui tre atolli, la nave cargo che trasporta anche i passeggeri rimane in attesa al largo mentre piccole barche e dinghy fanno la spola tra i motu e l'imbarcazione principale; per spostamenti tra le isole maggiori ci si può affidare ad una motonave in servizio tra gli atolli, mentre per spostarsi da un motu all'altro all'interno della stessa laguna, l'alternativa ai dinghy sono i propri piedi, approfittando della bassa marea quando possibile.
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