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Hokkaido (Giappone): l'isola e la regione omonima del Giappone

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Hokkaido, la più settentrionale e seconda per dimensioni delle quattro isole che costituiscono il Giappone, è probabilmente anche la meno sviluppata del paese. Il suo territorio è piuttosto selvaggio e caratterizzato dalla presenza di rigogliose aree montane e agricole, con inverni nevosi ed estati temperate. Nelle città meridionali di Hokkaido sono presenti siti di interesse storico e culturale, ma il vero tesoro dell’isola è rappresentato dalle riserve naturali che offrono splendide opportunità per praticare l’escursionismo, il campeggio e lo sci, o per rilassarsi alle terme e immergersi nella natura. In alta stagione, tuttavia, si ha la sensazione che tutti gli abitanti del Giappone si siano dati appuntamento qui, con gli alberghi e quasi tutte le strutture recettive stracolme di gente.

Fin dal periodo Edo, Hokkaido era per la maggior parte abitata da popolazioni indigene come quella degli ainu, che chiamavano l’isola Ainu Moshiri. Il periodo Muromachi fu caratterizzato dall’arrivo di popolazioni provenienti da Honshu, mentre nel XVI secolo il clan dei Matsumae riuscì a stanziarsi sulla punta sud-occidentale dell’isola e a stabilire un monopolio commerciale in accordo con gli ainu che, in cambio, ricevevano una parte degli introiti delle tasse sul traffico marittimo. All’epoca della Restaurazione Meiji (1868), la popolazione dell’isola contava 120.000 abitanti e fu proprio allora che il Giappone decise di dare maggior visibilità alla sua regione più settentrionale istituendo il Kaitakushi, ovvero l’ufficio coloniale, per incoraggiare l’immigrazione da Honshu. Attualmente, grazie alla scarsa densità di popolazione e all’estensione delle sue coste, Hokkaido è una delle principali zona di produzione alimentare del paese; l’isola è inoltre importante per la silvicoltura e le industrie del legno e della carta.

La città più importante e popolosa di Hokkaido è Sapporo, una metropoli di quasi 2.000.000 di abitanti situata nella parte sud-occidentale dell’isola. Le attrattive da visitare sono di diverso genere riuscendo a coinvolgere praticamente tutti i turisti che mettono piede in città. Tra i siti di interesse da non perdere ricordiamo: la Tokei-dai, la “Torre dell’Orologio”, l’edificio più rappresentativo tra le vestigia del XIX secolo presenti in centro; l’Old Hokkaido Government Building, ovvero l’Antico Palazzo del Governo, un complesso chiaramente neobarocco all’interno del quale si trovano gli Archives of Hokkaido con documenti storici, fotografie e altri cimeli relativi al Kaitakushi, l’ufficio coloniale di Hokkaido del primo periodo Meiji; la TV Tower, una struttura simile alla Torre Eiffel che sorge all’estremità orientale di Odori-koen; l’Hokudai Shokubutsuen, un giardino botanico e allo stesso tempo complesso museale gestito dall’Università di Hokkaido che comprende 4.000 varietà floristiche su 14 ettari di terreno; ed il Sapporo Winter Sports Museum, posto ai piedi della maestosa pista per il salto con gli sci utilizzata durante le Olimpiadi di Sapporo del 1972.

All’interno della regione di Do-nan, ovvero la parte meridionale di Hokkaido, si può visitare Hakodate, una tranquilla località che vive principalmente del commercio di frutti di mare e costituisce una comoda via d’accesso a Hokkaido. La parte più piacevole da visitare è quella del quartiere di Motomachi, che si estende ai piedi dell’Hakodate-yama e che vanta diversi edifici del XIX secolo; tra questi spiccano la Russian Orthodox Church o Greek Orthodox Church, una bella riproduzione del 1916, e l’Old Public Hall of Hakodate Ward, che offre una bella vista dall’alto del Parco Motomachi. A ovest di Motomachi si trovano alcuni notevoli templi buddhisti, mentre più avanti ancora c’è il Foreigners’ Cemetery, che permette di approfondire la storia locale.

Salendo verso Do-o, la parte centrale dell’isola di Hokkaido, la maggior parte dei visitatori si ferma a Otaru, la cui attrattiva più conosciuta è l’Otaru Unga, il “Canale di Otaru”, che corre parallelo al porto ed ai cui lati ci sono dei passaggi pedonali illuminati da lampade a gas che al tramonto sono molto romantici. Nelle vicinanze si trova Niseko che, in inverno, diventa uno dei principali resort sciistici di Hokkaido, mentre in estate e autunno è il luogo da cui prendono avvio numerose escursioni a piedi. Per quanto riguarda l’aspetto naturale e paesaggistico della zona, una delle attrattive indubbiamente più suggestive è il Toya-ko, un bel lago di grandi dimensioni che fa parte del Parco Nazionale di Shikotsu-Toya, mentre se avete intenzione di trascorrere qualche giorno alle terme il luogo che fa per voi è Noboribetsu Onsen, il resort termale più conosciuto di Hokkaido.
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Spostandosi ancora verso nord e varcando il confine del Do-hoku, dell’Hokkaido settentrionale, si incontra la seconda città più grande dell’isola: Asahikawa. Pur non essendo un centro particolarmente suggestivo dal punto di vista turistico, in città transitano molti visitatori in quanto qui ha sede uno degli snodi dei trasporti più importanti dell’isola. Da Asahikawa si raggiunge rapidamente il Rishiri-Rebun-Sarobetsu National Park, costituito essenzialmente dalle due isole di Rishiri-to e Ruben-to. Il parco comprende inoltre Sarobetsu Gensei-kaen, un’ampia striscia costiera paludosa di 27 chilometri sulla terraferma famosa per i fiori, soprattutto rododendri, iris e gigli che fioriscono in giugno e luglio.

La riserva naturale più famosa e spettacolare di Hokkaido è comunque il Daisetsuzan National Park, il parco più grande di tutto il Giappone con i suoi 2.309 kmq di estensione. L’enorme distesa comprende scenari paesaggistici molto diversi tra loro, con gruppi di montagne, vulcani, sorgenti termali, laghi e foreste che si rincorrono a perdita d’occhio; qui si trova anche l’Asahi-dake che, con i suoi 2.290 metri di altezza, è la vetta più alta di Hokkaido. Il parco si presta splendidamente alle attività escursionistiche e sciistiche, ma per allontanarsi dalle zone più battute dai turisti sono necessari alcuni giorni. Se non avete molto tempo a disposizione, visitando Asahidake Onsen potrete farvi un’idea del parco, mentre Tokachidake Onsen è più fuori mano ed è consigliabile a chi vuole distaccarsi dalla folla.

A Hokkaido non c’è una vera e propria stagione delle piogge, ma l’inizio dell’estate può essere piovoso e malinconico. Da maggio a ottobre l’isola richiama escursionisti e campeggiatori che si concentrano qui soprattutto tra giugno e agosto, mentre in coincidenza con l’alta stagione la rete dei trasporti prevede un ampliamento delle linee e partenze più frequenti, ma può risultare difficile trovare alloggio. Dopo novembre sopraggiunge l’inverno ed i cinque mesi successivi sono caratterizzati da forti nevicate e temperature sotto lo zero. La maggior parte dei visitatori di questo periodo sono sciatori, anche se alcuni vengono appositamente per assistere al Sapporo Yuki Matsuri, ovvero il “Festival della Neve di Sapporo”, che si tiene in febbraio.

Sapporo è il principale nodo del traffico aereo dell’isola, ma anche da alcune città minori partono voli per Tokyo, Osaka e altre località di Honshu. Tra i collegamenti ferroviari più veloci da Tokyo per Hakodate e Sapporo figurano l’Hokutosei Express, un treno notturno diretto, e la combinazione dello shinkansen per Morioka e del tokkyu che passa per Aomori. La rete degli autobus è molto più ampia di quella ferroviaria, con gli autobus inter-city che di solito viaggiano alla medesima velocità dei treni, ma sono più frequenti e meno costosi. Molto comodo è noleggiare un’automobile con la quale si potranno esplorare i meandri più nascosti della più affascinante isola del Giappone.
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