Cerca Hotel al miglior prezzo

Nikkō (Giappone): la cittą Patrimonio Unesco e il santuario Toshogu

Pagina 1/2

Tra le mete turistiche più interessanti a nord di Tokyo spicca Nikko, città particolarmente conosciuta per gli straordinari santuari. Il sentiero che conduce da Toshogu a Futarasan-Jinja corrisponde probabilmente all’immagine pittoresca che molti turisti hanno del Giappone: il sentiero è delimitato a sinistra da un muro ricoperto di muschio da tempo immemorabile e a destra da decine di lanterne in pietra, perfettamente allineate e fiancheggiate da un muro rosso e da alberi di cedro. Nikkō, distesa in un paesaggio collinare ammantato di boschi, è una delle principali mete turistiche del paese, pertanto può essere assai affollata, specialmente in alta stagione e nei weekend. Per questo motivo, sebbene la città sia facilmente raggiungibile in giornata da Tokyo, il consiglio è di arrivarci la sera prima, in modo da poter visitare i templi ed i santuari Patrimonio dell’Umanità prima che diventi gremito di turisti.

La storia del centro religioso di Nikko ebbe inizio verso la metà dell’VIII secolo, quando il monaco buddhista Shodo Shonin vi fondò un eremo che divenne ben presto un famoso centro di formazione per i monaci buddhisti, prima di cadere nell’oblio. La situazione rimase tale fino a quando la cittadina fu scelta come sito per la costruzione del mausoleo di Ieyasu Tokugawa, il condottiero e uomo politico che assunse il controllo di tutto il Giappone e diede inizio a una dinastia i cui discendenti detennero la carica di shogun per più di 250 anni, fino a che la Restaurazione Meiji non pose fine all’epoca feudale. Ieyasu Tokugawa fu sepolto tra i grandi cedri di Nikko nel 1617, mentre nel 1634 suo nipote, Iemitsu Tokugawa, iniziò i lavori del santuario che si può ammirare oggi.

I numerosi siti Patrimonio dell’Umanità che sorgono nella zona del Tosho-gu costituiscono l’attrattive principale di Nikko. Innanzitutto è da vedere lo Shin-Kyo, un’incantevole ricostruzione del ponte rosso sul fiume Daiya, la cui struttura originaria è datata XVII secolo; poco distante si nota il tempio Rinno-ji, della setta buddhista Tendai, che fu fondato 1.200 anni fa dal monaco Shodo Shonin, anche se i pilastri dell’edificio attuale sono costituiti da circa 360 metri di alberi di zelkova. Le tre statue dorate della Sambutsu-do, la “Sala dei tre Buddha”, sono le più grandi rappresentazioni di Buddha in legno di tutto il Giappone, essendo alte la bellezza di 8 metri. In una sala laterale si trova invece un Buddha guaritore, raffigurato con il dito anulare sospeso sopra un mortaio per preparare medicinali, immagine che sarebbe all’origine del nome giapponese per questo dito, ovvero kusuri-yubi, dito della medicina. L’Homotsu-den di Rinno-ji ospita una collezione di circa 6.000 oggetti di valore attinenti al tempio, mentre accanto al tempio si trova il pilastro Sorinto, alto 15 metri e dotato di una circonferenza di 3 metri.

Preceduto da un enorme torii di pietra, il Tosho-gu è un grandioso tempio scintoista a più piani al cui fianco si scorge una pagoda a cinque piani eretta nel 1650 e ricostruita nel 1818. Una curiosità è legata alla struttura portante della pagoda che, pur essendo priva di fondazioni, si sostiene grazie ad un lungo palo sospeso la cui oscillazione serve a mantenerla in equilibrio in caso di terremoto. Appena varcata la soglia del tempio vero e proprio si notano i Sanjinko, i “Tre magazzini sacri”, presso cui si possono ammirare fantasiosi intagli a rilievo realizzati da un artista noto per non aver mai visto questi animali dal vivo. A sinistra dell’entrata c’è la Shinyosha, la “Sacra stalla”, un edificio semplice che ospita la statua di un cavallo bianco, mentre poco oltre si incontra una fonte di granito presso la quale, secondo la pratica religiosa scintoista, i fedeli si purificano lavandosi le mani e sciacquandosi la bocca. Dopo aver superato un altro torii ed aver percorso un’altra scalinata, vedrete la torre del tamburo sulla sinistra ed il campanile sulla destra; a sinistra della torre del tamburo si apre la Honji-do, una sala dal soffitto decorato con un grande dipinto raffigurante il Nakiryu. Più avanti si arriva alla Yomei-mon, la “Porta del tramonto”, decorata con scintillanti foglie d’oro, elaborati intagli e dipinti di fiori; varcata la porta, sulla destra si trova il Nemuri-Neko, una piccola scultura in legno di un gatto che dorme, famoso in tutto il Giappone per il suo aspetto realistico. Da qui, la Sakashita-mon si apre su un sentiero che sale in mezzo ad alti cedri fino alla maestosa tomba di Ieyasu, il cui biglietto di ingresso va acquistato separatamente.

Altri due santuari particolarmente apprezzati dai visitatori sono il Futarasan-jinja ed il Taiyuin-byo. Il primo, fondato da Shodo Shonin, risale al 1619 e per questo è il più antico di tutta Nikko. Il Futarasan-jinja è il santuario protettore della città ed è dedicato al vicino monte di Nantai-san (2.484 metri), alla sua consorte Nyotai-san ed al loro figlio Taro. Il Taiyuin-byo, invece, custodisce le spoglie del nipote di Ieyasu, Iemitsu, morto nel 1651. Sebbene vi si ritrovino molti degli elementi già visti nel Tosho-gu, le dimensioni ridotte ed i suggestivi scenari naturali circostanti rendono il tempio molto affascinante.
... Pagina 2/2 ...
Se la folla di turisti di Nikkō vi fa desiderare un po’ di quiete, fate una passeggiata di 20 minuti fino al Gamman-Ga-Fuchi Abyss, un sentiero alberato lungo il quale è disposta una serie di statue jizo, le piccole statue in pietra del Buddha protettore dei viaggiatori e dei bambini. A metà sentiero, una statua chiamata Bake-jizo sembra farsi beffe di quei visitatori che tentano di contare tutti i jizo. Da non perdere, infine, la Nikko Tamozawa Goyotei, la più grande villa imperiale in legno, ed il centro di lavorazione del legno di Nikko, presso il quale si possono ammirare alcuni oggetti affascinanti tra cui gli yatai, i tansu ed i modellini in legno di cucine e di altri accessori.

Nella regione circostante vi sono inoltre numerose sorgenti termali (onsen), mentre nelle montagne a ovest della città si trova il parco nazionale di Nikkō, con alcune cascate e percorsi altamente spettacolari.

Il clima di Nikko è temperato, moderatamente caldo in estate e non troppo freddo in inverno, quando raramente le minime notturne scendono sotto lo zero. D’estate spadroneggiano le correnti d’aria calda e umida provenienti dal Pacifico, foriere di temperature massime intorno ai 30 gradi e di un tasso di umidità piuttosto alto, mentre d’inverno la zona è investita da aria più secca di origine siberiana che comporta una sensibile diminuzione delle precipitazioni e temperature massime mediamente intorno agli 8/9 gradi. I mesi più piovosi in assoluto sono settembre e ottobre, indubbiamente il periodo peggiore per visitare Nikko.

Il mezzo più comodo per raggiungere Nikko è la linea ferroviaria Tobu-Nikko, con partenza dalla stazione di Asakusa di Tokyo. Di solito sui treni tokkyu (intercity) si possono trovare posti a sedere ancora liberi anche poco prima della partenza, ma occorre fare attenzione alla carrozza in cui ci si siede, dato che solo le prime due coprono l’intera distanza fino a Nikko, mentre le altre possono essere separate a qualche stazione intermedia. I treni JR effettuano quattro collegamenti giornalieri della durata di 2 ore circa tra Nikko e le stazioni Shinjuku e Ikebukuro di Tokyo, ma l’opzione più veloce è lo shinkansen da Tokyo fino a Utsunomiya (50 minuti), dove cambiare proseguendo con un treno normale fino a Nikko (45 minuti).
loading...
25 Agosto 2017 Il Cinema sotto le Stelle a Cinecittą World ...

In questa caldissima estate 2017 solo di sera si può trovare un ...

NOVITA' close