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Le foto di cosa vedere e visitare a Ashgabat

Ashgabat, guida della Capitale del Turkmenistan

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Ashgabat è la principale città turkmena nonché capitale del paese; sorge nei pressi del confine con l'Iran ed ospita una popolazione di quasi settecentomila abitanti. Rasa al suolo per la prima volta nel primo secolo d.C., la città -allora un semplice villaggio- venne ricostruita poco alla volta, in quanto importante centro lungo la Via della Seta; ripetutamente invasa, conquistata e distrutta nel corso della storia da varie popolazioni (tra cui i mongoli, attorno al Duecento), per vedere la città acquisire un ruolo di rilievo si dovette attendere fino al XIX secolo, quando sotto il dominio russo fu trasformata rapidamente da piccolo villaggio a capitale della regione come cittadina di frontiera.

La notte tra il 5 ed il 6 ottobre del 1948, però, un terribile terremoto del nono grado della scala Richter la rase letteralmente al suolo uccidendo oltre centomila persone; venne così ricostruita in stile sovietico, anche se oggi, grazie ai soldi derivanti dalla vendita di gas e petrolio, la capitale sta vivendo un momento di boom economico ed il suo profilo architettonico è in continua evoluzione.
Si segnala che i nomi delle strade sono stati sostituiti negli ultimi anni di vita del presidente Niyazov da numeri, il che ha contribuito a rendere ancora più caotico l'orientamento dei turisti in città anche in virtù del fatto che, essendo i nomi delle vie già cambiati nel passaggio tra il periodo sovietico e quello dell'indipendenza negli anni Novanta, la stessa strada può essere indicata con tre nomi diversi a seconda dei casi.

Consigli di viaggio
A causa di insensate fobie dei governanti, vi è la possibilità che al momento di entrare in Turkmenistan venga assegnata una guida ufficiale agli stranieri, che potrebbe ovviamente compromettere l'indipendenza del viaggio; si segnala inoltre che nei principali alberghi della città, così come nei luoghi frequentati dai turisti, vi sono dispositivi per le intercettazioni ambientali (volgarmente detti microspie, per esser chiari...). Per queste ragioni è sempre meglio stare attenti a quello che si dice e a dove lo si dice; sembra incredibile, ma questa è la realtà dei fatti.

Tra le varie stranezze di questo paese ci sono i prezzi di buona parte dei musei i quali, seppur molto belli, possono toccare cifre esorbitanti tali da scoraggiarne la visita; esistono comunque attrazioni alla portata delle tasche di tutti, se non addirittura gratuite. Si incontreranno inoltre numerose statue dell'ex presidente Niyazov, “il padre di tutti i turkmeni”, ossessionato dal culto della personalità. Visto che probabilmente sarà eliminata in breve tempo, visto lo stile sobrio del nuovo presidente, chi visitasse Ashgabat prima della sua soppressione, potrebbe ancora vedere l'enorme - ed un po' assurda peraltro - statua in oro dell'ex presidente che gira su se stessa di 360° seguendo la rotazione del Sole, eretta in cima all'altrettanto improbabile Arco della Neutralità.
Nella zona del centro spicca anche la cupola dorata del Palazzo di Turkmenbashi sulla Piazza dell'Indipendenza, così come gli altri edifici governativi (il parlamento -detto Majlis- ed alcuni ministeri). Il Monumento ai Terremotati, dove nuovamente compare Niyazov -questa volta in versione fanciullesca- nasconde alla sua base il Museo del Terremoto, visitabile gratuitamente.
Più avanti, proseguendo lungo il viale, una fiamma perpetua brucia nel Monumento Sovietico ai Caduti, mentre ancora oltre si trova l'Università Statale di Magtymguly. Sempre nella zona centrale della città si ricordano anche il Museo dei Tappeti, quello di Belle Arti ed una strana statua di Lenin, proprio nei pressi della vecchia sede dell'Archivio del Partito Comunista del Turkmenistan.
... Pagina 2/2 ... Spostandosi nella zona ad est del centro si trova invece la Moschea di Azadi, mentre la futuristica moschea iraniana illuminata da neon verdi si erge nella periferia occidentale della capitale.

Nel nuovissimo ed alquanto artificiale quartiere di Berzengi, oltre ai centri commerciali ed alle strutture alberghiere internazionali, si possono ammirare il Monumento all'Indipendenza del Turkmenistan (conosciuto anche con il poco invidiabile nome di “sturalavandini”, per evidenti ragioni estetiche) o il carissimo Museo dei Valori Turkmeni. Spingendosi più a sud, il Palazzo della Conoscenza ospita, tra le altre cose, il Museo di Turkmenbashi, dove sono esposti tutti i premi e i doni ricevuti da Niyazov da personaggi di grande prestigio internazionale.

Abbandonando questo mondo surreale, si può entrare in contatto con il volto tradizionale di Ashgabat nello spettacolare Bazar di Tolkuchka, un enorme mercato alla periferia della città dove si può comprare e contrattare veramente di tutto, dai gioielli ai cammelli, dalla frutta agli accessori per la casa passando per gli abiti da uomo. Il pezzo forte del bazar è tuttavia il commercio di tappeti che, va sottolineato, necessitano comunque di un certificato per poter uscire dal paese. Il mercato è aperto il sabato e la domenica nonché parzialmente il giovedì.
Si segnala infine la Funicolare di Turkmenbashi, il cui capolinea cittadino è alla base del Kopet Dag -nei pressi del Museo Nazionale- e che consente di salire fino ad una quota di 1293 metri per godere di un panorama eccezionale della capitale e del deserto circostante.

Ashgabat è collegata da voli diretti o con scali intermedi sia alle maggiori città asiatiche sia ad alcune tra le principali località europee, come Francoforte, Londra, Mosca ed Istanbul. Per i voli interni si segnala che grazie ad alcune sovvenzioni statali, i prezzi dei biglietti sono particolarmente bassi e per tale ragione occorre prenotare con congruo anticipo.
La città, dopo i recenti investimenti del governo, è ora ben servita (pur non garantendo la massima puntualità) anche da un discreto numero di moderni treni cinesi che percorrono la rete ferroviaria nazionale; in alternativa, autobus, marshrutka e taxi collettivi la collegano alle principali località del paese.
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