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Baku (Baki), viaggio nella Capitale dell'Azerbaigian

Baku, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

La capitale dell’Azerbaijan è Baku, metropoli di oltre 2.000.000 di abitanti situata in una depressione all’incirca 30 metri al di sotto il livello del mare all’estremità centro-orientale del paese, sulle rive del Mar Caspio, nella penisola di Apseron. La cosmopolita Baku è una città in repentino cambiamento, con peculiarità ancora profondamente radicate al recente passato sovietico affiancate da altre che sottolineano la voglia di ammodernamento degli abitanti. Le curate vie pedonali dell’elegante centro cittadino sono piene di sale da tè e pub frequentati dai molti stranieri che risiedono in città, mentre lo status di patrimonio mondiale dell’umanità conferitole dall’UNESCO ha solo in parte tutelato l’affascinante città vecchia, circondata dagli archi riccamente decorati delle mura medievali, che però, soprattutto negli ultimi anni, è soggetta a numerosi interventi di riqualificazione, alcuni dei quali potenzialmente in grado di metterne in pericolo certe bellezze.

I primi momenti di gloria vissuti dall’attuale capitale dell’Azerbaijan risalgono al 1191, anno in cui gli Shirvanshah, la dinastia allora regnante sulla regione, vi trasferirono la corte dopo che la loro antica capitale Samaxi fu distrutta da un terremoto. Largamente devastata dagli assalti dei mongoli, Baku tornò al suo antico splendore solo sotto il regno dello Shirvanshah Khalilullah I (1417-1465), che portò a compimento la costruzione, avviata dal suo predecessore, di un grandioso complesso di palazzi. Quando lo zar Pietro il Grande conquistò la città nel 1723, la sua popolazione ammontava a meno di 10.000 persone a causa della mancanza di commerci e del difficile reperimento di acqua potabile, mentre verso la fine del XIX secolo fu avviato lo sfruttamento commerciale dei pozzi petroliferi, che comportò un vero e proprio boom economico per il paese. Superata la difficile parentesi sovietica, Baku sta vivendo una nuova fase di ripresa, supportata come sempre dagli introiti provenienti dalla vendita del petrolio, alla quale vuole concorrere anche il turismo, ancora allo stadio larvale, ma indubbiamente dotato di un ottimo potenziale.

Dalle mura della città vecchia, Neftciler prospekti segue parallelamente il Mar Caspio fino a un edificio imponente e tipicamente sovietico chiamato Dom Soviet, ovvero “Palazzo del Governo”, che si affaccia su un’area verde in riva al mare da tutti conosciuta come Bulvar. La maggior parte dei suggestivi edifici risalenti al “boom petrolifero” di un secolo fa è concentrata intorno alla centralissima Piazza delle Fontane, mentre molte altre fontane sono sparse un po’ in tutto il centro, ed in particolar modo all’interno del Parco Heydar Aliyev. La principale strada commerciale e pedonale di Baku è Nizami kucasi, ancora oggi chiamata da tutti con il nome con cui era nota in epoca sovietica: Torgovaya, ossia “via dei Commerci”. I nobili e i personaggi di spicco della città vivono generalmente in un sobborgo dell’interno chiamato Ganclik o sul promontorio di Batamdar, che domina dall’alto la città.

Il cuore di Baku è l’Iceri Seher, la città vecchia cinta da mura antiche e tutelata dall’UNESCO; qui si trova la maggior parte dei luoghi di interesse turistico della capitale azera, oltre ad una serie di tranquilli vicoli carichi d’atmosfera, che sono già di per sé delle piccole attrattive, e ad alcune strade alberate delimitate da grandi residenze costruite all’epoca del boom economico. La prima cosa da vedere del centro è la Torre della Vergine, interamente costruita in pietra ed alta 29 metri, così da essere il principale elemento distintivo dello skyline cittadino. Numerosi studiosi sono concordi nel credere che fosse una torre difensiva, ma alcuni pensano che venisse utilizzata anche come torre di avvistamento, faro, torre zoroastriana del silenzio o addirittura come osservatorio astronomico. Le mura, spesse anche la bellezza di 5 metri, le conferiscono un’aura di inespugnabilità, mentre l’interno, sviluppato su otto piani collegati da una scalinata che sale all’interno dello spessore della muratura, è illuminato da alcune aperture realizzate sul fianco esposto a sud.

Non distante dalla torre c’è il cosiddetto Palazzo degli Shirvanshah, un complesso di palazzi affascinante, anche se quasi totalmente spoglio, costruito in pietra arenaria dove anticamente aveva sede la dinastia che regnò nel nord-est dell’Azerbaijan durante buona parte del Medioevo. Per accedere al complesso si passa attraverso un cortile cerimoniale principale, dominato da un semplice portale che conduce agli appartamenti reali, il cui restauro, compiuto nel 2003, ha richiesto una quasi completa ricostruzione. Attraverso un piccolo cancello si accede poi al cortile del Divan Khane, una rotonda di pietra dalla forma ottagonale dove un tempo si riuniva la corte dello Shirvanshah Khalilullah I. Dal cortile cerimoniale parte una scalinata che verso una cisterna accanto alla quale si notano le rovine della Moschea di Keyqubad, che conducono al Mausoleo del Derviscio, all’interno del quale c’è la tomba di Seyyid Yahya Bakuvi, che fu astronomo e filosofo alla corte di Khalilullah. Il livello inferiore successivo è circondato da un muro di pietra sovrastato da una merlatura all’interno del quale sono racchiusi la piccola Moschea degli Scià ed il Mausoleo degli Shirvanshah.

Baku vanta diverse istituzioni culturali, la più importante delle quali è il Museo Statale d’Arte, che occupa due imponenti residenze costruite all’epoca del boom petrolifero. All’interno dell’edificio principale è allestita una raccolta di arte azera e russa del XIX secolo, mentre in quello attiguo, situato poco più in alto, è in mostra un’interessante rassegna incentrata sull’arte moderna azera. Il secondo museo più conosciuto di Baku è il Museo del Tappeto, ospitato da un imponente palazzo neoclassico, che ripercorre la storia della manifattura di tappeti in Azerbaijan ed espone più di mille splendidi esemplari provenienti anche dall’Iran e dal Dagestan. Da non perdere anche: il Museo Nizami della Letteratura dell’Azerbaijan, la cui facciata esterna è contraddistinta da nicchie di forma ogivale che contengono le statue dei più grandi rappresentanti della letteratura nazionale; il Museo Storico, meno appariscente dall’esterno, ma sbalorditivo all’interno per via della ricchezza degli ambienti dell’edificio dove un tempo viveva uno dei più ricchi magnati del petrolio della città; ed il Museo Rostropovich, la cui mostra è dedicata al noto violoncellista e direttore d’orchestra nato proprio a Baku.

Tra gli eventi e le ricorrenze che si ripetono ogni anno a Baku spicca la vivace stagione teatrale e concertistica, che inizia a metà settembre per concludersi a maggio, raggiungendo il proprio apice con il famoso Baku Jazz Festival, che nel corso degli anni ha ospitato tra gli altri Herbie Hancock, nel 2006, e Aziza Mustafazadeh, un anno più tardi. Seppur non molto coinvolgente dal punto di vista turistico, il Caspian Oil & Gas Show, che si tiene all’inizio di giugno all’interno dell’Heydar Aliyev Adina Idman Konsert Kompleksi, rappresenta un appuntamento imperdibile per molti addetti del settore.

Per effetto delle acque del Mar Caspio, il clima è mite, gradevole anche in pieno inverno, ed estremamente secco per tutti i mesi dell’anno. La temperatura media di gennaio si attesta tra i 5 e i 6 gradi, con le minime che non scendono quasi mai sotto lo zero, mentre in luglio i valori salgono fino ad essere compresi tra 30 e 23 gradi. La piovosità è scarsa, nell’ordine dei 200 mm di pioggia all’anno, e distribuita piuttosto uniformemente su tutte e quattro le stagioni, accomunate dai molti giorni di sole. Occasionalmente Baku è flagellata dai khazri, venti molto forti a carattere burrascoso provenienti dal mare.

L’Heydar Aliyev International Airport di Baku è l’aeroporto più trafficato del Caucaso ed è servito da voli per e da numerose destinazioni europee e dell’Asia centrale. Una volta atterrati, potrete dirigervi in centro prendendo la marshrutka (minibus) n. 36 diretta a Merdekan dalla strada di accesso allo scalo aereo, mentre la rete metropolitana è utile soprattutto per raggiungere la Avtovagzal, la stazione degli autobus a lunga percorrenza, da cui partono mezzi per numerose destinazioni nazionali, ma anche per Tbilisi, distante 12 ore, e Istanbul.
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 Pubblicato da - 21 Febbraio 2011 - Riproduzione vietata

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