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Jeju-do (Cheju) Island. L'Isola degli Dei nella Corea del Sud

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  • Jeongbang Waterfall Jeju Island
  • Dol hareubangs
  • Seongsan Ilchubong (Sunrise Peak)
  • Testa di drago roccia
  • Loveland
  • Manjanggul
Mare turchese, scogliere vertiginose e distese accecanti di fiori gialli: Jeju Island (Jeju-do), lungo la costa meridionale della Corea del Sud, potrebbe essere il paradiso terrestre. Invece è una provincia coreana dal 1946, e di recente è diventata la prima e sola Provincia Speciale Autonoma del paese. Prima apparteneva alla provincia di Jeollanam-do, ma in ogni caso è sempre stata una destinazione spettacolare per gli amanti della natura selvaggia, degli scenari incontaminati e dell’avventura.

Il soprannome di “Isola degli Dei” dovrebbe bastare a convincervi che non è un posto come tanti. Jeju Island (in passato Cheju Island) è una località di vacanza molto popolare tra coreani e giapponesi, che spesso la scelgono per il viaggio di nozze, ma ultimamente sta affascinando intenditori da tutto il mondo. In fondo non ha nulla da invidiare alle famose isole Hawaii, con le sue rocce vulcaniche, il clima temperato e le spiagge idilliache. Tra montagne da scalare, tramonti sull’oceano e cascate impetuose, non mancheranno le attività appassionanti e le escursioni.

Jeju City è il porto principale dell’isola e contiene l’unico aeroporto. È un’ottima base per esplorare i dintorni, che pullulano di attrazioni e siti naturali imperdibili. Come la Dragon Head Rock, la roccia che assomiglia a una testa di drago, vicino alla foce del torrente Hanch’on. Tutt’intorno sono stati realizzati dei sentieri per poter camminare tra gli scogli e osservare la testa da varie angolazioni, e nel frattempo si può comprare del buon pesce fresco dalle venditrici sulla spiaggia. Al dragone di roccia è associata un’antica leggenda, e ancora oggi si pensa che il fragore delle onde sulla scogliera sia la voce furiosa del mostro.

Altri punti d’interesse di Jeju City, oltre ai tanti ristoranti e mercati di pesce, sono il Seaside Art Center, il parco dei divertimenti Top Land e la scogliera panoramica Sara-bong, perfetta per assaporare tutte le sfumature del tramonto.
Kwandeokcheong è l’edificio più antico , affiancato dai resti del vecchio palazzo del governo, e nel centro della città il Shinsan Park contiene il Museo Naturale e del Folclore e il famoso Samseonghyeol, leggendario luogo di nascita dei primi isolani, dichiarato Monumento Storico. Secondo la leggenda i primi tre abitanti dell’isola “sbocciarono” da tre grotte, chiamate ohonghyol, posizionate proprio qui. I nomi dei tre semi-dei erano Ko-ulla, Yang-ulla e Pu-ulla e ricevettero in dono da un messaggero vitelli, pony e semi da piantare. Lo stesso messaggero portò loro tre splendide fanciulle vestite di blu, che originarono la stirpe di Jeju Island. L’ingresso al Samseonghyeol è consentito tutti i giorni dalle 8.00 alle 19.00 in estate, fino alle 18.00 in inverno, e il biglietto costa da 70 centesimi a 1.70 euro (da 1000 won coreani a 1200 won).

Ma l’attrazione più eccentrica e nota dell’isola si trova lungo la strada che va da Jeju City a Seogwipo. È Loveland, uno stravagante parco di sculture ideato dai laureati dell’Università di Seoul's Hongik, con opere irriverenti, sarcastiche e provocatorie, quasi sempre a tema sessuale. Ma non c’è da scandalizzarsi: ovunque, sull’isola, vi capiterà di vedere rappresentazioni falliche, che un tempo rappresentavano un simbolo di fertilità e ricchezza, e a spasso per il parco incontrerete molte famiglie con bambini. Naturalmente c’è un sexy shop annesso, per chi volesse comprare un souvenir. L’ingresso costa 4,80 euro (7000 won).

Da vedere il Jeju Folk Village, che testimonia la grande capacità di adattamento dimostrata dagli isolani nel popolare una terra inospitale. Un terreno vulcanico reso poco fertile dalle ceneri, lunghi periodi di siccità e forti venti provenienti dal mare hanno messo alla prova la gente del luogo, che in questo villaggio-museo racconta il proprio passato e ripercorre le conquiste culturali più importanti. Situato in località P’yosun-ri è aperto tutto l’anno dalle 8.30 alle 17.00, 18.00 o 18.30 a seconda del periodo. L’ingresso costa da 1,40 euro a 4 euro (da 2000 a 6000 won).

Per finire la residenza di Kim Cheong-hi, ufficiale del governo durante la dinastia Chosun, esiliato a Jeju Island nel 1840 per aver partecipato a un complotto e perdonato dal re 8 anni dopo. Durante l’esilio insegnò i classici del confucianesimo e l’arte ai giovani isolani e fu un grande pittore e calligrafo: il suo stile era così particolare da essere stato ribattezzato “Stile Ch’usa” dal nome della sua penna. La sua antica casa, ancora intatta, è aperta al pubblico dalle 9.00 alle 17.00 in inverno, fino alle 18.00 dalla primavera all’autunno. Il prezzo del biglietto va da 20 centesimi a 35 centesimi circa (da 300 a 500 won).

Ma sull'isola di Jeju è soprattutto la natura a dare spettacolo: Geomunoreum è uno dei tre siti isolani inseriti nel Patrimonio Naturale dell’UNESCO​, famoso per i suoi particolari tubi di lava e il suo sistema di cavità sotterranee. In particolare la Manjanggul è la colonna di lava più grande del mondo, alta oltre 23 metri, incastonata in una caverna di 7 km. Ne potrete visitare un solo chilometro, ma ne varrà la pena, a patto che portiate una giacca per proteggervi dal freddo e dall’abbondante umidità. L’ingresso costa circa 1,35 euro (2000 won).

Il simbolo dell’isola, visibile nella maggior parte delle cartoline locali, è però il Seongsan Ilchubong (Sunrise Peak), un vulcano di tufo alto 180 metri. Soprannominato “cima del tramonto”, perché molti si arrampicano sulla vetta per salutare il sole, è un altro sito protetto dall’UNESCO e la salita costa sempre 1,35 euro. Si affaccia sul fare ed ha una caratteristica forma a corona.
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Il terzo sito UNESCO è l'Hallasan National Park, che si snoda attorno alla vetta più elevata di tutta la Corea del Sud, che arriva alla notevole altitudine di 1950 metri sul livello del mare. E' famoso per le sue fantastiche cascate ed un lago che si è formato sulla sommità di un cratere vulcanico.
In particalre sull'isola di Jeju si trovano tre importanti cascate, tutte meritivoli di un bel servizio fotografico: sono la Cheonjiyeon Waterfall, alta 22 metri e larga 12, la pressochè omonima cascata Cheonjeyeon, e la Jeongbang waterfall, il salto d'acqua più vicino all'oceano. Molto particolari sono le statue scavate da blocchi di basalto, denominate Dol hareubangs, che si incontrano in vari punti dell'isola, con la loro forma a fungo, e l'aspetto che ricorda vagamente i Moavi dell'Isola di Pasqua. Sono divinità che offrono protezione e fertilità agli abitanti dell'isola.

Hallim Park è un parco botanico di 27 mila mq che comprende due caverne e 16 giardini diversi, tra cui un giardino tropicale, uno di palme, uno di latifoglie e uno di bonsai di oltre 150 anni di età. Il Yeomiji Botanic Garden è un giardino coperto ma comunque bellissimo, con cactus, frutti tropicali, fiori colorati e gigli, per un totale di 2000 specie di piante rare e 1700 specie tra fiori e alberi. Considerato uno dei più nei parchi botanici della Corea, comprende giardini in stile giapponese, italiano e francese.
Passeggiando per Jeju Island, può capitare di imbattersi in dei Mulini a Vento, tipicamente olandesi: non vi preoccupate, non state avendo delle allucinazioni, ma semplicemente il risultato dell'arrivo sull'isola, a metà del 17° secolo degli olandesi, con alcuni commercianti che si stabilirono definitivamente a Jeju Island.

Gli amanti del mare vorranno rilassarsi sulla spiaggia e ammirare il panorama marittimo. La spiaggia di Iho ha due tipi di sabbia, una grigio scuro e una giallo brillante, che insieme producono splendidi disegni sul fondale, mentre quella di Geumneung si fa apprezzare per la quiete, l’oceano color smeraldo, la sabbia bianca e le palme. Si trova poco lontano dalla spiaggia di Hyeopjae, la più famosa dell’isola, con cui condivide il magnifico panorama. Quest’ultima ha una sabbia finissima e candida, luccicante al sole, accarezzata da un’acqua turchese e ombreggiata dai pini. Infine la spiaggia di Hamdeok, che oltre ad avere un’acqua cristallina è dotata di parcheggio, spogliatoi, docce, fontane di acqua potabile e ristorante.

Alla quiete, su Jeju Island, si alterna il divertimento: nell’arco dell’anno non mancano le occasioni per far festa, come il Jeongwol Daeboreum Fire Festival. L’evento si svolge il quindicesimo giorno del primo mese lunare dell’anno, solitamente febbraio, e si ripete dal 1997. È molto frequentato e trae spunto dalla tradizione locale di raccogliere le erbe dei pascoli e fare un grande falò per sterminare gli insetti dannosi.

Durante le feste e per tutto il resto dell’anno potrete assaggiare specialità culinarie niente male. Trattandosi di una località turistica Jeju Island è ormai dotata di ristoranti di ogni tipo, ma la cucina locale predilige il pesce, l’ananas e i mandarini, e un miele speciale fatto coi fiori dell’isola.

L’isola è collegata via mare a Busan, Yeosu, Mokp'o, Wando, Noktong e Incheon sulla terraferma, ma anche a vari porti del Giappone e alle isole di Kapa-do, Mara-do, Piyang-do e U-do. A Jeju City sorge l’aeroporto, servito giornalmente dai voli di Korean Air e Asiana verso Seoul, Busan, Daegu, Jinju, Kunsan, Gwangju, Mokp'o, P'ohang, Ulsan, Yecheon e Yeosu, più i voli internazionali verso il Giappone (Fukuoka, Nagoya, Osaka e Tokyo).
Dall’aeroporto partono gli autobus per il porto e le altre località isolane, e vi si trovano diversi noleggi di auto.

Il clima dell’isola è quello mite delle zone costiere, con temperature medie minime non inferiori a 0°C grazie alle correnti calde oceaniche. Le precipitazioni sono frequenti per la conformazione del territorio, con un’alta catena montuosa che tende a trattenere le nuvole provenienti dalla terraferma. La stagione perfetta per il mare va da luglio a settembre, con temperature medie intorno ai 26°C e una temperatura dell’acqua che talvolta raggiunge i 28°C, ma è piacevolissimo anche l’autunno e il bagno si può fare fino a ottobre. L’inverno è breve e dolce, con sporadiche nevicate nella parte settentrionale dell’isola e sulle cime più alte, mentre la primavera è un tripudio di boccioli colorati. Sull’isola soffia quasi sempre il vento, ad eccezione dell’estate.
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