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Aleppo: visita alla cittą della Siria

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Aleppo (in arabo: Halab) è situata nella parte settentrionale della Siria, a pochi chilometri dal confine turco, e ad oltre 300 dalla capitale Damasco.

La storia della città è antichissima e narra di un territorio strategico, a metà strada tra il mare e l’Eufrate, motivo di dispute tra i più grandi popoli dell’antichità. Dopo la dominazione hittita del II millennio a.C., Aleppo e la regione circostante vennero annessi prima all’Impero assiro, poi a quello persiano, con il quale venne istituito il sistema delle satrapie, sconfitto ed allontanato dagli eserciti di Alessandro Magno nel 333 a.C. Nel 64 a.C. l’esercito romano agli ordini di Pompeo entrò in città, dando avvio ad una dominazione che resisterà fino all’avanzata araba del VI secolo, che diede avvio ad un fiorente periodo per la città, amministrata con rigore e saggezza dalla dinastia degli Omayyadi, terminato con lo spostamento della capitale del califfato a Baghdad. Durante le Crociate la città fu presa d’assalto per diversi giorni ma non capitolò, diventando così fulcro della reazione islamica all’invasione cristiana nella III Crociata. Prima dell’annessione all’Impero ottomano avvenuta nel 1516, la città fu distrutta due volte, dai Mongoli nel 1260, e dall’invasione di Tamerlano nel 1400, che sbaragliò la resistenza opposta dai Mamelucchi, autori della prima ricostruzione. Col crollo degli Ottomani nel 1920 venne imposto il protettorato Francese a tutto il territorio, un controllo che perdurò fino al 1936, quando la Siria si autoproclamò repubblica indipendente.

Oggi Aleppo è detta anche “al-Shahabā”, ovvero “la grigia”, soprannome legato alla massiccia presenza di roccia calcarea, per l’appunto grigia, nelle costruzioni, che però si addice ben poco al carattere della città, da sempre cosmopolita e punto di incontro di culture diverse. Per ammirare la totalità della città ci si deve dirigere alla Cittadella (al-Qal’a), una collinetta di forma ellittica alta circa 60 metri e circondata da un fossato artificiale, delimitata dalle mura della fortezza islamica medievale, che racchiudono edifici e monumenti risalenti a diverse epoche. L’ingresso principale è sul lato ovest, un monumentale ponte ad archi che termina con il portale, risalente al 1211, da cui si accede agli edifici interni, purtroppo largamente distrutti dai bombardamenti turchi, che tuttavia hanno risparmiato il palazzo del sultano al-Aziz Mohammad, la Moschea di Abramo del 1167 e la Grande Moschea. Il complesso è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986.

Al di fuori della Cittadella sorgono altri edifici degni di interesse come: la Moschea Omayyade, costruita agli inizi del ‘700, bruciata e poi ricostruita nel 965; l’Hammam al-Nahhassin, il più antico bagno pubblico di Aleppo, risalente al XII secolo ed ancora in funzione; la madrasa al-Halawiyya, l’ex cattedrale caratterizzata da bellissime colonne affusolate sormontate da sfarzosi capitelli bizantini del V secolo; il Khan al-Nahhassine, testimonianza del passato mercantile europeo, oggi sede del consolato belga; Khan al-Gumruk, realizzato nel 1574 ed ex residenza del console britannico, conosciuto per essere il più grande caravanserraglio di Aleppo; Jdeydè, l’insediamento cristiano del XV secolo dove si concentrano diverse chiese armene e greco-ortodosse ed abitazioni tradizionali seicentesche; e l’Hammam Yalbugha al-Nassiri, l’hammam dei turisti, eretto nel ‘300 a poca distanza dalle mura della Cittadella ma più volte restaurato.

Oltre alle visite architettoniche la città presenta anche molti musei affascinanti, che la rendono un centro culturale di grande spessore, insignito nel 2006 del prestigioso titolo di Capitale Culturale del Mondo Islamico. Il più importante è indubbiamente il Museo Nazionale di Aleppo, all’interno di un palazzo costruito ricalcando i canoni della tradizione Kapara del IX secolo a.C., con esposizioni e reperti che riguardano l’antichità siriana, dalla preistoria alle dominazioni assire e persiane. Altri musei intriganti sono il Museo delle Tradizioni, ed il Museo della Cittadella.

Un aspetto “saporito” di Aleppo è la ricca offerta culinaria, variegata e raffinata, che spazia dal Kebab alle ciliegie, un piatto assolutamente autoctono realizzato con frutti che crescono sulle pendici delle colline nei dintorni della città, alla confettura di Rose, un piatto tradizionale della storia siriana, ma che difficilmente si trova in commercio, mentre i più coraggiosi potranno cimentarsi col Fetteh chamiyyeh, bruschette condite con carne, burro e pistacchi, o col Ouzi, un sacchettino di pane arabo ripieno di riso bollito con carne di montone, decorato con mandorle e pistacchi.
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Il clima è leggermente più fresco e piovoso rispetto al parte meridionale del paese, con temperature che inverno possono scendere anche intorno agli zero gradi. Il consiglio perciò è di evitare rischi e partire in estate, quando le temperature si riportano su valori gradevoli e la possibilità che piova diventa praticamente nulla.

L’aeroporto di Aleppo si trova a circa 15 km ad est della città, verso Deir–ez–Zor. Ci sono collegamenti quotidiano con Damasco; sorvolare la città a bassa quota è uno spettacolo straordinario, sia di giorno che di notte. Un taxi per il centro città costa circa 150 SYP.
Una strada a quattro corsie collega Damasco ad Aleppo, passando per le città di Hama e Homs. Altre due strade si dirigono verso Raqqa e Latakia.

Per quanto riguarda gli autobus, esistono tre stazioni principali che raggiungono tutte le località della Siria. I pullman (autobus confortevoli) si trovano al terminal Hanano (in via Ibrahim Hanano, a un km dal centro in direzione dell’università e di Damasco) e al terminal Karnak (nei pressi di via Baron, non lontano dall’ufficio del turismo). Gli autobus di prima classe, i minibus e i taxi collettivi si trovano invece al terminal al–Mouwahad (nella piazza dietro l’Hotel Amir).
Il modo migliore per scoprire la città è visitarla a piedi; Aleppo si attraversa da un’estremità all’altra in 30 minuti. Se siete stanchi, i taxi in città hanno prezzi ragionevoli (circa 50 SYP a corsa).

Ministero del Turismo della Repubblica Araba di Siria
 

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