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Kazbegi (Georgia): il Monastero della Trinità di Gergeti e il vulcano del Caucaso

Kazbegi, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In prossimità della catena caucasica in Georgia ecco splendere Kazbegi (l’attribuzione di questo nome si deve a colui che nei primi anni dell’Ottocento riuscì a sedare una rivoluzione popolare contro gli occupanti russi, Gabriel Chopikashvili, nonno dello scrittore Aleksandr Kazbegi), altresì noto come Stepandsminda (che significa "Santo Stefano").

Si tratta di un tipico paese di montagna a 11 km dal confine russo che vale la pena visitare sebbene per raggiungerlo si debba sudare non poco percorrendo la Grande Strada Militare, lungo un tragitto le cui asperità non vanno davvero sottovalutate entro l’arteria che collega da secoli la Russia alle città di Tbilisi e Yerevan.

La località richiama i turisti non tanto per le attrazioni urbane, quasi totalmente assenti, quanto per il territorio in cui essa si colloca, ricco di itinerari che fanno felici innanzitutto gli amanti dell’avventura e conseguentemente gli appassionati di camminata lunga ed escursioni nella natura più ruvida e selvaggia.

Il Santuario di Tsminda Sameba

Il sostanziale freddo rende l’atmosfera vagamente limbica che accompagna gli avventori per tutti quegli ardui eppur emozionanti chilometri che li separano dalla Chiesa ortodossa della Trinità di Gergeti (oppure detta Tsminda Sameba), ubicata nell’omonimo villaggio, appunto Gergeti, in cui si arriva dopo ca. due ore di marcia sostenuta (nel 1988 i sovietici avevano installato una cabinovia per colmare agevolmente la distanza ma l’impianto venne distrutto in quanto la popolazione mal vedeva l’intervento, deturpante per il comprensorio naturalistico e immorale in termini religiosi). L’edificio fu costruito nel XIV secolo a un ‘altitudine che si spiega con il vetusto pensiero secondo il quale più si è in alto, più si è vicini a Dio. Si trovavano qui custoditi importanti cimeli sacri, ad esempio la Croce Santa di Nino, oggi conservata nella Cattedrale di Sioni presso la capitale georgiana.

Il vulcano Kazbegi

Non è finita poiché proseguendo un’altra intensa mezzora si giunge sulla cima di un altopiano dal quale si scorge il Monte Kazbegi, leggendaria montagna stratovulcanica di 5.047 metri che molti cultori del folklore georgiano conosceranno. È infatti la vetta sulla quale gli autoctoni ritengono che Amirani, corrispondente all’ellenico titano Prometeo, sia stato incatenato dagli Dei con un’aquila a lacerargli il fegato per l’eternità, severa punizione per aver rubato all’Olimpo il fuoco diffondendone il segreto fra gli uomini.

Per chi non lo sapesse, la leggenda dice anche che dopo tremila anni di torture, il titano venne liberato da Eracle. La meta è affascinante ma lo è a maggior ragione la strada che sale anelandola, fra creste brulle, prati umidi, cavalli caucasici in libertà e qualche curioso oggetto abbandonato, vecchie macchine e qualche mezzo agricolo più che altro.

I dintorni

Anche questi compongono il probo paesaggio dove comunque la grotta di Amirani monopolizza l’attenzione, specie dopo essere stata rinominata Betlemi per via del fatto che si crede fossero qui conservate in tempi non sospetti eccezionali reliquie sacre, la tenda di Abramo e la mangiatoia di Gesù Bambino su tutte, portate da San Giuseppe di Khevi.

Da Kezbegi è passato l’illustre scrittore e poeta Aleksandr Sergeevič Puškin.

Come arrivare a Kazbegi

Una volta giunti all’aeroporto di Tbilisi dopo aver fatto prima scalo a Instanbul, bisogna salire su uno dei bus che percorrono la Grande Strada Militare diretta a Kazbegi.

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 Pubblicato da - 16 Settembre 2017 - © Riproduzione vietata

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