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Tbilisi, guida alla Capitale della Georgia

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  • Fortezza di Narikala
  • Statua di Kartlis Deda
  • Chiesa di Metekhi
La capitale georgiana è un luogo ricco di storia e tradizioni nonché il centro culturale, politico e amministrativo del paese. Tbilisi (dal georgiano tbili - caldo – con chiaro riferimento alle sorgenti sulfuree che si trovano nel territorio) è abitata oggi da quasi due milioni di persone; i primi insediamenti in quest’area risalgono invece al IV secolo a.C., anche se secondo la leggenda locale essa fu fondata nel V secolo d.C. dall’allora re Vakhtang Gorgasali di Kartli, con l’intenzione di farne la capitale del proprio regno. Il progetto sfumò a causa della sua morte, ma il figlio Dachi mantenne fede al volere del padre.

A partire dalla metà del VII secolo la presa della città da parte degli arabi la tramutò per quattrocento anni in un emirato, fino a quando il re Davit Aghmashenebeli la riconquistò dichiarandola capitale della Georgia unita. Fu proprio durante il suo regno che il paese conobbe uno dei periodi più floridi della propria storia; la popolazione crebbe notevolmente e Tbilisi divenne un importante centro commerciale. L’arrivo dei mongoli prima e della peste poi devastò la città fino a quando, tra il XVII ed il XVIII secolo, sotto il dominio persiano, la capitale conobbe un periodo di progresso in campo scientifico e culturale. Tra nuove guerre si giunse al 1800, quando la Russia procedette all’annessione della Georgia e ricostruì Tbilisi, facendone una città imperiale che sul finire dell’Ottocento poteva contare quasi 160000 abitanti, prevalentemente russi ed armeni.

Durante l’epoca sovietica, nonostante lo sviluppo e la prosperità riscontrati, Tbilisi fu una delle città schierate in prima linea nella lotta contro il potere centrale di Mosca, nonché teatro di manifestazioni e scontri, come quelli avvenuti nell’aprile del 1989, quando venti persone rimasero uccise dall’esercito. La Georgia dichiarò l’indipendenza nel 1991, ma gli anni Novanta furono caratterizzati da un clima politico altamente instabile, da una disastrosa guerra con l’Abkhazia e da una fortissima corruzione; nel 2003, con la cosiddetta Rivoluzione delle Rose, è iniziata una fase di miglioramento in tutti i settori.

Tbilisi sorge sulle sponde del fiume Mtkvari, che la taglia in due da nord-ovest a sud-est nel mezzo di una valle circondata da seducenti colline. Il suo centro storico è probabilmente la zona più suggestiva da visitare; la città vecchia, conosciuta come Kala, è caratterizzata da vicoli tortuosi, cortili nascosti e balconi di legno. Nei pressi del Gorgasalis moedani il Ponte Metekhi attraversa il fiume conducendo alla chiesa omonima, mentre le strette vie pedonali Sharden e Bambis rigi ospitano numerosi caffè molto frequentati. Anche la Cattedrale Armena di San Giorgio, contenente alcuni interessanti affreschi – nonché luogo dove fu ucciso il poeta di corte Sayat Nova – si trova nelle immediate vicinanze di Gorgasalis moedani.

Una delle zone più caratteristiche è il quartiere di Abanotubani, dove si trovano le terme sulfuree che in passato accolsero anche personaggi del calibro di Alexandre Dumas; le terme più belle della città sono i Bagni Orbeliani, accessibili a prezzi davvero economici.
Risalendo il fianco della collina si incontra l’unica moschea (visitabile anche dai non-musulmani) rimasta a Tbilisi; l’edificio datato 1895, dove pregano congiuntamente sciiti e sanniti, è sopravvissuto all’abbattimento delle strutture religiose avvenuto tra gli anni Venti e Trenta, quando il regime sovietico decise di liberare la propria società dagli ideali religiosi. Non lontani dalla moschea si trovano anche i Giardini Botanici, inaugurati nel 1845 ed ottimo luogo per concedersi qualche ora di relax.
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La Fortezza di Narikala, le cui mura – distrutte e ricostruite più volte – in alcuni tratti sono vecchie di oltre 1500 anni, è senza dubbio il luogo simbolo della capitale; anche le sue fondamenta hanno un'origine antichissima, in quanto costruite nell' VIII secolo durante l'occupazione araba. All'altezza dell'ingresso della fortezza parte un sentiero, diretto verso ovest, che conduce alla maestosa statua di Kartlis Deda, altro inconfondibile simbolo della città: questa donna alta venti metri rappresenta la Madre Georgia ed impugna una spada in una mano, mentre nell'altra afferra una coppa di vino, a testimoniare i due lati – combattivo ed accogliente – del popolo georgiano.

Sulla sponda sinistra del fiume Mtkvari sorge la zona di Avlabari, proprio sul costone rivolto verso il corso d'acqua; è qui che fu costruito nell'antichità il primo ponte Metekhi, luogo di innumerevoli vicissitudini storiche, già utilizzato dai conquistatori stranieri per convincere la popolazione a convertirsi all'Islam, dietro la minaccia di essere gettati nel fiume sottostante.
Al di sopra della zona di Avlabari si trova il luogo per eccellenza della rinascita religiosa successiva al periodo sovietico, ovvero la Cattedrale Tsminda Samebed, alta ben 84 metri; non lontano da essa sorge anche il palazzo presidenziale, sormontato da una curiosa cupola di vetro con luci al neon che cambiano colore ininterrottamente.

Il Monte Mtatsminda, ad ovest del centro, è conosciuta soprattutto perché ospita l'altissima torre della televisione, che si slancia verso il cielo per oltre 210 metri; la collina è raggiungibile con una funicolare, ed in prossimità di una stazione intermedia della stessa si trova la Chiesa di Mamadaviti, costruita nel 1850. Al di sotto della chiesa, il Pantheon nazionale ospita le tombe di alcuni personaggi illustri del paese; giungere fin sulla vetta della collina dà l'opportunità di godersi le ottime vedute sulla città che offre il Parco di Mtatsminda.

L'Aeroporto Internazionale di Tbilisi, conosciuto anche come Novoalexeyvka, dista circa quindici chilometri dal centro ed è servito sempre meglio dalle principali compagnie aeree europee ed asiatiche. In particolare, la capitale georgiana è facilmente raggiungibile con voli diretti dalle principali città europee come Parigi, Amsterdam, Atene, Mosca, Vienna, Londra e Praga, solo per citarne alcune. Si rammenta che i cittadini italiani possono entrare nel paese per soggiorni inferiori ai 90 giorni senza il visto d'ingresso, presentando solamente il passaporto avente validità residua di almeno sei mesi. In alcuni casi, a discrezione dei funzionari di frontiera, può essere richiesto un biglietto di ritorno o di proseguimento verso altra meta.
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