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Le foto di cosa vedere e visitare a Yemen

Tour dello Yemen: vacanza tra le sue cittą e i suoi villaggi

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Seconda città dello Yemen e capitale degli altopiani del sud, Ta'izz (Taiz) è famosa in tutto il paese per la mitezza del clima. L'lmam Ahmed (1948-1962) l'avrebbe scelta come residenza perché non sopportava più di vivere a Sana'a, i cui abitanti riteneva responsabili dell'assassinio del padre. Tuttavia, secondo gli storici, la scelta sarebbe stata motivata anche da ragioni più politiche, come la volontà di affermare l'unità del paese al di là della sfaldatura politico-religiosa tra Zaiditi e Shafiti, essendo Ta'izz di fatto il polo d'attrazione della zona shafita. La città vecchia e il suk circondano la moschea al Ashrafiah, capolavoro del XIV secolo. Il palazzo dell'lmam Ahmed, trasformato in museo, lascia intravedere quale fu la vita di questo personaggio fuori dal comune. I dintorni di Ta'izz (Taiz), il monte Saber e il mercato di Wadi al Dhabab riempiranno d'entusiasmo chiunque sappia apprezzare l'autenticità.

La baia riparata di Aden (Adan) accoglie uno dei più antichi porti del mondo: la leggenda addirittura narra vi fosse stata costruita l'arca di Noè. Situata tra il mar Rosso e l'Oceano Indiano, Aden offre il miglior porto naturale della penisola arabica. Da vedere il mercato tradizionale dei pescatori e le cisterne d'acqua di Crater, costruite sotto il regno imiarita nel I secolo. Meritano una visita anche il museo archeologico e il museo nazionale. Inebriante la passeggiata nel suk di Crater, dove il profumo del gelsomino d'Arabia si mescola a quelli delle spezie.

A 35 km da Seyun, Tarim è il centro spirituale dell'Hadramaut, con le sue innumerevoli moschee e le scuole ornate da splendidi calligrammi. Il minareto quadrangolare della celebre moschea di Al Mohdhar raggiunge un'altezza di 60 m. La tomba del santo Ahm.ed bin Issa è ancora oggi meta di pellegrinaggio. Fin dall'XI secolo Tarim fu luogo sacro per l'insegnamento religioso sunnita shafita, con numerosissime moschee e scuole coraniche. Tra il XVIII e il XIX secolo, numerosi Adramiti emigrarono nei paesi del Golfo, in India e soprattutto a Giava, Sumatra, Singapore, dove alcuni fecero fortuna. A partire dal 1840,questi emigrati reinvestirono le loro ricchezze nella regione d'origine, l'Hadramaut. La più famosa di quelle famiglie è sicuramente la famiglia Al Qaf. Già alla fine del XIX secolo, e soprattutto tra il 1900 e il 1930, fecero erigere una trentina di palazzi nella sola città di Tarim, costruirono moschee, scuole, fontane e 200 km di strada in acciottolato per far circolare i loro veicoli, trasportati a parti staccate e ricostruiti in loco.

Sulla via dell'incenso s'incontra la Manhattan del deserto, Shibam, che deve il soprannome ai suoi grattacieli in mattoni di fango e che appartiene al Patrimonio mondiale tutelato dall'UNESCO. L'unità architettonica e urbanistica di Shibam, con le sue 500 case ocra e bianche, conferisce un aspetto eccezionale a questa città-oasi, la più antica dell'Hadramaut e tra le più straordinarie di tutto lo Yemen. L'origine risale all'epoca dei regni sud-arabici. Capitale dell'Hadramaut dal 111 al XV secolo, fu poi assorbita dal sultanato Qa'idita. Dal 1750 fino alla fine del XIX secolo, gli Yafa di Shibam dichiararono l'indipendenza. In seguito, la città fu posta sotto Protettorato inglese.

La città fortificata di Kawkaban, un vero e proprio nido d'aquila, veglia sulla gemella Shibam, acquattata ai piedi della parete rocciosa ai margini di una fertile vallata. Il luogo ha donato allo Yemen numerosi poeti e cantori, capostipiti di uno stile musicale molto apprezzato.

Amran si trova all'incrocio tra la strada del nord verso Saada e quella dell'ovest verso Hajjah. La città moderna si è sviluppata attorno al nucleo medievale, le cui mura, alte 10 m e lunghe circa 3 km, sono rimaste pressoché intatte. A sud della città vecchia, un grande spiazzo presso un uadi permette di ammirarle dall'angolazione migliore.

Città del nord, cinta da fortificazioni edificate nel IX secolo, Saada offre un bellissimo insieme architettonico in argilla battuta. I villaggi circostanti con le oasi e i frutteti sembrano macchie verdi sull'ocra del terreno.

A est di Sana'a, sul limitare del deserto, si trova Marib, antica capitale del regno di Saba, mitica regina che ci raffiguriamo con la sua carovana carica di spezie, pietre preziose, oro e seta mentre si reca in visita al re Salomone... I templi di Almaqah e di Bilqis, oltre all'impressionante diga di Marib, distrutta nel I secolo, attesta no lo splendore passato del regno sabeo.

La città di Baraqesh è una vera e propria fortezza cinta da una muraglia che ha resistito al tempo; per metà sepolta sotto la sabbia, sembra sorgere dal deserto come un miraggio. L'antica capitale minea ha 5.000 anni ed è sicuramente uno dei siti archeologici più allettanti dell'Arabia.

Insediata su un valico tra due montagne, la città di Manakha occupava una posizione strategica sulla via del caffè. Da lassù, nel cuore delle montagne del Jebel Haraz, rappresenta un punto di partenza ideale per scoprire gli splendidi villaggi circostanti, che sorgono ai fianchi delle montagne con le loro case alte costruite in pietra da taglio e dalle magnifiche decorazioni a motivi bianchi.

Zadib, antica capitale della Tihamah, città faro del sapere musulmano nel Medioevo, era sede dell'università dove si dice sia stata inventata l'algebra e sviluppata l'astronomia. L'architettura di Zabid si distingue per le sue case con patio riccamente decorate di stucco. Pasolini la scelse per girarvi il suo film "Il fiore delle Mille e una notte".

Nella regione più verdeggiante dello Yemen, tra acacie, eucalipti, carrubi, euforbie e cactus, Jibla-Ibb si aggrappa al fianco di una collina. Le stradine della capitale della regina ismaelita Arwa, che governava lo Yemen tra l'XI e il XII secolo, emanano un fascino indimenticabile e attorniano una moschea interessantissima: si tratta del palazzo della famosa regina, che secondo le sue volontà dopo la sua morte fu dedicato al culto.

... Pagina 2/2 ...Nella più grande città della valle dell'Hadramaut, a 326 km da Mukalla, sotto il regno dell'Hadramaut, Sayun era una tappa carovaniera. La città però non fu realmente edificata fino all'XI secolo. All'epoca era chiusa da mura attraversate da tre porte, che rimasero in piedi fino al 1920. Oggi dell'antica cinta rimangono solo frammenti e un'unica porta. Nel XV secolo la città fu conquistata dalle tribù del nord, che fondarono la dinastia kathiride. Sayun divenne poi capitale dell'Hadramaut nel 1490. La dinastia kathiride regnò sulla provincia fino al 1967, data della rivoluzione socialista. All'ombra delle palme il palazzo del Sultano, uno strabiliante edificio, oggi ospita un museo d'arte popolare.

Grande porto moderno sul Mar Rosso, Hodeida in parte ha conservato l'antico quartiere turco, con le sue case dotate di belle porte e finestre in legno intarsiato. In effetti gli Ottomani, durante la seconda occupazione dello Yemen (1848-1919), avevano fatto di Hodeida il loro porto principale sul mar Rosso. I visitatori potranno gironzolare per il frequentatissimo suk e assistere di buon mattino all'arrivo dei battell i dei pescatori.

Famoso per il commercio del caffè, il porto di Mokha testimonia un passato prestigioso con le sue rovine in pietra di corallo delle magnifiche dimore dei negozianti.

Al-Mukalla, la città bianca costruita tra mare e montagna ospita un importante porto peschereccio sull'Oceano Indiano.

A 55 km da Mukalla, la cittadina di Shehir è immersa nella vegetazione, grazie a sorgenti di acqua calda.

Infine alcune righe dedicate ai villaggi di questo fascinoso paese.

Thula. Questo grande villaggio è considerato il più bello dello Yemen. Le case in grès, eleganti e sobrie, sono raggruppate dietro un'alta muraglia e dominate da una cittadella, simbolo della resistenza contro l'occupazione ottomana.

Lo splendido villaggio di Al Tawilah è notevole soprattutto perché sorge ai piedi di quattro immensi picchi fortificati che si ergono 100 metri più in alto e sovrastano le vallate dei dintorni. Al Tawilah conserva un'atmosfera da villaggio di montagna, specialmente grazie al suo vivacissimo suk.

Al Mahwit è un interessante villaggio di montagna con le magnifiche case aggrappate alle vicine colline lungo il Wadi Sari.

Il Jebel Haraz, ultimo bastione degli Ismaeliti dello Yemen, nel villaggio di Al Hutaib ospita la tomba di uno dei più grandi pensatori ismaeliti yemeniti, il da'i (predicatore) Hatem Ibn Ibrahim Al-Hamdani. Ancora oggi il luogo è meta di pellegrinaggio per gli Ismaeliti di tutto il mondo, in particolare dell'India.

Il Wadi Dwan (Wadi Dawan) è una successione di alte pareti rocciose punteggiate di oasi verdeggianti. Una dozzina di villaggi con le case alte in argilla battuta sono arroccati sui fianchi scoscesi del canyon. Tra di essi vanno menzionati Seef, Badha e Al Khurayba, dove si farà tappa nel uadi prima di risalire all'altopiano di Jol con i suoi paesaggi lunari e raggiungere poi Al Mukalla. Avendo tempo, vale la pena fare qualche passeggiata nei palmeti: ottima occasione per incontrare gli abitanti del uadi. Fonte: Ufficio Turistico Yemenita


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