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Masada (Metzada), visita all'antica cittÓ fortezza

Abbarbicata sulla cima di una montagna desertica che domina il Mar Morto nella Giudea sud-orientale, la cittadina fortificata di Masada (Metzada in ebraico) è una delle icone dell’immaginario di Israele. Il fortilizio, che si estendeva su un altopiano di quasi 6 chilometri quadrati, fu infatti teatro di un assedio divenuto un simbolo dell’odierno stato ebraico, al punto che l’espressione “complesso di Masada”, che fa riferimento ad un atteggiamento impavido ed eroico, è entrata a far parte del moderno gergo israeliano. La visita del sito archeologico di Masada rappresenta una sorta di rito di passaggio obbligato per gli alunni delle scuole del paese, oltre che per i turisti stranieri, ed anche alcune reclute delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) scelgono le sue mura per la solenne cerimonia del giuramento, proclamando ad alta voce che “Masada non cadrà mai più”.

La prima fortificazione del sito avvenne tra il 103 ed il 76 a.C., poco prima che Erode il Grande mettesse le mani sulla regione. Ritenendo la fortezza un potenziale rifugio nell’eventualità di una rivolta ebraica, il sovrano decise di potenziare le difese del complesso con un’ulteriore cerchia muraria presidiata da torri, una caserma e una serie di arsenali e magazzini. Allo stesso tempo, per rendere più gradevole un eventuale esilio forzato, Erode ordinò di costruire anche due lussuosi palazzi, nei quali tuttavia non vi soggiornò mai a causa della sua morte sopraggiunta nel 4 a.C. Nel 66 d.C. gli ebrei si ribellarono ai romani dando inizio alla Prima Guerra Giudaica, durante la quale avvenne il famoso assedio alla fortezza; le cronache di Giuseppe Flavio narrano di 8.000 romani accampati fuori da Masada difesa da appena 967 persone che, prossime alla capitolazione, decisero di distruggere le proprie abitazioni e suicidarsi in massa così da non lasciare nulla agli invasori.

La ragione per cui ogni anno migliaia di turisti giungono a Masada è quasi esclusivamente legata al meraviglioso sito archeologico, raggiungibile a piedi imboccando il tortuoso Sentiero del Serpente e camminando per poco più di mezz’ora. Al termine del tratturo si erge la Porta del Sentiero del Serpente, una delle più belle porte di Masada, rivestita da uno strato di intonaco bianco ad imitare il marmo e fiancheggiata dal muro orientale, un tratto di mura erodiane attraverso il quale è leggibile la struttura originaria della fortificazione. Varcato l’ingresso, sulla destra ci sono gli alloggi delle famiglie dei funzionari, tre zone abitative separate accomunate da un cortile centrale, seguite dalla chiesa bizantina risalente al V secolo e costituita da una sala principale e tre camere secondarie.

Proseguendo la visita della parte settentrionale del sito, balzerà agli occhi il Palazzo di Erode, recentemente restaurato, realizzato in un punto panoramico su tre terrazze a strapiombo sulle pendici della montagna. L’edificio era la villa privata del re, che oltre a colonnati, saloni per ricevimenti e lussureggianti camere affrescate volle dotarsi delle terme, strutturate con la classica tripartizione degli ambienti in frigidarium, tepidarium e calidarium, dotato di un ipocausto che consentiva di scaldare tutta la stanza mediante fuochi che ardevano vicino alle aperture del pavimento inferiore. Antistante al palazzo del re c’è poi l’edificio amministrativo, a sua volta affiancato dalla sinagoga e dalla casamatta dei rotoli, dove gli archeologi hanno rinvenuto numerosi oggetti lasciati dagli zeloti.

Svoltando a sinistra dopo la Porta del Sentiero del Serpente si accede alla parte meridionale della cittadella, all’estremità della quale si trovano una massiccia fortificazione, un’ingegnosa cisterna dell’acqua ed un mikveh, dove gli zeloti si immergevano durante i bagni rituali. Prima di essi ci sono invece il palazzo piccolo, che Erode fece costruire per i suoi ospiti, e la residenza della famiglia reale, uno dei pochi esempi rimasti di villa residenziale costruita in quel periodo. A completare quest’area prettamente residenziale è il palazzo occidentale, il più grande complesso di Masada con oltre 3.700 metri quadrati di estensione, alle spalle del quale si erge la torre dei conciatori, che introduce alla rampa romana che scende dalla collina in direzione di Arad.

Per completare la visita al sito potete passarne in rassegna il museo, all’interno del quale sono esposti più di 700 reperti tra cui un tallit, ovvero uno scialle da preghiera, risalente all’epoca del Secondo Tempio ed i famosi ostraka di Masada, cocci di terracotta che recano diverse incisioni. Inoltre, informandosi per tempo sulle date e gli orari degli spettacoli, è possibile assistere a suggestive rievocazioni della storia della cittadella, inscenate in un teatro all’aperto situato a fianco della montagna sul orientato verso Arad. Le rappresentazioni sono eseguite in lingua ebraica, ma gli stranieri possono noleggiare cuffie per la traduzione simultanea in diverse lingue tra cui l’inglese.

Il clima è desertico, perennemente dominato dal sole, con meno di 100 mm di pioggia ogni anno ed un tasso di umidità molto basso. Le estati sono lunghe e aride, con temperature che oscillano mediamente tra 32 e 39 gradi, mentre d’inverno la colonnina di mercurio scende attestandosi tra 20 e 23 gradi. Valori elevati, considerando l'altitudine della fortezza. Proprio in questa stagione, Masada e il Mar Morto rappresentano il luogo ideale per fuggire al rigore dell’inverno europeo, senza dimenticare di prendere le dovute precauzioni nei confronti di scottature e disidratazione, che possono verificarsi anche in questo periodo soprattutto durante le escursioni a piedi.

Per raggiungere Masada si può partire da Arad o dal Mar Morto; nel primo caso si impiegano circa 30 minuti di auto, mentre dal Mar Morto si possono prendere gli autobus che partono da Gerusalemme e che impiegano meno di 2 ore per arrivare a destinazione. Giunti ai piedi della montagna, per salire in vetta, oltre al Sentiero del Serpente si può prendere la funivia, che compie il tragitto in circa 3 minuti e parte ogni mezz’ora, o prendere la rampa romana, meno impegnativa del sentiero orientale. Un’esperienza unica è quella di sorvolare Masada dall’alto con un volo panoramico di circa 20 minuti decollando al tramonto sull’altopiano per spingersi fino a Ein Gedi.

Fonte foto, cortesia: David Shankbone
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 Pubblicato da - 17 Novembre 2011 - ę Riproduzione vietata

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