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Ladakh, viaggio in India tra il Karakorum e l'Himalaya

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Divisione dello stato federato indiano di Jammu e Kashmir, il Ladakh è fatto di montagne ed è circondato da montagne. Pareti a strapiombo di roccia e ghiaccio formano un confine naturale tra la Valle dell’Indo e il Tibet, il Kashmir e l’Himachal Pradesh, e gli insediamenti umani sono ridotti a strette strisce di vegetazione avvinghiate ai fiumi che scendono direttamente dai ghiacciai. Questa aspra regione, che conta poco più di 230.000 abitanti ed il cui capoluogo è Leh, ospita una delle ultime comunità buddhiste tantriche esistenti sulla faccia della terra, rimasta al riparo dall’interferenza coloniale, dalla violenza dei Moghul e dai contraccolpi della rivoluzione culturale grazie alla sua posizione geografica strategica.

I primi abitanti del Ladakh furono pastori di yak nomadi, mentre i primi insediamenti stabili, sorti lungo il corso superiore dell’Indo, vennero fondati dai pellegrini buddhisti in viaggio dall’India al Monte Kailash, in Tibet. Il buddhismo divenne fin da subito la religione predominante, sebbene la minoranza della tribù brokpa sia rimasta seguace del bonismo, ovvero il culto che precedette quello buddhista in Tibet. Nel IX secolo, il regno dei sovrani buddhisti del Ladakh si estendeva dal Kashmir al Tibet, ed era protetto da fortificazioni e costellato di imponenti gompa (monasteri). Nel XIV secolo, le armate musulmane cominciarono a invadere il Ladakh da ovest, così che nel XVI secolo la provincia cadde definitivamente nelle mani di Ali Mir del Balistan; dopo anni di dominazione islamica, il buddhismo tornò in auge sotto Singge Namgyal (1570-1642), che stabilì la nuova capitale a Leh e gettò le basi per la futura annessione al regno Dogra di Jammu, avvenuta nel 1846.

Da novembre a maggio, il Ladakh è quasi completamente tagliato fuori dal resto del mondo; persino in estate arrivare da queste parti implica valicare i più alti passi montani del mondo, con l’alternativa sempre suggestiva di giungerci con un volo mozzafiato tra le cime delle montagne. Questo isolamento forzato ha preservato uno stile di vita di stampo pressoché medievale, regolato dall’alternasi delle stagioni e fondato su usanze vecchie diversi secoli. Tuttavia, anche in questo luogo paradisiaco stanno sopraggiungendo alcuni cambiamenti: il turismo e lo sfruttamento dell’energia idroelettrica stanno facendo affluire nella regione una valanga di denaro, ed il riscaldamento globale sta modificando i ritmi delle precipitazioni atmosferiche, mettendo a repentaglio i cicli agricoli e i tradizionali edifici del Ladakh fatti di fango e mattoni.
Il capoluogo e il centro più importante del Ladakh è Leh che, da un lato, si presenta come una città turistica, con tanto di numerose agenzie di viaggi, negozi di souvenir e addirittura alcune pizzerie, dall’altro però vanta scenari ben lontani da quelli canonici di un qualsiasi altro centro turistico, come ad esempio le spettacolari vedute di palazzi in rovina sovrastati dall’enorme sagoma dell’Himalaya. Il cielo sopra all’insediamento è di un azzurro intenso grazie all’elevata altitudine (3.505 metri) e la città moderna si fonde con l’ormai fatiscente città vecchia, fatta di edifici in legno e mattoni di fango. Tra le attrattive principali ricordiamo il Leh Palace, fatto edificare nel XVII secolo da re buddhista di Ladakh, ed il poco distante Namgyal Tsemo Gompa, costruito nel 1430 in mattoni di fango.

La Valle dell’Indo è disseminata di piccoli villaggi e monasteri medievali che possono diventare un’interessante meta per un’escursione in giornata da Leh in motocicletta o con un autobus pubblico. Spituk e Phyang si raggiungono percorrendo la strada per Kargil, mentre Choglamsar, Thiksey e Shey si trovano lungo il percorso per Manali; la strada secondaria da Choglamsar a Karu, invece, fornisce l’accesso ai gompa che sorgono sulla sponda occidentale dell’Indo, come ad esempio il minuscolo Stok Gompa, che vanta dipinti murali e statue di Mahakala e altre divinità ben conservati, il Matho Gompa, che si eleva al di sopra della vallata su un inespugnabile sperone roccioso, e lo Stakna Gompa, un piccolo edificio che corona una collinetta sovrastante il Fiume Indo.

... Pagina 2/2 ...Le montagne del Ladakh forniscono l’occasione per effettuare alcuni bei percorsi di trekking, ma molti degli itinerari salgono al di sopra dei 5.000 metri, perciò è fondamentale acclimatarsi bene al fine di evitare spiacevoli inconvenienti. Tra i tracciati più suggestivi c’è l’ascensione allo Stok Kangri, una cima panoramica alta 6.120 metri che si erge dall’altro lato della valle rispetto a Leh; nonostante l’altitudine molto elevata, gli escursionisti che si saranno preacclimatati potranno completare il percorso in quattro-cinque giorni. Molto belle sono anche le escursioni da Spituk alla Markha Valley e a Hemis, un trekking di otto-nove giorni che parte dallo Spituk Gompa, e da Lamayuru a Chiling via Dung Dung La, il cui tragitto inizia dal Lamayuru Gompa.

La maggior parte delle feste del Ladakh si svolge in inverno, ma sono numerosissimi coloro che attendono con impazienza il Ladakh Festival, in calendario dall’1 al 15 settembre, che si svolge ogni anno a Leh. Si tratta di una manifestazione turistica molto divertente, che prevede una serie di attività sportive e culturali, tra cui danze in maschera tradizionali (chaam), gare di tiro con l’arco e partite di polo. Un altro evento che scatena festeggiamenti in tutta la regione è l’avvento del nuovo anno, celebrato dalla gente del posto con la popolare fiera di Dosmoche, durante la quale i buddhisti festeggiano il Capodanno con danze in costume.

Nel Ladakh il sole splende per 300 giorni l’anno, i livelli delle precipitazioni registrati sono bassissimi e paragonabili per esempio a quelli del deserto del Sahara, ma le temperature invernali frequentemente scendono sotto i -20 gradi. Queste condizioni climatiche estreme fanno si che la regione non sia molto visitata nella stagione invernale, anche se, con i passi montani che sono aperti soltanto da giugno a ottobre, la stagione turistica è ulteriormente più corta. Tuttavia, d’estate il clima è mite, asciutto e piacevole, ideale per dedicarsi alle escursioni e alle passeggiate in montagna.

Il fulcro dei trasporti della regione è Leh, servito dal Leh Kushok Bakula Rimpochee Airport, lo scalo su cui volano tutti gli aerei provenienti da Delhi, Srinagar e Jammu, e dotato di una stazione degli autobus a lunga percorrenza piuttosto importante e perfettamente raggiungibile da Srinagar, da maggio a novembre, e da Manali, da luglio a metà ottobre. Il trasporto all’interno della valle è affidato per lo più a un servizio di autobus locali, anche se molti turisti prediligono noleggiare un automobile o una motocicletta personalmente.
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