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Mamallapuram (India). Visitare la cittą e il suo Shore Temple

Mamallapuram, conosciuta anche come Mahabalipuram, Mahabalipur e Mahapalipuram, è l’unica località del Tamil Nadu votata completamente al turismo. Distante meno di due ore d’autobus da Chennai, l’insediamento è un grazioso villaggio della costa di neanche 15.000 abitanti dove ci si può trattenere felicemente per giorni a mangiare ottimo pesce a prezzi stracciati, a gironzolare tra antiche sculture rupestri o semplicemente a rilassarsi. Tuttavia, Mamallapuram non è solo questo, dato che la città è stata seconda capitale e porto marittimo dei re Pallava di Kanchipuram, connotandosi perciò per un importante tessuto storico, ed è famosissima per il suo Shore Temple, che tra l’altro le è valso l’assegnazione del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO.

La storia di Mamallapuram ha origini antichissime, tanto che già nel VII secolo l’insediamento era un importante centro portuale della Dinastia Pallava. La maggior parte degli storici ritiene che il suo nome derivi da quello del sovrano dei Pallava Narasimhavarman I, detto Mamallan, ovvero “gran lottatore”. Tra il VII e il IX secolo qui furono costruiti alcuni splendidi monumenti che determinarono un ulteriore aumento della popolarità del centro, ormai consacrato tra i più importanti della regione. Parallelamente alla città antica, nel 1827 Mamallapuram ha assistito alla nascita della città moderna, la meno interessante dal punto di vista turistico.

La bella spiaggia, l’ottima combinazione di alberghi economici, ristoranti di pesce, negozi di artigianato e sculture spettacolari sparse per tutta la città, oltre al festival di danza più famoso del Tamil Nadu, il Mamallapuram Dance Festival, contribuiscono a richiamare da Chennai molti viaggiatori che in genere si fermano per qualche giorno. Il villaggio è piccolo e tranquillo, con la maggior parte della vita del luogo che si concentra in East Raja St, Othavadai St e Othavadai Cross St, che si estende parallela alla spiaggia. Pittoresco e molto affascinante è il quartiere dedito alla scultura su pietra, nelle cui vie sentirete risuonare quotidianamente il rumore del martello e dello scalpello degli artigiani intenti a realizzare sculture di fattura squisita, molte delle quali sono esportate in tutto il mondo.

Nel corso della visita alla città si può facilmente passare una giornata intera ad esplorarne i templi, i mandapam e le sculture rupestri. Uno dei siti di maggiore interesse è lo Shore Temple, un piccolo e romantico tempio sferzato dal vento e dal mare che si erge solitario e maestoso sul Golfo del Bengala incarnando la fase finale dell’arte pallava. Eretto verso la metà del VII secolo, l’edificio fu poi ricostruito da Narasimha Varman II, detto anche Rajasimha; le due guglie principali contengono i santuari dedicati a Shiva, mentre il linga originario era rivolto verso est e verso ovest, in modo da essere spostato sia all’alba che al tramonto. Un altro magnifico saggio di architettura pallava è rappresentato dal Five Raths, un gruppo di templi rupestri simili a calessi distanti solo 3 chilometri dal mare rimasti nascosti nella sabbia fino a circa 200 anni fa, quando furono portati alla luce dagli inglesi. Secondo la tradizione popolare i templi raffigurano la storia dei fratelli Pandava, eroi del Mahabharata, e della moglie che avevano in comune, Draupadi. Il primo ratha, il Draupadi Ratha, situato sulla sinistra dopo l’entrata, è dedicato alla dea Durga e presenta un interno significativo, caratterizzato da una rappresentazione della dea in piedi su un loto con i fedeli inginocchiati in atto di venerazione. Dietro il santuario della dea un gigantesco toro Nandi precede il carro successivo, l’Arjuna Ratha, dedicato a Shiva, sulle cui pareti esterne sono raffigurate numerose altre divinità, tra cui Indra. Il calesse successivo, il Bhima Ratha, rende omaggio a Visnhu ed al suo interno si può ammirare una grande scultura del dio in posizione di riposo. Sulle pareti esterne del Dharmaraja Ratha, il più alto dei cinque carri, sono rappresentate molte divinità, tra cui Surya, il dio del sole, e Indra, il dio della pioggia, mentre l’ultimo ratha, il Nakula-Sahadeva Ratha, è dedicato a Indra ed è fiancheggiato da un elefante finemente scolpito che sta a rappresentare la sua cavalcatura.

Passeggiando per Mamallapuram, la vista potrebbe cadere sull’Arjuna’s Penance, una scultura in rilievo eseguita sulla parete di una grande roccia che raffigura animali, divinità e altre creature semidivine, oltre a storie tratte dai libri hindu del Panchatantra. Il pannello (30 x 12 metri) è solcato da una gigantesca fessura perpendicolare, abilmente inglobata nella scultura, attraverso la quale in origine fluiva l’acqua, simbolo del Gange. Nella zona a nord-ovest dell’Arjuna’s Penance si incontra il Ganesh Ratha, in passato dedicato a Shiva, ma poi divenuto santuario di Ganesh dopo la rimozione del lingam originale. Immediatamente a nord del ratha c’è un grande masso tondeggiante chiamato Krishna’s Butter Ball che, pur apparendo in equilibrio precario, è impossibile da spostare, risultando un soggetto molto apprezzato per le fotografie.

Il villaggio dista circa 200 metri dall’ampia spiaggia, estesa a nord dello Shore Temple, dove i pescatori locali tirano in secca le barche. Sul litorale, più pulito nella sua parte settentrionale oppure a sud dello Shore Temple, si possono fare lunghe passeggiate senza incontrare ostacoli, anche se con l’alta marea davanti al tempio bisogna procedere sulle rocce. Pur non essendo il luogo ideale per fare il bagno, a causa delle correnti pericolose, è un piacere rilassarsi distesi al sole, mentre per gli amanti della pesca il consiglio è quello di contattare il proprietario di un’imbarcazione del luogo e dedicarsi alla pesca con bilancere.

Il clima è subtropicale, caldo e umido per tutto l’anno. Il periodo che fa registrare le temperature più elevate è quello compreso tra aprile e agosto, quando spira il monsone da sud-ovest, durante il quale i valori oscillano mediamente tra 36 e 27 gradi, mentre a partire da settembre le temperature cominciano a calare fino ad attestarsi tra 29 e 19 gradi in gennaio, il mese meno caldo dell’anno. Le precipitazioni annuali sono abbondanti, nell’ordine dei 1.300 mm di pioggia, e concentrate tra giugno e dicembre, con il picco a cavallo tra ottobre e novembre, due mesi nei quali cadono complessivamente più di 600 mm di pioggia.

La piccola ma caotica fermata degli autobus di Mamallapuram si trova all’angolo tra East Raja St e South Mada St; il servizio più veloce per/da Chennai è offerto dagli autobus 188 e 118, mentre se avete intenzione di recarvi al Chennai International Airport, lo scalo aereo più vicino al villaggio, dovete prendere il 108B. Il sistema più semplice per spostarsi in città è andare a piedi, ma nelle giornate calde le camminate necessarie per spostarsi tra un monumento e l’altro possono risultare faticose. In alternativa si può noleggiare una bicicletta o affittare un motorino, mentre taxi e autorisciò sono un buon sistema per muoversi nelle vicinanze del centro, soprattutto se siete disposti a contrattare il prezzo con il conducente.
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