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Tamil Nadu (India Meridionale): viaggio nella terra dei Tamil

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Mentre le spiagge e le acque interne del Kerala e del Goa richiamano molti viaggiatori amanti del sole, il Tamil Nadu, “la Terra dei Tamil”, è la vera anima dell’India meridionale. Questo stato, che oggi conta quasi 63.000.000 di abitanti, fu la culla della civiltà dravidica, un’antica cultura caratterizzata da usanze uniche al mondo. Le sue vestigia sono presenti ovunque: templi colossali con torreggianti gopuram decorati con decine di colori, intricate sculture rupestri, musica evocativa e complesse danze rituali. I pellegrini che affollano gli antichi siti di Kanchipuram, Chidambaram, Tiruchirappalli, Kumbakonam, Thanjavur, Madurai, Rameswaram e Kanyakumari sono molto più numerosi dei turisti. In questo stato spesso ci si sente sopraffatti dal fervore religioso mentre si osservano i fedeli effettuare le puja o ci si immerge nel colore e nella confusione di una delle tante feste religiose.

Benché lungo la costa orientale ci siano alcune località balneari e qualche sonnacchioso villaggio di pescatori, il Tamil Nadu non richiama i viaggiatori per le sue spiagge. Soltanto Mamallapuram, immediatamente a sud di Chennai, è frequentata da turisti che vengono per rilassarsi. Questo tratto di costa è stato duramente colpito dallo tsunami del 2004, ma la ricostruzione è stata rapida e le località turistiche hanno ripreso a funzionare quasi subito.

I Ghati occidentali, le montagne che si ergono nella zona nord-occidentale dello stato, esercitano una forte attrattiva grazie al loro clima fresco, alle piacevoli stazioni climatiche coloniali, ai trekking e alla fauna selvatica. In questo senso, Ooty, servita da un treno a scartamento ridotto, e Kodaikanal, sono due perle dello stato, due luoghi assolutamente da non perdere.

La storia del Tamil Nadu, come del resto quella dell’India in generale, è antichissima e prega di eventi significativi. Si ritiene che i dravidi, probabilmente una delle antiche civiltà dell’Indo, dopo essere migrati a sud raggiunsero questa regione intorno al 1500 a.C. Nel 300 a.C. la zona era ormai sotto il controllo di tre grandi dinastie: i Chola a est, i Pandya nella parte centrale e i Chera a ovest. Questo fu il periodo classico della letteratura tamil, l’età Sangam, che si protrasse fino all’incirca al 300 d.C. La sfera d’influenza di queste tre dinastie mutò più volte nel corso dei secoli. I Pallava raggiunsero un grande prestigio nel VII e nell’VIII secolo, quando costruirono molti dei monumenti di Mamallapuram. Benchè tutte e tre le dinastie fossero coinvolte in continue scaramucce, il loro costante patrocinio alle arti fece consolidare ed espandere la civiltà dravidica in tutto il paese. Nel 1640 gli inglesi ottennero di poter utilizzare Madraspatnam, l’odierna Chennai, come stazione commerciale. L’interesse per questa zona nutrito in seguito dai francesi, dagli olandesi e dai danesi provocò numerosi conflitti, ma alla fine fu la Gran Bretagna ad assumere il controllo quasi totale della regione, che venne battezzata Madras Presidency. Molti tamil svolsero un ruolo importante nella lotta per l’indipendenza, vinta infine nel 1947. Nel 1956 la Madras Presidency fu smembrata e il suo posto fu preso da alcuni stati autonomi, tra cui il Tamil Nadu, i cui confini furono stabiliti in base a criteri linguistici.

Oltre che capoluogo amministrativo, Chennai, spesso chiamata ancora Madras, è l’indiscussa capitale culturale, sociale ed economica del Tamil Nadu. La città è situata sulla costa orientale ed è il punto di partenza ideale per chi voglia visitare l’India meridionale. Pur non disponendo di attrazioni turistiche di primissimo piano, il centro è comunque caratterizzato dalla presenza di interessanti siti di carattere storico e artistico. Innanzitutto Fort St George, costruito verso il 1653 dalla Compagnia Britannica delle Indie Orientali, o High Court, una struttura indo-saracena di coloro rosso che risale al 1892, o ancora l’antico Kapaleeshwarar Temple, il tempio più affollato di Chennai. Per quanto riguarda i musei invece, il centro propone un’offerta ricca e variegata: il Government Museum, allestito in una serie di edifici coloniali noti come il Pantheon Complex; la National Art Gallery, nello stesso complesso del precedente e dotata di una magnifica collezione di opere d’arte mogul, rajasthani e del Deccan risalenti al periodo compreso tra il X e il XVIII secolo; e il Vivekananda Museum, un museo che contiene materiale e reperti riguardanti il famoso “monaco errante”.

I quartieri periferici di Chennai si estendono per un discreto tratto verso sud prima di cedere il passo alla East Coast Rd, che conduce a Mamallapuram. Lungo questo tratto di litorale, chiamato Coromandel Coast, ci sono diverse piccole località balneari, aree ricreative e meravigliose comunità di artisti. Distante meno di due ore d’autobus dal capoluogo, Mamallapuram è l’unica località del Tamil Nadu votata completamente al turismo; il centro è infatti un piccolo villaggio costiero dove ci si può trattenere felicemente per giorni a mangiare buon pesce, a gironzolare fra antiche sculture rupestri o semplicemente a riposarsi. Ma la città è famosa anche per il suo Shore Temple, per il porto marittimo dei re Pallava di Kanchipuram e per le sue meravigliose sculture in pietra, elementi che le sono valso il titolo di Patrimonio dell’Umanità. Nei dintorni del centro si possono visitare anche il piccolo insediamento di Tirukkalikundram, luogo di pellegrinaggio sede del Vedagirishvara Temple, la riserva Vedantangal Bird Sanctuary, uno dei luoghi migliori dell’India per praticare il birdwatching, e Kanchipuram, una città di quasi 200.000 abitanti famosa in tutto il paese per i sari di seta, i templi hindu e le opere d’arte delle dinastie pallava, chola e pandyan.

Una città tanto piccola quanto storicamente interessante è Gingee, conosciuta anche come Senji. Le rovine dei forti di Rajagiri e Krishnagiri sono facilmente visibili sulla sommità delle colline mentre si attraversa la campagna vicino al centro, posto 37 chilometri a est di Tiruvannamalai. Costruiti prevalentemente nel XVI secolo dai Vijayanagar, i forti furono occupati da vari eserciti, comprese le armate di Adil Shah di Bijapur e dei Maratha, che ne assunsero il controllo nel 1677. Oggigiorno i forti sono particolarmente suggestivi perché nessuna attività umana rovina la magia di questo luogo. All’interno del forte principale ci sono un granaio, un tempio dedicato a Shiva, una moschea e la sala delle udienze. A neanche 70 chilometri di distanza di Gingee sorge Pondicherry, una città costiera di 220.000 abitanti. L’insediamento, di chiara influenza francese, è unico nel suo stile, e si presenta come la classica località balneare dedita al turismo. A dare lustro a Pondicherry sono infatti ristoranti e alberghi, strutture moderne che anche architettonicamente riprendono gli stili del patrimonio nazionale francese.
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Nella parte meridionale del Tamil Nadu, spicca Madurai, una città vivace ed affollata, famosa per il suggestivo complesso dello Sri Meenakshi Temple. Oltre al tempio, non si possono perdere il Tirumalai Nayak Palace, un palazzo indo-saraceno fatto costruire nel 1636, ed i molti musei, tra i quali spicca il Gandhi Memorial Museum, all’interno del quale è esposto un particolareggiato e notevole resoconto della battaglia combattuta dall’India per l’indipendenza dal 1757 al 1947. Nei pressi dell’insediamento è situata Rameswaram, una delle più importanti mete di pellegrinaggio sia per gli shivaiti che per i vishnuiti poiché è il luogo in cui Rama rese grazie a Shiva. Sulla punta estrema del subcontinente indiano, nel luogo dove le acque dell’Oceano Indiano si fondono con quelle del Golfo del Bengala e del Mare Arabico, sorge Kanyakumari, un altro luogo di pellegrinaggio dove la gente viene per assolvere ai propri doveri spirituali. Le sue spiagge non sono particolarmente attraenti, ma la città possiede un certo fascino e offre alcune attrattive sufficienti per giustificare una permanenza di qualche giorno.

Cambiando totalmente zona, e trasferendosi nella regione dei Ghati occidentali, che si estendono come una colonna vertebrale montuosa per circa 1400 chilometri dall’area a nord di Mumbai fino alla punta meridionale del Tamil Nadu, è d’obbligo la visita ad alcune tra le stazioni climatiche più straordinarie di tutta l’India. Queste sono Coonoor, Ooty e Kotagiri, conosciute come le tre stazioni climatiche del Nilgiri, che si incontrano lasciandosi alle spalle le pianure del nord. Coonoor è la più piccola, ma è anch’essa piena di vita, brulicante di attività, specialmente nella zona della fermata degli autobus e del mercato dove regna sempre una grande confusione di gente. Kotagiri è la più antica, immersa in scenari contraddistinti da grandi estensioni di piantagioni di tè, insediamenti kota e ondulate colline. Ooty è invece la più famosa, e come tutte le mete famose ha progressivamente cambiato il suo aspetto trasformandosi in una località sempre più turistica, a discapito di quel sapore e di quel fascino che la permeavano in passato.

Come si sarà intuito, il Tamil Nadu è il paradiso per chi vuole fare conoscenza con la cultura e l’architettura religiosa dell’India meridionale. Molti templi sono importanti mete di pellegrinaggio per gli hindu e in questi luoghi i riti delle puja quotidiane e le celebrazioni pittoresche non mancheranno di colpire profondamente anche i viaggiatori che ormai pensano di aver visto tutto in fatto di templi indiani. Altri luoghi di culto invece si distinguono per la loro straordinaria architettura, con i loro alti gopuram, ovvero le “torri d’ingresso”, e i mandapam, i padiglioni prospicienti ai templi, tutti riccamente scolpiti. Tra tutti i templi presenti nel Tamil Nadu segnaliamo: lo Sri Meenakshi Temple, a Madurai, una spettacolare mescolanza di stili architettonici progettata nel 1560 da Vishwanatha Nayak; l’Arunachaleswar Temple, a Tiruvannamalai, un vasto tempio di circa 10 ettari di estensione che risale al XI secolo, anche se gran parte della struttura è stata ricostruita fra il XVII e il XIX secolo; il Brihadishwara Temple, a Thanjavur, il fiore all’occhiello dell’architettura religiosa dell’epoca chola, fatto costruire da Raja Raja nel 1010; il Rock Fort Temple, a Trichy, altamente spettacolare in quanto arroccato a 83 metri di altezza su un grande affioramento roccioso; e il Nataraja Temple, a Chidambaram, meta di un costante flusso di pellegrini provenienti da tutta l’India.

Molte delle feste più pittoresche e variopinte del Tamil Nadu si tengono presso i templi e per tutto l’arco dell’anno c’è sempre almeno una celebrazione in qualche località dello stato. Dal 4 al 7 gennaio si segnala l’International Yoga Festival, presso Pondicherry, un evento durante il quale sarà possibile entrare in contatto con la cultura degli aspra e dello yoga grazie a laboratori, lezioni, concerti e danze che si svolgono in tutta la città richiamando maestri di yoga da ogni angolo dell’India. Ricorrenze e festività molto interessanti sono anche: il Musica Festival, a gennaio a Thiruvaiyaru, un evento musicale che viene organizzato in onore del santo e compositore Thyagaraja; il Teppam Float Festival, tra gennaio e febbraio a Madurai, una famosa festa celebrata in occasione del plenilunio del mese tamil del Thai; il Chithrai Festival, sempre a Madurai ma tra aprile e maggio, una festa di 14 giorni in onore delle nozze di Meenakshi e Sundareshwara (Shiva); il Summer Festival, in maggio a Ooty e Kodaikanal, le due stazioni climatiche più importanti del Tamil Nadu, che organizzano due festival uguali con regate sul lago, gare di equitazione, manifestazioni floreali e musica; ed il Mamallapuram Dance Festival, un festival di danza di quattro settimana compreso tra Natale e fine gennaio con gruppi di danzatori provenienti da tutta l’India che si esibiscono sul palco all’aperto con l’imponente Arjuna’s Penance a fare da sfondo.

Il clima è molto caldo e umido, addirittura torrido in estate, quando sopportare l’afa e l’umidità diventa veramente difficile invogliando i turisti ad abbandonare le città più popolose in favore di tranquille località collinari decisamente più fresche. I monsoni che colpiscono lo stato sono due: il primo, proveniente da nord-ovest, si abbatte sul Tamil Nadu tra giugno e luglio, il secondo, che spira da sud-est, arriva generalmente tra dicembre e gennaio.

Il principale aeroporto del Tamil Nadu è l’Anna International Airport di Chennai, uno scalo efficiente e non troppo caotico. Una volta atterrati si avrà a che fare con una rete ferroviaria estesa ma ancora non molto pratica, con autobus economici ma strapieni di gente sia in città che fuori, e con un sistema stradale incompleto e insufficiente a garantire il raggiungimento di certe porzioni dello stato.
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