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Le foto di cosa vedere e visitare a Kyaiktiyo

La Pagoda Kyaiktiyo sulla Golden Rock in Myanmar

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Il terzo più importante luogo di pellegrinaggio buddhista della Birmania (Myanmar) è la Pagoda Kyaiktiyo, preceduta sugli altri gradini del podio dalla Pagoda Shwedagon e dal Tempio Mahamuni. Il piccolo stupa si trova una trentina di chilometri a nord della città di Kyaikto, nello Stato Mon, all’estremità meridionale del paese, non lontano dal confine con la Thailandia. Alla mistica importanza interiore, spirituale, la pagoda mescola un incredibile fascino legato al suo aspetto esteriore, assolutamente unico nel suo genere. Lo stupa di Kyaiktiyo è infatti caratterizzato dalla presenza di un grande masso dorato, non per niente conosciuto come Golden Rock, in precario equilibrio su un piccolo dirupo, alla faccia di Newton e di tutte le leggi di gravitazione terrestre.

Secondo la leggenda, il masso dorato si manterrebbe in equilibrio sul Kyaiktiyo grazie a un capello del Buddha conservato all’interno dello stupa. Tale reliquia pare sia stata donata da un eremita a re Tissa nell’XI secolo, previo consiglio di cercare un masso che ricordasse la propria testa da collocare presso il monumento. Il re, dotato di poteri soprannaturali poiché figlio di uno zawgyi (alchimista) e di una principessa naga (serpente drago), trovò la roccia in questione sul fondo del mare, trasportandola a destinazione a bordo di una barca trasformatasi in pietra una volta giunta, miracolosamente, sulla cima della montagna. L’imbarcazione, nota come Kyaukthanban, è tutt’ora visibile ai piedi della pagoda, da cui dista poche centinaia di metri.

Galleggiando tra le nuvole sopra le pianure costiere, la Pagoda Kyaiktiyo attira in egual maniera pellegrini buddhisti birmani e visitatori da ogni parte del mondo. Alcuni scelgono di visitare il monumento in giornata, partendo magari da Yangon, ma vista la non proprio facile ascesa sarebbe meglio destinare almeno un paio di giorni all’itinerario, così da godere a pieno della bellezza del luogo. Il piccolo stupa, alto poco più di 7 metri, sorge al di sopra della Roccia d’Oro, il cui rivestimento consiste in migliaia di lamine di foglia d’oro poste una accanto all’altra. La piattaforma ai suoi piedi condensa un eterogeneo miscuglio di personaggi, monaci e laici, intenti a meditare dinanzi alle statue, anch’esse dorate, del Buddha, mentre tutt’intorno si tiene una specie di mercato ambulante dove è possibile acquistare praticamente di tutto, da rosari a fucili giocattolo.

La porta di ingresso alla Pagoda Kyaiktiyo è il villaggio di Kinpun, posto ai piedi della montagna. Da qui ci sono due modi per giungere a destinazione: il primo implica una camminata di circa 11 km percorribile in 4/6 ore; il secondo, scelto dalla maggior parte dei turisti, consiste nel salire a bordo di uno dei grandi camion (lain-ka) che si inerpicano per circa 45 minuti fino al Yatetaung Bus Terminal, punto di arrivo di tutti i veicoli. Alternative non esistono, dato che alcun taxi, autobus, autovettura arriva fino al terminal sulla montagna. Una volta al terminal occorrono poi altri 45 minuti per arrivare allo stupa, sia che scegliate di incamminarvi sulle vostre gambe, sia che paghiate una manciata di dollari per accomodarvi su una delle tante lettighe di tela portate a braccia da 4 birmani ciascuna che fanno la spola tra il parcheggio e la cima della montagna.

Se avete più tempo a disposizione e la camminata fino a Kyaiktiyo vi ha messo voglia di escursioni c’è solo l’imbarazzo della scelta viste le molteplici alternative offerte da quest’area dello Stato Mon. Molti itinerari partono proprio da Kinpun, dal Yatetaung Bus Terminal o dallo stupa stesso, consentendo a turisti e pellegrini di scoprire altri importanti luoghi di culto, quali la Maha Myaing Pagoda o il monastero Sa-ma-taung paya e kyaung, ma anche la cascata Mo-Baw o la cima del Monte Ya-The.
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Non vi immaginate però questo posto come un angolo di pace e di meditazione, in realtà con l'avvento del turismo e dei pellegrini si è trasformato negli anni un luna park di suoni, luci, colori e bancarelle.

Il clima è uno degli aspetti da tenere maggiormente in considerazione al momento di pianificare una vacanza nella zona di Kyaiktiyo, e più in generale in tutta la Birmania. Qui, come nel resto del paese, il termometro supera quasi sempre i 30°C nel periodo compreso tra gennaio e aprile, i mesi più caldi dell’anno, mentre ci si attesta poco sotto in particolare tra luglio e settembre. Attenzione alla stagione delle piogge, concentrata tra maggio e settembre, quando cadono anche più di 600 mm di pioggia in un mese e una fastidiosa foschia avvolge spesso la cima della montagna; in compenso, da dicembre a marzo, è raro anche solo vedere qualche nuvola in cielo.

In linea di massima, specialmente per chi viaggia da solo, è più pratico e veloce raggiungere Kinpun da Pegu (Bago), 100 km a ovest, piuttosto che da Yangon, 180 km a sud-ovest, non tanto per la distanza maggiore quanto più per l’abilità degli albergatori del posto nel trovare alternative veloci e a basso costo. Dall’Aung Mingalar Bus Terminal dell’ex capitale birmana partono ogni mattina parecchi autobus con aria condizionata alla volta di del piccolo villaggio ai piedi della montagna, dove si consiglia di pernottare almeno una notte, mentre dalla stazione ferroviaria di Pegu parte ogni giorno un treno diretto che dovrebbe (ma il condizionale è d’obbligo, visto lo stato delle ferrovie locali) impiegare circa 3 ore per giungere a destinazione.


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