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Kumul (Hami), Cina. La cittą dei meloni nello Xinjiang e la sua oasi

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Kumul, conosciuta anche come Hami, è una moderna città di oltre 500.000 abitanti della provincia del Xinjiang, oltre ad un’oasi situata all’interno dell’omonima prefettura. Conosciuta in tutta la Cina in quanto luogo di produzione dei dolcissimi meloni Hami, Kumul si trova in una condizione geografica molto particolare, dato che sorge all’interno di una depressione profonda più di 200 metri circondata da altissime montagne. Tutto ciò rende l’area estremamente suggestiva dal punto di vista paesaggistico, tanto che da alcuni anni a questa parte vi è stata istituita un’oasi, il cui nome è lo stesso della città, che si estende ai piedi del monte Tianshan.

Fondata più di 2.000 anni fa da Zhang Qian, ambasciatore della dinastia Han, Kumul divenne ben presto una stazione di rifornimento strategica lungo la Via della Seta, attirando un numero sempre maggiore di mercanti e aumentando considerevolmente le proprie dimensioni. Negli anni di dominazione della dinastia Yuan (1279-1368) l’insediamento venne profondamente modificato dal punto di vista architettonico e urbanistico, prima che la tribù mongola Junger occupasse l’intera regione dominandola fino alla metà del XVIII secolo, quando l’esercito mancese la liberò. Negli ultimi due secoli sono state molte le parentesi di grave tensione politica e sociale, anche se recentemente il governo cinese ha investito ingenti risorse sulla regione nella speranza che le difficoltà del passato possano essere definitivamente accantonate in favore di un florido e stabile futuro.

Caotico e poco funzionale sotto il profilo urbanistico, il centro di Kumul non presenta attrattive particolari se non un paio di testimonianze storiche relativamente ben conservate. La prima è la Tomba del Re di Hami, un sepolcro monumentale nel quale sono state riposte le spoglie di nove regnanti della città nel periodo arabo successivo al XI secolo. L’altro luogo che merita di essere visitato è il Museo di Hami, all’interno del quale spicca la presenza di due mummie che, grazie al clima estremamente asciutto, sono ancora in perfetto stato di conservazione.

La maggior parte dei visitatori che decidono di fermarsi a Kumul lo fanno in quanto interessati alle particolarissime, probabilmente uniche, condizioni ambientali del posto. L’attrattiva principale è dunque la verdeggiante oasi di Kumul, un ecosistema aspro, ostile alla vita di molte specie animali e vegetali, che tuttavia ospita alcune meraviglie di rara bellezza. Tra queste c’è il Lago Barkol, un grande lago alpino circondato da vette innevate e ghiacciai che d’estate diventa la principale località di villeggiatura della zona, venendo preso d’assalto da tantissime famiglie cinesi, ma anche da pastori intenti a far pascolare le proprie greggi.
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Nelle vicinanze del centro si trova uno dei luoghi unanimemente considerati tra i più spettacolari di tutta la Cina sotto l’aspetto paesaggistico: Devil-City. Nonostante il nome possa apparire già sufficientemente esaustivo sulle condizioni che imperversano in questo angolo del vasto Hashun Gobi, la vista di questo deserto punteggiato qua e là da tumuli, valli e enormi solchi è qualcosa di veramente emozionante, in grado di mozzare il fiato anche ai più avvezzi avventurieri.

Il clima è semplicemente estremo. A causa della sua particolarissima collocazione geografica, Kumul presenta caratteristiche atmosferiche al limite della sopportabilità, con temperature estive che possono raggiungere i 46/47 gradi tra giugno e agosto e minime invernali inferiori ai -30 gradi. Il caldo estivo può sembrare un periodo poco invitante per visitare la città, ma nemmeno la primavera, soprattutto da aprile a maggio, è un periodo particolarmente indicato per soggiornare nello Xinjiang, perché spesso le tempeste di sabbia e le nuvole oscurano il paesaggio e rendono difficili gli spostamenti. Di conseguenza i periodi migliori per visitare la regione sono compresi tra la fine di maggio e la fine di giugno e tra settembre e la metà di novembre.

Lo scalo aereo più vicino è l’Aeroporto Internazionale di Urumqi, da cui partono voli diretti in Kazakistan, Kirghizistan, Azerbaigian, Pakistan, Russia, Tagikistan, Uzbekistan e Iran, oltre che alle maggiori metropoli cinesi. Il viaggio da Urumqi richiede all’incirca 6/7 ore sia che lo si compia in treno che in autobus. Spostarsi all’interno della regione è tutt’altro che facile per via delle particolari condizioni morfologiche del territorio, tuttavia sono attualmente in costruzione numerose linee ferroviarie, mentre gli autobus a lunga percorrenza consentono di raggiungere tutte le principali località turistiche.
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