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Īle Sainte-Marie (Nosy Boraha): l'isola in Madagascar tra balene, pirati e spiagge

Nosy Sainte Marie, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo il Madagascar, e in particolare la sua Isola di Santa Maria, si rivelarono essere la base ideale dei pirati per tendere agguati alle navi europee che transitavano in questa parte dell'Oceano Indiano.
Un porto protetto e la natura rigogliosa offrivano tutto ciò di cui i pirati avevano bisogno, tanto che molti di loro si stabilirono qui e ancora oggi è possibile distinguere il mitico simbolo del teschio con le ossa incrociate su alcune vecchie lapidi del locale cimitero.

L'Île Sainte-Marie (o Nosy Boraha in lingua malgascia) è oggi un paradiso per i turisti, che giornalmente arrivano attratti dalla bellezza delle sue spiagge bianche e dal mare cristallino che le lambisce.
Siamo appena 8 km al largo della costa nord-orientale del Madagascar, su una lingua di terra stretta ed allungata (misura circa 57 km da nord a sud) circondata dalla barriera corallina. È facile capire come queste caratteristiche bastino da sole ad attirare l'attenzione dei viaggiatori di tutto il mondo, che sono soliti pernottare nei tanti resort concentrati nella parte meridionale dell'isola, a sud di Ambodifotatra, il principale centro abitato.
Sulle spiagge, una più bella dell'altra, si concentra la maggior parte del flusso turistico. È però un peccato trascorrere qui le proprie vacanze e poi lasciare l'isola senza averla girata ed esplorata almeno un po': a sud di Ambodifotatra, camminando per dieci minuti lungo un sentiero che parte dalla strada rialzata, si può raggiungere il Cimitero dei Pirati (Cimetière des Pirates) di cui parlavamo in apertura pagando un piccolo contributo. Le guide locali sapranno indicare le tombe de pirati e dei missionari e raccontare qualche storia, mista a leggenda, sugli uomini che vissero qui nei secoli scorsi.

La zona settentrionale dell'Île Sainte-Marie è invece più selvaggia, ma anche più affascinante: la Baie d'Ampanihy è un paradiso quasi incontaminato da visitare a piedi o con escursioni in piroga, mentre più a nord, sempre sul lato orientale dell'isola, i più avventurosi impiegano ore per raggiungere la Piscine Naturelle d'Ambodiatafana, una piscina naturale riparata da alcuni scogli battuti dalle onde dell'oceano. Per il resto, però, i turisti scelgono di concentrarsi nella costa occidentale – quella “interna”, più riparata dalle correnti e dagli uragani durante la stagione delle piogge – nella zona sud dell'isola o al limite di arrivare alla spiaggia che fronteggia le Îlots aux Sables, nel sud-est dell'isola.

Chi cerca maggiore intimità e qualche ricordo di una vacanza tropicale davvero indimenticabile può attraversare con una piroga – o a piedi con la bassa marea – lo stretto braccio di mare che separa Île Sainte-Marie dall'Île aux Nattes (Nosy Nato), una piccolissima isola (2 km di lunghezza) situata proprio di fronte all'estremità meridionale della principale. Ad attendere i visitatori ci sono solo palme, spiagge di sabbia bianca e qualche struttura alberghiera, ma in generale è la pace a regnare sovrana.

Data la presenza della barriera corallina, l'Île Sainte-Marie è ovviamente un luogo eccezionale per lo snorkelling e le immersioni: diverse agenzie propongono tour ed escursioni nelle acque dell'isola, sui cui fondali si trovano anche i relitti di alcune navi dei pirati, tra cui quella del capitano Condent (la mitica Fiery Dragon) e l'Adventure del capitano Kidd.
Attenzione al periodo che scegliete: la bassa stagione è quella compresa tra febbraio e maggio e molti centri immersioni sono chiusi.

I mesi invernali (tra luglio e settembre, secondo il calendario locale) sono quelli più indicati per avvistare le megattere di passaggio nei pressi dell'Île Sainte-Marie durante la loro migrazione annuale; alberghi, centri d'immersione e agenzie locali organizzano escursioni di whale-watching in mare in questo periodo della durata di circa mezza giornata.

Come arrivare
Ci sono voli quotidiani che collegano l'aeroporto dell'Île Sainte-Marie alla capitale Antananarivo e altri voli settimanali per Tamatave (Toamasina).
L'aeroporto si trova all'estremo sud dell'isola, servito da molti taxi e taxi-brousse che fanno la spola con i principali alberghi e la cittadina di Ambodifotatra.
Esistono anche collegamenti via mare tra il porto di Ambodifotatra e Soanierana-Ivongo, sulla “terraferma” malgascia; il tragitto dura circa un'ora e mezza.
Altre imbarcazioni collegano il porto dell'Îlot Madame a quelli di Mananara, Maroantsetra e Tamatave.
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 Pubblicato da - 05 Settembre 2016 - © Riproduzione vietata

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