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Libreville, guida alla moderna e costosa capitale del Gabon

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La capitale del Gabon, Libreville, è una città moderna a tutti gli effetti; gli uffici, i gli ampi viali, le infrastrutture e la buona offerta di servizi la rendono in parte atipica rispetto al contesto africano. Occorre tuttavia far notare come a tutto ciò facciano da contraltare prezzi esorbitanti, che ne fanno una delle città più care al mondo.
All'epoca della schiavitù, nel XIX secolo, questo era il luogo dove venivano mandati gli schiavi una volta affrancati (da cui il nome Libreville, città libera); il territorio dell'attuale Gabon è abitato da millenni e si ritiene che i primi ad insediarsi qui siano stati i pigmei. Dal XII secolo in avanti anche diverse etnie bantù hanno iniziato a stabilirsi nella regione, dando origine ad un variegato miscuglio culturale ed etnico tutt'oggi presente nelle tradizioni locali. Com'è noto, gli europei colonizzarono buona parte dell'Africa a partire dal XV secolo; qui, nello specifico, fu particolarmente attivo e proficuo il mercato degli schiavi messo in opera dai portoghesi prima e dagli inglesi e francesi poi.
La definitiva autonomia del paese si ebbe soltanto nel 1960, quando la Francia concesse l'indipendenza al Gabon e a numerose altre colonie africane.

L'impronta francese è ben visibile nell'architettura e nell'impostazione urbana di Libreville, oltre che naturalmente nella toponomastica. I circa seicentomila abitanti della capitale si dedicano principalmente al commercio e sono generalmente molto cordiali e discreti, a differenza di alcune città africane nelle quali è pratica comune approcciare gli stranieri per chiedere denaro o proporre ogni tipo di affare.
La capitale è conosciuta – più che altro in maniera ironica – come la Parigi d'Africa, soprattutto a causa dei prezzi di cui si è già parlato; a chi decidesse comunque di visitarla, si segnalano alcuni siti d'interesse turistico che vale la pena di vedere: la chiesa di St. Michel è famosa per le sue trentuno colonne di legno intagliate con scene bibliche da un artigiano locale cieco, mentre il raffinato Palazzo Presidenziale è decorato con marmo italiano e colonne greche, per un costo di costruzione totale di ottocento milioni di dollari; non è consentito tuttavia scattargli foto né visitarlo al suo interno.
Molto conosciuto è anche il Museo dell'Arte e delle Tradizioni, dove sono esposte maschere tradizionali autentiche delle diverse etnie che popolano il paese, tra cui i fang, i téké ed i mitshogho, così come la cattedrale di St. Marie, nota per le sue incisioni nel legno effettuate dalle tribù locali.

Camminare per le strade cittadine è senza dubbio un'esperienza da non perdere; gli amanti dei mercati potranno dare sfogo alla propria passione recandosi a fare acquisti nei coloratissimi mercati di Mont Bouet e di Lalala. Il primo è un dedalo di vie e di vicoli sia all'aperto che al chiuso, in parte simile a certi mercati marocchini, dove con un po' di pazienza si può trovare assolutamente tutto ciò che si cerca.
... Pagina 2/2 ... Il mercato di Lalala, conosciuto anche come Ndzang Nzé è più piccolo del precedente ed è dedicato principalmente ai prodotti agricoli, alla carne ed al pesce; certamente la carne che si vende qui non è affatto comune, perché proprio sotto gli occhi de passanti è possibile vedere la macellazione in diretta di animali come scimmie, antilopi, serpenti o gazzelle. Al secondo piano vi è la possibilità di sedersi ad uno dei ristoranti dove preparano piatti tipici per assaggiare la cucina locale; si rammenta tuttavia che una semplice birra consumata anche in un luogo spartano può avere prezzi un tantino esagerati, per le ragioni sopra esposte.
Ritornando per strada dopo il pranzo, ci si può concedere una passeggiata ai Giardini Peyrie o al mercato degli artigiani (Village des Artisans) prima di spostarsi, verso il calar della sera, sul frequentatissimo lungomare ad ammirare il tramonto.

A soli quindici minuti in auto da Libreville si trova Cap Santa Clara, sulla costa, nei pressi del quale si estendono diverse spiagge; in alternativa, ci si può spostare verso Point Denis, a soli venticinque minuti di viaggio dalla capitale (eventualmente percorribili con un servizio navetta da Port Môle in partenza alla mattina con rientro nel tardo pomeriggio), al Parco Nazionale Pongara. Istituito nel 2007, occupa una superficie complessiva di 930 km quadrati attorni all'estuario del fiume Komo sui quali si trovano spiagge selvagge, mangrovie, e una zona paludosa d'acqua dolce. La ricchezza della vegetazione in quest'area è di prim'ordine, così come la varietà faunistica che trova il proprio habitat nella riserva; dalle tartarughe ai gorilla, dagli elefanti agli uccelli, questo parco è in grado di sorprendere per le sue infinite sfaccettature.

Libreville è collegata al resto del mondo tramite il proprio aeroporto internazionale, ben servito anche da importanti compagnie europee; tra i principali voli diretti per il Gabon si ricordano quelli in partenza da Roma, Parigi e Bruxelles.
Gli spostamenti per via acquatica sono attivi tra Libreville e Port Gentil così come tra la capitale e Lambaréné, mentre a livello internazionale esiste un servizio di traghetto tra Douala (Camerun) e la capitale del Gabon.
Nel paese sono attive anche alcune linee ferroviarie, tra cui la Transgabonais, che collega Libreville ad alcune località dell'interno, ma si ricorda che la stazione ferroviaria si trova a dieci chilometri dal centro città.
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