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Freetown, Sierra Leone: la capitale e il suo Cotton Tree

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  • Cotton tree
  • Spiaggia Sierra Leone
Freetown, capitale della Sierra Leone , è una città di oltre un milione di abitanti affacciata sulla costa atlantica; fu fondata sull'omonima penisola sul finire del XVIII secolo da alcuni ex schiavi -liberati negli Stati Uniti e fuggiti nella Nuova Scozia (Canada)- con l'aiuto di alcuni filantropi inglesi che gli donarono questa porzione di terra dopo averla acquistata dalla popolazione indigena locale.
Nel 1808 il governo inglese prese il controllo di Freetown ed iniziò un'opera di “rimpatrio” degli ex schiavi dalle Americhe, offrendogli rifugio nella nuova città appositamente creata. Nell'arco di mezzo secolo Freetown ospitava già oltre un centinaio di gruppi etnici, che convivevano in pace; gli ex schiavi provenienti principalmente dagli Stati Uniti e dai Caraibi, furono denominati Krio (dall'inglese Creole) e goderono per lungo tempo di un occhio di riguardo da parte degli amministratori britannici. Per quasi tutto il XIX secolo fu capitale dell'Africa Occidentale Britannica e di venne uno dei principali porti africani della costa atlantica. Negli anni Novanta del XX secolo, Freetown è stata teatro di sanguinosi scontri durante la disastrosa guerra civile che ha martoriato il paese.
Sebbene non vi siano quasi più tracce delle violenze commesse durante quel periodo, camminando per la città si noterà tuttavia un enorme numero di persone che portano sul proprio corpo i segni di quell'esperienza: numerosi sono infatti i mutilati ed i rifugiati di guerra.

La città, si diceva, sorge su una penisola dalla costa piuttosto frastagliata che forma diverse baie, attorno alle quali si snodano i quartieri della capitale. Il Cotton Tree è il maestoso albero simbolo della città, attorno al quale fu costruito il primo insediamento oltre due secoli fa; la pianta dovrebbe avere almeno cinquecento anni ed è abitata da una nutrita colonia di pipistrelli. Fu individuato per la prima volta nel 1792, quando gli ex-schiavi dalle americhe sbarcarono sulle coste atlantiche della Sierra Leone, e camminarono fin sotto al grande albero per celebrare una Messa di ringraziamento. Oggi questo meraviglioso albero, una Ceiba pentandra o Kapok, della famiglia delle magnoglie, colpisce per la sua grande mole, stretta dal cemento e dal traffico caotico della capitale, ma che da una maestosità unica al centro storico di Freetown.

Proprio a fianco del Cotton Tree sorge il National Museum, nel quale si trovano interessanti manufatti e alcuni reperti storici come la spada di Bai Bureh, leggendario leader dei temne, mentre sul lato opposto della piazza sorge il Palazzo di Giustizia. Da qui si alza anche una collina, dalla quale la State House, con i suoi bastioni e la famosa porta dei leoni provenienti da Fort Thornton domina il centro. Ad ovest della collina (la Tower Hill) si trovano molte case in stile krio, alcune delle quali molto belle nonché molto antiche.
Non lontano dal King Jimmy Market sorgono la Porta degli schiavi (King's Yard Gate) e l'Old Wharf Steps, la scalinata del vecchio molo costruita nel 1818. Nelle vicinanze si trova la grande St.George's Cathedral, datata 1828 e, per i fedeli o gli amanti delle chiese, si segnala anche la St.John's Maroon Church, costruita dagli schiavi fuggiti dalla Giamaica nel 1820.

... Pagina 2/2 ... Per poter apprezzare la bellezza di Freetown è però necessario spostarsi sulle alture della città, da dove si può godere di un bellissimo panorama; si segnala a tal proposito Leicester Park. Sulla già citata Tower Hill, invece, si trova il palazzo del Parlamento, visitabile solo alcuni giorni alla settimana se accompagnati dal poliziotto di guardia.
Ad est del centro, nella zona di Cline Town, è possibile visitare il National Railway Museum o ancora i resti dell'Old Fourah Bay College, antico edificio del 1848 distrutto da un incendio durante la guerra nel 1999.

La penisola sulla quale nasce Freetown è anche caratterizzata da numerose spiagge; la lista sarebbe veramente lunga, ma a titolo informativo si ricordano la bella Lakka Beach, la favolosa Sussex Beach o ancora l'affollata River No 2; lungo gli oltre 40 chilometri di costa peninsulare è veramente possibile scegliere la spiaggia adatta alle proprie esigenze. I trasporti sulla strada costiera sono garantiti da servizi di taxi e poda-poda, che fanno la spola tra le varie località e la capitale, nella zona di Lumley Bridge.
Di fronte all'estremità sud della penisola si innalzano dalle acque dell'oceano le affascinanti Banana Islands, dove si può coniugare la visita a siti storici del periodo coloniale con la vita di mare, lo snorkelling e le escursioni nella giungla.

I collegamenti tra l'Europa e la capitale della Sierra Leone avvengono esclusivamente via Londra o Bruxelles, mentre per voli continentali esistono numerose compagnie che effettuano servizi giornalieri tra Freetown e le principali città africane.
L'aeroporto internazionale sorge sulla sponda opposta del Fiume Sierra Leone, ma è collegato bene con il centro della città grazie agli economici traghetti o ai più veloci hovercraft, se non addirittura -per chi ne avesse le possibilità- con l'elicottero. Si può infine optare, per risparmiare qualcosa e fare al contempo un'esperienza caratteristica, per prendere un taxi collettivo fino a Tagrin e successivamente un pam-pah o un motoscafo fino alla città.
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