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Monrovia: guida della caotica Capitale della Liberia

Monrovia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L'intera area urbana di Monrovia ospita oltre un milione di abitanti, molti dei quali diretti discendenti degli ex schiavi neri che qui trovarono rifugio dopo esser stati liberati nelle Americhe durante il XIX secolo. La capitale della Liberia infatti, al pari di Freetown in Sierra Leone, fu fondata appositamente con l'intento di dare una nuova patria agli schiavi americani finalmente liberati. Ufficialmente la sua fondazione risale al 1822 ad opera dei funzionari dell'American Colonization Society, d'ispirazione massonica, i quali costrinsero gli indigeni locali a firmare un accordo per la concessione della terra; gli ex-schiavi, ora liberi sul suolo africano, sottomisero immediatamente la popolazione indigena costringendola a lavorare in schiavitù per la casta al governo, forti della propria convinzione di essere in missione in Africa per portare la civiltà ed il cristianesimo, creando così una serie di presupposti storici che hanno portato alla guerra che ha distrutto il paese sul finire del XX secolo.

Le strade di Monrovia sono oggi presidiate dai mezzi dell'ONU (in città si trova anche un'enclave diplomatica), e tra gli eleganti palazzi del centro spuntano ancora le rovine degli edifici bruciati, ma in generale l'impressione è che il popolo, sempre molto indaffarato nella propria vita quotidiana, abbia l'intenzione di guardare avanti verso un futuro più roseo. Camminare per le strade della capitale è abbastanza sicuro durante le ore del giorno, mentre la sera è assolutamente preferibile spostarsi in auto; si raccomanda comunque la massima attenzione nelle zone del Broken Bridge a Waterside, così come sarebbe meglio evitare le spiagge cittadine e West Point.
Per maggiore sicurezza si consiglia di informarsi presso la propria ambasciata circa le condizioni della sicurezza in città al momento del viaggio.

Nel centro di Monrovia si possono visitare diversi luoghi d'interesse, tra cui il National Museum -ingresso ad offerta libera- che sta provando a risorgere dopo i danni subiti durante gli anni della guerra. Raccoglie manufatti, feticci ed oggetti di culto delle popolazioni locali; non lontano da qui si estende il Waterside Market, caotico e colorato come solo i mercati africani sanno essere, dove è possibile acquistare ogni genere di mercanzia. E’ situato tra i due ponti della città, uno dei quali – non a caso detto Broken Bridge – è crollato nel 2006; essendo probabilmente la zona più pericolosa del centro, è assolutamente sconsigliato aggirarsi da queste parti da soli.
Nella parte nord-ovest del centro, vicino all’ambasciata statunitense, l’imponente Masonic Temple è ancora oggi una delle principali attrazioni della città, nonostante i danni provocati dalla guerra ed il vandalismo subìto dopo il colpo di stato del 1980; non distante dalla loggia massonica, sulla collina alle sue spalle, è stato eretto il monumento a Joseph Roberts, primo presidente liberiano.

Si segnala che il pernottamento nella capitale liberiana è estremamente caro e non esistono di fatto, se non per soluzioni piuttosto discutibili, sistemazioni economiche. I prezzi alti sono dovuti in parte alla discontinuità dell’erogazione di energia elettrica in città; negli alberghi frequentati dagli stranieri, infatti, vi sono generatori indipendenti che garantiscono l’elettricità 24h al giorno, ma che fanno lievitare i prezzi delle camere.

Spostandosi di qualche chilometro da Monrovia si segnalano alcune belle spiagge frequentate sia dagli abitanti locali che dagli stranieri. A sud della città, in particolare, si trova la ben equipaggiata Silver Beach, dotata di campi da pallavolo, servizi igienici ed ombrelloni, così come ancora più a sud la Thinkers Beach offre all’incirca gli stessi servizi. Chi desiderasse una spiaggia più isolata, potrebbe prendere in considerazione l’idea di proseguire il tragitto fino alla vicina St.Martin’s Beach.
Nella zona dell’aeroporto sorge anche la più grande piantagione di caucciù del mondo, chiamata Firestone Plantation, di proprietà - non a caso - della Firestone; in cambio di una mancia, qualche lavoratore potrebbe offrirsi di accompagnare i turisti all’interno della piantagione per una visita.

I voli da/per Monrovia partono/atterrano al Roberts International Airport, distante oltre 60 km dalla città e collegato all’Europa direttamente solo via Bruxelles. I restanti voli sono serviti da compagnie africane e collegano i rispettivi paesi di appartenenza con la capitale liberiana.
Una corsa in taxi tra l’aeroporto ed il centro può costare tranquillamente 40 dollari, mentre per il tragitto inverso il prezzo cala della metà. Non essendo sempre garantita la presenza di taxi in aeroporto, alcune compagnie aeree dispongono di autobus navetta al servizio dei propri clienti; per potere usufruirne conviene prendere informazioni in anticipo.
I collegamenti via terra con i paesi confinanti (Sierra Leone, Guinea e Costa d’Avorio), nonché per le principali città dell’interno del paese, sono effettuati dai bush taxi in partenza dal Duala Motor Park e dal Red Light Motor Park, rispettivamente a 9 e 15 chilometri a nord-est del centro.

Foto: wikipedia cortesia: Ph, whiteafrican, jeffrey

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 Pubblicato da - 27 Dicembre 2011 - Riproduzione vietata

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