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Guinea-Bissau: guida del piccolo stato africano e i suoi parchi

La Guinea-Bissau è uno dei più piccoli stati dell’Africa e conta una popolazione di appena un milione e mezzo di abitanti; i mandingo furono uno tra i primi popoli ad abitare la regione a cavallo tra l’XI ed il XII secolo, quando giunsero qui guidati dal grande Sunjata Keita, fondatore dell’impero del Mali. Successivamente, alcuni secoli più tardi, questa zona divenne il regno di Kaabu; all’incirca mezzo secolo prima erano però giunti sul territorio anche i primi navigatori portoghesi, che qui avevano installato alcuni commerci, tra cui quello spregevole degli schiavi. Una volta perso il controllo sulla quasi totalità delle coste dell’Africa occidentale, il Portogallo concentrò i propri sforzi nello sfruttamento della Guinea-Bissau, instaurando uno dei regimi più duri dell’intera Africa.

Mentre i vicini paesi ottennero l’indipendenza dai dominatori inglesi e francesi tra gli anni Cinquanta e Sessanta del XX secolo, il dittatore portoghese Salazar si rifiutò di lasciare una volta per tutte quello che considerava una proprietà privata portoghese: fu così che l’intellettuale Amilcar Cabral iniziò poco alla volta ad organizzare e ad armare il popolo fino a quando, nelle elezioni avvenute dopo il suo assassinio nel 1973, il paese si proclamò indipendente.

Gli ultimi quarant’anni di storia della Guinea-Bissau sono stati caratterizzati da ripetuti colpi di stato, alcuni dei quali riusciti. Oggi il paese si presenta ancora come uno dei più instabili e poveri del continente, anche a causa dei forti traffici di droga con il Sudamerica che hanno fatto delle zone più remote di questa nazione il proprio campo base e che non sono in alcuna maniera contrastati da chi di dovere.

La principale attrazione del territorio è rappresentata senza dubbio dall’arcipelago dell isole Bijagòs situato proprio di fronte alle coste frastagliate del paese. Il punto di partenza ideale per andare alla scoperta delle isole è la capitale Bissau, affacciata sull’Atlantico. Il viaggiatore che giungesse qui potrebbe dedicare uno o due giorni alla scoperta della città, passeggiando magari per i vicoli fatiscenti della città vecchia prima di imbarcarsi alla volta dell’Arquipélago dos Bijagòs. Questo paradiso terrestre, Riserva della Biosfera protetta dall’Unesco, è abitato un’incredibile varietà di specie animali e vegetali ed ospita colonie di lamantini, ippopotami d’acqua salata, tartarughe nonché numerosi uccelli migratori. Venti delle ottantasette isole che formano l’arcipelago sono abitate dalla locale popolazione di etnia bijagòs; qui la vita scorre lenta e tutti gli orari (compresi ovviamente quelli degli spostamenti tra un’isola e l’altra) dipendono dalle maree.

La più facilmente raggiungibile è l’Ilha de Bubaque, dove sorge anche la cittadina più grande dell’arcipelago; tra sabbia ed acque turchesi sarà impossibile non trovare il posto giusto per rilassarsi. Nel Parco Nazionale delle isole Orango invece ci si può dedicare all’osservazione degli stupefacenti animali che le popolano: coccodrilli ed ippopotami d’acqua salata vivono tranquilli lungo le insenature più remote, ma in questi casi è raccomandabile affidarsi ad una guida locale per evitare situazioni pericolose. Chi avesse abbastanza tempo a disposizione potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di spostarsi ulteriormente fino all’estremità meridionale delle isole fino al Parco Marino Nazionale Joao Vieira-Poilao, habitat ideale per la riproduzione delle tartarughe marine. Le fantastiche spiagge circondate da palme a far da cornice alle acque cristalline sono semplicemente tutto quello che si possa trovare in questo paradiso. Tra le quattro isole che formano il parco nazionale, Meio è probabilmente la più bella e durante il periodo autunnale è possibile vedere le spiagge ricoperte dalle tartarughe che compiono il proprio ciclo riproduttivo.
Chi non fosse ancora sazio di tanto splendore, ed avesse anche delle discrete risorse economiche (si segnala che l’intero arcipelago, nonché gli spostamenti, non sono certamente a buon mercato), può recarsi sull’isolotto di Kere dove dedicarsi esclusivamente ai bagni in mare o ancora nella più grande isola di Canhabaque alla scoperta dei villaggi tradizionali.

Tornando sul continente, il sud della Guinea-Bissau offre la possibilità di mettersi in marcia per alcune spettacolari escursioni, da effettuare a piedi o con un fuoristrada.
Per giungere al villaggio fula di Jemberem si percorre una pista di sabbia rossa costeggiata da maestosi alberi tropicali; questo è un ottimo punto d’appoggio per addentrarsi nel Parque Nacional do Cantanhez, che circonda il villaggio. La fauna presente nel parco è strabiliante: dagli elefanti alle antilopi, dagli scimpanzè ai colobi, sono centinaia le specie che popolano questa foresta. E come se non bastasse, tra le mangrovie delle paludi e sulle isole che sorgono di fronte alla costa, anch’esse facenti parte del parco, vivono ippopotami pigmei, lamantini e un’infinità di specie di uccelli.
Riprendendo il tragitto verso Bissau, prima di lasciare il paese, ci si può fermare al Parque Natural das Lagoas de Cufada, un insieme di paludi abitate da una ricca varietà d’uccelli, nelle vicinanze di Buba.

Il clima in Guinea-Bissau è di tipo tropicale. Ciò significa che è generalmente caldo e umido con un temperatura abbastanza costante durante l'anno, ma con picchi più elevati prima della stagione delle piogge. Essendo a nord dell'equatore, il clima della Guinea-Bissau è di tipo monsonico con una stagione delle piogge in genere da fine maggio a novembre, con venti oceanici umidi da sud-ovest, e forti piogge, e una stagione secca (da dicembre a inizio maggio) con venti secchi di harmattan da nord-est, e cioè gli alisei.

Visto il passato coloniale di questa nazione, i collegamenti diretti con l’Europa non potevano che essere garantiti –tramite l’unico aeroporto internazionale del paese- soltanto via Portogallo, mentre per voli continentali esistono servizi effettuati da alcune compagnie aeree senegalesi via Dakar, tappa obbligata di ogni spostamento da/per la Guinea-Bissau.
E’ ovviamente possibile entrare nel paese anche via terra dal Senegal percorrendo ad esempio la strada tra Ingore e Ziguinchor –passando per Sao Domingos- o ancora passando dal nuovissimo ponte sul fiume Cacheu, che accorcerà notevolmente il percorso per chi si muove da/per Bissau; chi fosse invece diretto in Guinea, può attraversare la frontiera nei pressi di Kandika, nella zona orientale del paese.
Si ricorda infine che l'ingresso nel paese è consentito soltanto se in possesso del certificato internazionale di vaccinazione contro la febbre gialla.
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