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Porto-Novo, viaggio nella Capitale del Benin

Porto-Novo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Lasciandosi alle spalle il traffico di Cotonou e i procacciatori di affari di Ganviè, proseguendo verso est si arriva a Porto-Novo, la capitale del Benin ed il capoluogo del dipartimento di Ouémé. Questa città portuale di oltre 200.000 abitanti è annidata sulle sponde del Lago Noloué e si affaccia sull’omonima Laguna di Porto-Novo, un braccio del Golfo di Guinea, che si estende da capo Palmas, in Liberia, a capo Lopez, in Gabon. Pur trovandosi del tutto decentrata rispetto al centro geografico del Benin, Porto-Novo è il fulcro amministrativo del paese, essendo sede di burocrati e ministeri, ma anche di diversi musei e architetture interessanti, che vanno a comporre un quadro turistico eterogeneo e stimolante, piacevole per un soggiorno di un paio di giorni.

Probabilmente fondata nel Cinquecento dal popolo Gun, Porto-Novo è stata la capitale ufficiale del Benin sin dai tempi della colonia francese, istituita dopo le guerre di resistenza che ebbero inizio nel 1890 proprio tra Porto-Novo e Cotonou. A battezzarla furono i portoghesi, che scelsero il suo nome dal porto in cui organizzarono nel XVI secolo uno dei principali centri per la tratta degli schiavi verso il “Nuovo Mondo”. Dal momento dell’abolizione della schiavitù, gli schiavi liberati, e tornati dalle Americhe nell’antica patria, diedero impulso ad una cultura peculiare fatta di elementi africani e brasiliani, esaustivamente illustrata nel Musée da Silva e commemorata dalla statua di Place Jean Bayal, che ricorda il vincolo collaborativo instauratosi tra yoruba e creoli.

Tra le attrattive principali della capitale beninese spiccano diversi interessanti musei. Il più conosciuto è il Musée Ethnographique de Porto-Novo, ospitato in imponente edificio coloniale nel cuore del centro. Le maestose porte scolpite provenienti dal palazzo di Kétou, introducono a questo museo che è uno dei migliori non solo di Porto-Novo, ma di tutto il Benin, grazie anche all’esperienza ed alla professionalità delle sue guide. L’ultimo piano è organizzato in sezioni tematiche che mostrano il ciclo della nascita, la vita quotidiana e la morte tramite un ricco repertorio di oggetti che spazia dai costumi ai tamburi decorati; al pianterreno, invece, si può ammirare una mostra incentrata su fantasiose maschere cerimoniali gelede degli yoruba, alcune delle quali risalenti a 200 anni fa. Molto bello è anche il Musée Honmé, situato all’interno dell’ex Palais Royal du Roi Toffa, il complesso di edifici racchiuso da una cinta muraria all’interno del quale visse il re Toffa, firmatario del primo trattato con i francesi nel 1863. Restaurato per l’ultima volta nel lontano 1890, il palazzo è simile a un edificio termale romano, caratterizzato dal susseguirsi di spoglie sale utilizzate per le cerimonie regali come l’iniziazione e il suicidio.

Sempre in centro si può visitare il già citato Musée da Silva, un allestimento a gestione privata che consente di ammirare una casa afrobrasiliana del 1870, una sala con ritratti fotocopiati dei leader mondiali e delle icone del jazz e per finire una rimessa che vanta alcune vecchie Rolls Royce ed un’Harley Davidson. Da non perdere il pittoresco Grand Marché di Porto-Novo, situato all’estremità orientale del centro, nei pressi del quale si erge la moschea, uno svettante edificio policromo trafficato ad ogni ora del giorno. Prima di essere trasformato in moschea, l’edificio era una chiesa in stile brasiliano, costruita verso la fine del XIX secolo, con una facciata cadente di un color pastello che rende l’idea dello stile esuberante e folkloristico di molti edifici dell’epoca.

In tema di mercati non si può perdere il Grand Marché d’Adjara, un mercato che ha luogo ogni quattro giorni nella vicina cittadina di Adjara, distante non più di 10 chilometri a nord di Porto-Novo lungo una strada secondaria che porta in Nigeria. Il trafficato bazar è uno dei più variopinti del Benin ed abbonda di mercanzie di ogni genere, tra cui feticci, tessuti, molti dei quali realizzati con la tecnica del tie-dye, ceramiche, talismani e strumenti musicali. In alternativa al mercato, tra le attività da intraprendere nei dintorni della città, c’è l’escursione in piroga di 12 chilometri che conduce fino al villaggio su palafitte di Aguégué, ancor meno turistico di Ganvié. Particolarmente emozionante è visitare Porto-Novo durante le celebrazioni afrobrasiliane del carnevale, che da queste parti si celebra ogni anno verso la metà di gennaio.

Il clima è caldo, umido, caratterizzato dal verificarsi di due distinte stagioni delle piogge; la prima va da aprile a luglio, la seconda, meno intensa e più breve, si protrae dalla fine di settembre a novembre inoltrato, mentre i periodi “asciutti” sono quelli compresi tra dicembre e aprile, senza dubbio la stagione migliore per visitare Porto-Novo ed il sud del Benin, e tra la fine di luglio ed i primi di settembre. Le temperature medie annue sono piuttosto elevate, con valori che si attestano a 31 gradi per le massime e 24 per le minime.

Dalla gare routière situata all’estremità meridionale del centro partono ogni giorno numerose corse di minibus e taxi brousse, ovvero taxi collettivi, dirette a Cotonou, mentre per quanto riguarda la visita alla città non c’è niente di meglio che girarsela a piedi, dato che i siti turistici principali distano non più di mezz’ora di cammino l’uno dall’altro. In alternativa, si possono prendere gli zemidjan, delle scalcinate motociclette guidate da pittoreschi soggetti del luogo alquanto imprevedibili.
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 Pubblicato da - 01 Marzo 2011 - © Riproduzione vietata

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