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Kildare, Irlanda: cittą natale di Santa Brigida e Arthur Guinness

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Kildare, il cui toponimo gaelico significa “Chiesa del querceto”, è una ridente località di neanche 6.000 abitanti situata al centro dell’omonima contea ai margini della pianura del Curragh, una cinquantina di chilometri a sud-ovest di Dublino. La cittadina, che ha legato indissolubilmente il suo passato a quello di alcune tra le figure religiose più venerate d’Irlanda, è attualmente un importante centro commerciale e la sede episcopale dell’omonima contea di Kildare, oltre che una rilassante destinazione turistica. La distanza relativamente breve dalla capitale ha infatti favorito la nascita di un vero e proprio flusso turistico in direzione di Kildare, dove anche gli abitanti di Dublino sono soliti recarsi per passare qualche ora di relax in campagna lontano dallo stress della vita quotidiana.

L’insediamento nacque attorno ad un cenobio fondato verso il 490 d.C. da Santa Brigida, compatrona d’Irlanda dopo S. Patrizio, e prese fama a partire dal XII secolo come caposaldo dell’importante famiglia Fitzgerald, per l’appunto conti di Kildare. Oltre ad essere conosciuta come patria dei santi, Kildare ha dato i natali anche ad un altro importante personaggio della storia d’Irlanda: Arthur Guinness, l’inventore della celeberrima Stout di Dublino. Sepolto a Oughterard, prima di trasferirsi nella capitale Guinness aprì un pub nel suo villaggio natale, che quindi è da considerarsi la vera e propria patria di una delle birre più bevute al mondo.

Il principale monumento cittadino è la St. Brigid’s Cathedral, risalente al XIII secolo, ma ampliata a fine Quattrocento, semidistrutta a metà Seicento, ricostruita nel coro pochi decenni dopo, infine pesantemente ristrutturata a partire dal 1875 a cura di George Edmund Street, che negli stessi anni era impegnato nel restauro della Christ Church dublinese; a simili vicissitudini sono abbastanza ben sopravvissuti i pilastri della navata e la fronte del transetto meridionale. All’interno è collocato il sarcofago (1539 circa) del vescovo Wellesley, proveniente dall’abbazia di Great Connel in rovina presso il Liffey non molto lontano dalla città; la figura del sepolto è tra le migliori sculture del Cinquecento irlandese, mentre accanto alla chiesa si nota una Round Tower del XII secolo.

Se si è appassionati di cavalli merita sicuramente una visita anche la Tully House, situata un chilometro e mezzo a sud presso la strada N7. Il complesso è sede del National Stud, famoso allevamento di purosangue irlandesi. In un’ala dell’edificio è ospitato dal 1977 l’Irish Horse Museum, presso il quale vi è un ricco allestimento che ripercorre la storia equestre dell’isola. La tenuta comprende due laghi, le rovine di Black Abbey, ovvero un antico convento francescano, ed i Japanese Gardens, impiantati tra il 1906 ed il 1910 con la collaborazione di specialisti giapponesi. I giardini sono strutturati in venti stazioni metaforiche della vita umana: Porta dell’Oblio, Grotta della Nascita, Galleria dell’Ignoranza, Collina dell’Apprendimento, Collina della Lamentazione e Porta dell’Eternità solo per citarne alcune.
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Uscendo dai confini dell’abitato, a 12 chilometri da Kildare sulla destra, poco dopo Ballybrittas e non lontano da Portlaoise, si raggiunge Emo Court, un edificio residenziale neoclassico circondato da un vasto parco. Sorta nel 1795 su progetto di James Gandon, la residenza fu conclusa dieci anni più tardi dal suo allievo Sir Richard Morrison; dell’aspetto esterno spicca il portico ionico, ripetuto sulla fronte posteriore, mentre l’elemento caratterizzante dell’interno è il ricco salone coperto da cupola. Con il trascorrere degli anni Emo Court divenne collegio gesuitico, prima che l’attuale proprietario ne avviasse l’accurato restauro. Al medesimo progettista si deve la chiesa della vicina Coolbanagher, completata nel 1786.

Trovandosi nella parte centro-orientale del paese, Kildare risente in maniera inferiore dell’influenza mitigatrice della Corrente del Golfo, risultando così leggermente più “continentale” rispetto ad altre città della costa ovest. Soprattutto gli inverni fanno registrare temperature più basse, con minime che in gennaio e febbraio lambiscono gli zero gradi e la neve che può talvolta fare capolino pur senza lasciare consistenti depositi al suolo. Le estati, invece, sono generalmente umide e miti, con massime non troppo alte che tendono ad attestarsi al di sotto dei 30 gradi anche in luglio e agosto. Le precipitazioni sono diffuse per tutto l’anno e si manifestano prevalentemente sotto forma di deboli, ma costanti, pioggerelle.

La vicinanza con Dublino consente ai turisti intenzionati a visitare Kildare di fare riferimento alle infrastrutture della capitale, servita dal moderno Dublin International Airport, che vanta ben più di due milioni di passeggeri l’anno, e dotata di una stazione ferrovia tramite la quale è possibile raggiungere Cork ed il sud-ovest del paese in poche ore. Una volta a Dublino, per recarsi a Kildare non resterà che prendere uno dei tanti autobus che ogni giorno fanno la spola con la capitale.
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