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Montegranaro (Marche): visita alla cittą in provincia di Fermo

Montegranaro, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Non è mai stato storiograficamente accertato se Montegranaro sia o meno l’erede della città romana di Veregra. Si fa inoltre meramente ipotetica la riconoscibilità del borgo come Mons Granarius inteso quale sede di depositi di grano atto ad approvvigionare i legionari durante le campagne militari.

Storia

È invece indubbia la sua veste di “corte granica” al servizio dell’Abbazia di Farfa, una veste indossata per oltre sette secoli a partire dall’829 d.C., anno della sua prima menzione nel Decreto stilato dagli imperatori Ludovico il Pio e Lotario.

Al contempo fu feudo dei Signori di Fermo, ma questa appartenenza in qualità di castello non venne mai digerita dagli abitanti con amare conseguenze tradotte in ribellioni e lotte inasprite nel corso del ‘300 dalla sanguinosa rivalità fra le fazioni guelfa e ghibellina. Piagato dalla tassazione imposta da Francesco Sforza, a Montegranaro non restò che consegnarsi alla Chiesa per ottenerne quello che si rivelò essere un protettorato duraturo e conveniente in grado di scongiurare guerre e sacrifici, con il beneficio utile a fomentare un complessivo sviluppo economico sotto le magistrature comunali.

Fu così che l’abitato individuò nell’agricoltura un’attività sicura e prospera specialmente nel settore cerealicolo, prima ancora di darsi all’artigianato, capace di fornire l’incipit alla grande fortuna del territorio montegranarese: si cominciò a produrre una particolare pantofola di stoffa dotata di suola di pelle di cavallo, un manufatto chiamato “chiochiera” antesignano della vera e propria scarpa in pelle, realizzata in serie attraverso un capillare processo proto-industriale che non si è più fermato e seguita a incrementare ricchezza.

Cosa vedere a Montegranaro

Questa cittadina in provincia di Fermo nelle Marche (fino al 2009 faceva tuttavia ancora parte della provincia di Ascoli Piceno) presenta quattro austere attrattive coincidenti con altrettante chiese intrise della profonda spiritualità di cui dall’alba dei tempi si fregia questo territorio assai affezionato agli apparati ecclesiali. Da vedere la Chiesa di San Francesco, edificata extramoenia nel 1245, crollata nel 1586 e riedificata nel 1603 insieme all’annesso convento poi rinominato Palazzo Francescani, attuale sede della biblioteca.

La Chiesa di San Serafino reca una piccola contraddizione in quanto è dedicata al frate cappuccino cui Montegranaro diede i natali ma le sue spoglie si trovano all’interno della Chiesa dei Cappuccini ad Ascoli. In verità il religioso in quella città visse gli ultimi anni della sua vita, ecco spiegata la sepoltura nella città capoluogo. Apprezzabili a ogni modo gli altari lignei che riempiono d’arte l’edificio anche per merito delle pale decorative raffiguranti San Lorenzo, San Crispino e San Crispiniano, protettori dei calzolai.

Al 1760 risale il rifacimento completo della Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, in origine di fondazione farfense. Conserva tuttora una bella Pietà realizzata in arenaria nel Quattrocento e un ciclo di affreschi cristologico risalente al 1299, come si evince dalla data esplicitamente riportata su ognuno di essi: si osservano una Natività con San Giovanni, l’Adorazione dei Magi e di seguito l’Uccisione di Santa Barbara e il Battesimo, quest’ultimo da scrutare attentamente per individuare fra le acque del Giordano le figure di Gesù e di Giovanni Battista. Ultimano il ciclo la Vergine dolente e le Marie al Sepolcro.

Arrivando alla Cripta di Sant’Ugo, ci si accorge che tal nome risulta alquanto restrittivo per non dire erroneo, perché l’ambiente ha tutte le caratteristiche definite di una chiesa romanica eretta nel 900 d.C. Internamente si avvicendano in ordine cronologico tre cicli di affreschi ascrivibili rispettivamente al 1299, al ‘300 e al ‘500, insomma l’evoluzione dell’arte riscontrabile in un unico luogo.

Al di fuori del contesto sacro, meritano considerazione l’antico mulino medievale fortificato conosciuto come Torrione e posto in contrada Chienti, i palazzi Ranier-Luciani, Cruciani e Conventati. Durante un’escursione condotta comunque entro il territorio comunale ci si imbatte nelle case di terra cruda, abitazioni che testimoniano con la loro essenzialità una civiltà contadina molto antica.

Eventi, sagre e manifestazioni

A Montegranaro si tiene ogni anno il Veregra Street Festival, una reunion internazionale di artisti di strada che nell’ultima settimana di giugno si danno appuntamento nel centro storico per imbastire i loro meravigliosi spettacoli. A dicembre il fervore dell’Avvento investe con gioia e calore l’intera popolazione, che si riversa nelle piazze e nei punti più suggestivi del borgo in occasione degli eventi del mese, i mercatini di Natale, il Villaggio di Babbo Natale e il Presepe Vivente, con la Festa della Befana a concludere il filone di manifestazioni.

Per gli amanti dello shopping, una buona notizia: tutt’intorno a Montegranaro fioccano outlet dove si possono acquistare prodotti delle migliori marche in ambito calzaturiero e nell'abbigliamento, vedasi il Calzaturificio G.N.V., Più Bello Quality Store e lo Spaccio Aziendale Dino Biagioni.

Come arrivare a Montegranaro

Dall’Autostrada A14 bisogna uscire a Civitanova Marche, imboccare la SS 77 verso Tolentino/Macerata, uscire a Montecosaro, dirigersi verso Rapagnano continuando poi sulla SP 78 fino a destinazione; in treno si arriva alla stazione ferroviaria di Civitanova Marche-Montegranaro; l’aeroporto di Ancona dista 65 km dalla località.

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