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San Severino Marche, visita alla cittą e i suoi eventi

San Severino Marche, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

A piccoli ma decisivi passi, un borgo della provincia di Macerata nelle Marche ha saputo confezionarsi un proprio personale palcoscenico sul quale sviluppare un’identità eclettica e migliorare ogni possibile vocazione territoriale, dapprima limitata a una semplice nicchia agricolo-commerciale.

San Severino Marche ad oggi è un comune con i requisiti tecnici e sociali di vera cittadina emancipata, entro i cui confini animano la globale economia oltre 13.000 residenti accoglienti peraltro un turismo che si è infittito negli anni favorendo il fermento artistico e culturale di questo interessante borgo.

La Storia del comune

E’ una storia, quella di San Severino, legata all’omonimo pastore dell’antica Septempeda saccheggiata dai Goti, i quali non misero mano alle spoglie del curato, portate via dagli abitanti dell’insediamento per dar vita sotto l’egida religiosa a un nuovo centro urbano divenuto poi nel 1586 sede vescovile e da quel momento salda cittadina pontificia fino all’Unità d’Italia.

San Severino Marche, infatti, parla con linguaggio sacro, comunicando attraverso luoghi e monumenti che ampiamente riflettono l’influenza antica acquisita nei secoli e promossa, tradotta nonché concretizzata.

Cosa vedere a San Severino Marche

Il suo spirito architettonico tira le fila dalla piazza porticata a forma di fuso, la mitica Piazza del Popolo, lunga 224 metri e larga 55, dove s’affacciano il teatro Feronia progettato nel 1827 da Ireneo Aleandri (con palcoscenico, sala e foyer che danno adito a una stagione teatrale molto ricca), il Municipio e la Chiesa di San Giuseppe dalla facciata rococò, prevedendo anche un posto di non poco conto per la Torre dell’Orologio, un elemento di spicco per la complessiva scenografia dello spiazzo.

Risalendo il monte Nero s’arriva al castello, fulcro della città medievale con le due torri simbolo, ovvero quella del Comune (raggiunge un’altezza di 40 metri, dunque è visibile da lunga distanza) con annesso il Monastero delle Clarisse, e l’altra relativa al Duomo Vecchio, struttura del X secolo molto importante per gli autoctoni in quanto custodisce il corpo del Santo Patrono. L’altro castello, quello di Pitino, è ubicato a ca. 10 km ed è probabilmente tra i massimi esemplari del tardo Medioevo, reso tale dalla bella e caratteristica torre quadrata.

L’impianto civico, accantonato l’imprinting puramente militare, dà a San Severino un aspetto indubbiamente elegante e per primo s’erge il Palazzo Comunale, opera in laterizio realizzata nel 1764 da Clemente Orlandi. Palazzo Franchi è certamente più modesto e meno in vista, ma si ricorda perché vi si insediò il conte Severino Servanzi Collio lasciando ai posteri una fornitissima biblioteca. L’unica residenza di villeggiatura nobiliare è rappresentata dalla neoclassica Villa Collio, sfoggiante un’imponente gradinata e all’interno una sala centrale a pianta ottagonale.

Apici di culto fattisi edifici risultano essere tanti e il succitato Duomo Vecchio fa da apripista allo stuolo dei suoi epigoni. San Severino si circonda letteralmente di chiese e abbazie, talmente copiose son esse da costituire un elenco quasi infinito che necessita di buone gambe e amore per essere coperto nella sua totalità.

Nel centro sanseverinese primeggiano ecclesiastiche ancelle: la duecentesca Chiesa di San Domenico in via Rosa si tiene ben stretta il magnifico chiostro con le lunette affrescate da Sebastiano Ghezzi e Ludovico Lazzarelli, la bella tavola cinquecentesca di Bernardino di Mariotto e quanto rimane degli affreschi dei fratelli Salimbeni, presenti inoltre nella cripta della Chiesa di San Lorenzo in Doliolo.

Radicali restauri hanno fatto della Chiesa di Sant’Agostino in Piazza Duomo la cattedrale di San Severino Marche; il Monastero di Santa Caterina si è fermato al tempo della sua fondazione, il 1261, tanto che vi abitano 15 monache osservanti gli antichi precetti votati a clausura e preghiera; vivi e animati da febbrile attività liturgica sono i santuari della Madonna dei Lumi, di San Pacifico e del Santissimo Salvatore in Colpersito.

A detenere l’illustre bagaglio artistico con relativi oneri e onori sono i corpi museali presenti in città: la Galleria d’Arte Moderna ospita una raccolta di quadri dipinti dal pittore nonché incisore Filippo Bigioli; opere dal XIV al XVII secolo sono invece conservate nella Pinacoteca civica “Padre Tacchi Venturi”, collocata fra le mura di Palazzo Manuzzi; la vita contadina e le evoluzioni del territorio sono raccontate dal Museo del Territorio “O. Poleti”, mentre il punto di vista archeologico è affidato al Museo “G. Moretti”.

I dintorni di San Severino Marche

La corrispondenza di queste narrazioni si possono trovare tutt’intorno al comune, incarnate in punti strategici dalla naturalistica bellezza, vedesi le Grotte di Sant’Eustachio presso l’Abbazia di San Michele scavata nella roccia e i lembi di terra soverchiati dai monumentali alberi della zona, il Pioppo Bianco, il Cedro del Libano e i grandi Faggi che si possono incontrare compiendo suggestive escursioni in mountain bike lungo i molteplici itinerari e percorsi favoriti dal turismo libero.

L’hinterland sembra essere un tessuto eletto per la costruzione di altre roccaforti caratterizzanti un’intera epoca di conflitti e schermaglie, specialmente quelle coinvolgenti Guelfi e Ghibellini in una lotta dagli alterni esiti e quasi eterna: c’è il duecentesco fortilizio di Alifomi, nei pressi del quale s’eleva la Chiesa di Santa Maria Annunziata; di quello di Carpignano sono rimaste la porta d’accesso con arco a tutto sesto e la torre maestra a base pentagonale.

A Colleluce permangono i resti della cinta muraria e domina il campanile della Chiesa di San Giovanni Battista; assai suggestivo l’anelito castellare del borghetto di Elcito, perso tra le altre rocce del Canfaito, altopiano caratterizzato dalla presenza di ampie faggete; a Isola le possenti mura attorniano calde la Parrocchiale di San Giorgio Martire; le rocche di Monte Acuto e Schito non hanno superato la prova del tempo e sono ormai scomparse a eccezione dei pochi ruderi sopravvissuti.

Eventi, feste e manifestazioni

Abbiamo visto come la figura leggendaria del vescovo San Severino sia il massimo fondamento della bella città marchigiana. Non poteva dunque mancare la giornata a Lui dedicata, l’8 giugno, attesissima per lo svolgimento folcloristico del Palio dei Castelli, una rievocazione storica del periodo dominato dalla Signoria degli Smeducci, che vede nella Corsa delle Torri un’apoteosi raggiunta dopo ben dodici giorni di preparazione, festeggiamenti e preludi popolati.

E’ inoltre l’occasione per offrire in degustazione il saporito vino DOC “I terreni di San Severino”, che presenta le versioni Rosso, Rosso Superiore, Rosso Passito e Moro.

E’ del 5 marzo 2017 la notizia secondo la quale il noto critico d’arte Vittorio Sgarbi avrebbe deciso di trasferire a San Severino (dopo esserne peraltro stato sindaco) la propria residenza per infondere nuovo lustro a una città dal grandissimo patrimonio artistico.

Come arrivare a San Severino Marche

Dall’Autostrada A14 bisogna uscire, se si viaggia in auto, a Civitanova Marche o al casello Porto Recanati-Loreto; la cittadina si trova lungo la tratta ferroviaria Fabriano-Civitanova Marche, collegata alle linee Ancona-Roma e Milano-Lecce; l’aeroporto di Falconara dista ca. un’ora di macchina dalla località.

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