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Le foto di cosa vedere e visitare a Offida

Offida (Marche): la visita al borgo e alla chiesa del Miracolo Eucaristico

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Offida rappresenta un autentico pezzo d’orgoglio marchigiano, entrato di diritto nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. Sito in provincia di Ascoli Piceno, questo comune di oltre 5.000 abitanti compare nei documenti storici solo a partire dal 1039, quando nell’area sorgeva un singolo castello (di esso sono rimasti oggi il torrione principale e pochi resti delle cinte murarie), punto di sviluppo dell’intero tessuto urbano. In esso s’incastonano numerose chiese e monumenti che hanno sensibilmente contribuito alla prestigiosa nomina poc’anzi citata, acquisita nel 2008.

Gli edifici religiosi si distinguono per la loro estetica, frutto di una commistione notevole di culture occidentali e orientali. La chiesa dell’Addolorata, di origine quattrocentesca, sorge in prossimità del Palazzo comunale (che si fregia di un ampio portico e una torre trecentesca coronata da merli a coda di rondine) e si mostra con un portico sul quale impera una coppia di finestre in pietra appartenenti al secolo successivo a quello dell’effettiva costruzione.

All’interno è custodita la “Bara del Cristo Morto”, realizzata a seguito di un lavoro durato ben due anni. La chiesa del Suffragio (XIX secolo), a pianta rettangolare, presenta molteplici elementi decorativi quali un fregio in terracotta, un architrave in travertino d’ispirazione bizantina e simboli in pietra.

Di marcato impatto visivo la nicchia in cui trova posto un finto scheletro in legno rappresentante la Morte: la chiesa è infatti anche chiamata “chiesa della Morte”. La più variegata a livello stilistico è indubbiamente la chiesa della Collegiata, fusione di correnti greche, romaniche, lombarde e barocche. Risale al 1785, prendendo il posto dell’Oratorio della Trinità, edificio duecentesco poi demolito. In zona periferica s’erge il Santuario del Beato Bernardo, un complesso includente chiesa e convento fortemente voluto dai frati Cappuccini, in seguito demolito e ricostruito in tempi più recenti.

E’ intitolato a Beato Bernardo, un frate particolarmente prodigo d’amore verso i fedeli e i bisognosi più poveri, distintosi proprio nelle opere umanitarie. Di diversa natura e concepimento è il Santuario Diocesano del Miracolo Eucaristico, molto più simile a un tempio corredato di cappella in laterizio e contraddistinto da svariate modifiche stilistico-strutturali che si susseguono ormai dal 1441, anno della primigenia edificazione.

All’esterno risalta un magnifico portale in pietra bianca di stampo cinquecentesco, mentre l’interno s’ammanta di plurimi capitelli dorati, nicchie con statue di santi dell’Ordine Agostiniano, altari laterali, affreschi e tele, tra le quali si distingue l’”Adorazione dei Magi”, eseguita nel corso del ‘600 dall’artista Carlo Allegretti di Monteprandone.

Il Monastero di San Marco è attualmente abitato dalle monache benedettine e anch’esso ha subito diverse modifiche strutturali. Si trova in piazza Baroncelli, alla fine della centrale via Roma. Molto suggestiva la chiesa di Santa Maria della Rocca, collocata su un dirupo, tempio romanico-gotico in laterizio avente campanile a pianta quadrata che termina a cuspide piramidale ottagonale.
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Da citare la splendida cripta sotterranea in pietra, ricca di colonne e volte ad arco semicircolare. Parlando, invece, di strutture civili, val la pena visitare il Palazzo comunale ma non per la giunta né per il sindaco, bensì per ammirare il bellissimo Teatro Serpente Aureo, sorto dalle ceneri di un vecchio teatro, ampliato, rimodernato e ristrutturato per accogliere oggi manifestazioni culturali e i Veglioni di Carnevale. L’ultima reale modifica risale al 2002.

Offida ha saputo nel tempo preservare tutto il pregio culturale ereditato dalla storia e rappresentato sotto forma di musei d’interesse universale: si citino a questo proposito i musei Archeologico, del Merletto, delle Tradizioni Popolari, l’Aldo Sergiacomi e la Pinacoteca, i quali coprono settori importanti come l’archeologia, la tessitura, la tradizione autoctona, l’opera scultorea e l’arte pittorica.

Offida si presta dunque a un turismo plurisfaccettato, attento anche all’offerta enogastronomica che qui si mostra molto florida: alla cucina marchigiana – contraddistinta da specialità come le tagliatelle con fegatini, fagioli con le cotiche, olive ripiene e cremini – si accosta quella offidana, che presenta vanti esclusivi come il coniglio in salsa, il Chichì ripieno (focaccia farcita dal sapore avvolgente) e i Funghetti (dolci fatti con farina, zucchero e anice).

Tutte queste prelibatezze necessitano di un accompagnamento all’altezza: niente di meglio dei vini locali, rigorosamente DOC e DOCG, quali il Pecorino, Passerina, Offida Rosso, Rosso Piceno, Falerio e Terre di Offida. Aralda di questi nettari è l’Enoteca Regionale delle Marche, inaugurata nel 1999 e ricavata da un ambiente dell’ex convento di San Francesco.

Folclore e tradizione, infine, viaggiano a braccetto recando testimonianza attraverso una pletora di eventi che copre l’intero anno dando ben poca tregua alla popolazione locale, fortemente attratta dalle manifestazioni che si succedono sempre con copioso successo. Sagre e feste religiose non si fanno attendere, tuttavia su tutte trionfa il Carnevale storico, capace di coinvolgere tutti, turisti compresi.

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