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Piediluco (Umbria): il lago e la visita al paese

Piediluco, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Piediluco – facente parte dal 2016 della lista de I borghi più belli d’Italia - rappresenta l’ennesimo fiabesco scenario urbano della mitica Umbria, una regione molto generosa in quanto a ricchezza storica e scorci paesaggistici. Il paese in questione, frazione di Terni, gode della promiscuità al fibrillante lago di Piediluco, una risorsa importantissima ed elemento non solo da cartolina, bensì vero e proprio fulcro capace di permeare scelte architettoniche e l’organizzazione di una miriade di attività aggregative e sportive.

Eventi, sagre e manifestazioni

Il paese è stato scelto dalla Federazione Italiana Canottaggio quale sede del Centro Nazionale Remiero, perciò nell’arco dell’anno sono di scena diverse competizioni internazionali e un grande evento tradizionale, la Festa delle Acque tra fine giugno e inizio luglio: si susseguono così concerti musicali, spettacoli teatrali, fuochi d’artificio e due suggestivi appuntamenti, quello con la Sagra de lu Sarmerinu Carbonaretto – pesce di lago frittu e su lu focu, appuntamento gustoso molto partecipato, e la Sfilata delle barche allegoriche.

Origine del nome

Piediluco, il cui nome significa letteralmente “ai piedi del bosco sacro”, è sempre stato prodigo nel curare il proprio esclusivo rapporto con lo specchio lacustre e rimane nella sua intrinseca sostanza un borgo di pescatori alquanto pittoresco per la presenza delle graziose case colorate e le placide spiaggette che durante le stagioni calde fanno il pieno di turisti pronti a rilassarsi e farsi qualche corroborante bagnetto. Alcuni, invece, preferiscono sposare un certo dinamismo e compiere gite in battello o ancora spingersi con il pedalò fino a intravedere il Monte Caperno, di fronte al quale molti ricercano l’eco.

Cosa vedere a Piediluco

Un appagante giro intorno al lago conduce alla roboante Cascata delle Marmore, fra le più alte d’Europa, uno spettacolo eccezionale a tre salti in quel del Parco fluviale del Nera la cui visione non smette mai di stupire. Nel corso dei secoli si sono addirittura formate delle grotte che risultano a oggi visitabili interessando da un duplice punto di vista, turistico e speleologico. È questo un sito naturalistico molto affascinante e spesso al centro di numerosi produzioni televisive, artistiche e cinematografiche: per fare qualche esempio, il regista Dario Argento ha diretto qui alcune scene del suo thriller “La sindrome di Stendhal” nel 1996, protagonista del quale era la figlia Asia Argento; sempre qui si sono tenuti i concerti di Uto Ughi e Simone Cristicchi datati rispettivamente 2011 e 2012, e qui si sono girati diversi spot pubblicitari e video musicali come quello di Gianna Nannini sulla canzone “Tears”. L’elenco è lungo ma bisogna tornare a parlare di Piediluco, che di altre attrattive è colma.

La storia della frazione è quasi interamente incanalata nei resti della Rocca (per resti d’intendono cinta muraria, cassero ed elementi proprio di alcuni ambienti interni), presente già dal 1028 con il nome di Castello de Luco posseduto da un certo Bernardo D’Arrone e fortificato ulteriormente nonché ingrandito dai Brancaleoni ca. due secoli dopo. Prima possedimento e poi feudo, Piediluco passò di mano in mano sotto l’egida di diverse famiglie, divenne comune autonomo ma nel 1927 fu accorpato a Terni soggiacendo a esso in qualità di frazione.

Nel 1208 San Francesco passò da qui, sicché nel 1338 la comunità decise di omaggiarlo con l’erezione della Chiesa di San Francesco. L’ex Chiesa di Santa Maria del Colle risale presumibilmente a un secolo prima, è in stile romanico ed è stata ristrutturata dopo il totale abbandono del XVIII secolo per diventare un auditorium. Della Chiesa di Sant’Ermete, appartenente all’anno 1000, rimangono evidenti resti, mentre è ancora attiva la Chiesa della Madonna della Maestà, d’impianto cinquecentesco.

Il Palazzo Comunale, Palazzo Poiani e il Palazzo del Podestà sono indubbiamente maestosi ma non possono competere con la neoclassica Villalago, residenza progettata nell’Ottocento dal barone Eugenio Franchetti e dotata di ex scuderie, anfiteatro da quasi 1.000 posti e un enorme parco a inscriverla. In Villalago si sono tenute diverse edizioni dell’Umbria Jazz e tale location è stata protagonista di alcune scene del film “La caduta degli dei” diretto nel 1969 da Luchino Visconti.

Come arrivare

Si arriva partendo da Terni tramite la SS 79 in direzione Rieti; la stazione di Marmore si trova sulla linea ferroviaria Terni – Rieti; collegamento con autobus n°24; l’aeroporto di riferimento è quello di Perugia.

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