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Scheggino (Umbria): il borgo, il castello e il tartufo.

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Nel cuore dell’Umbria, in provincia di Perugia, c’è una borgata a misura di bambola che conta meno di 500 anime, nata a ridosso del fiume Nera e strettamente legata al suo fiume, in simbiosi col corso d’acqua tanto da sembrare una cosa sola col suo gorgogliante tracciato. Si tratta di Scheggino, dove i caseggiati rustici, dal sapore genuino e familiare, sono lambiti dal Nera, e il canale artificiale che alimentava l’antico mulino attraversa il cuore dell’abitato. Ciliegina sulla torta sono le splendide fonti di Valcasana, che costituiscono uno scenario spettacolare fatto di profumi freschi, scrosci argentini e bagliori trasparenti.

A Scheggino la presenza dell’acqua non è solo un bell’accessorio, che dona al paesaggio fascino e freschezza, ma una componente importante della storia locale e della quotidianità: la pesca della “trota fario” e dei gamberi d’acqua dolce ha influenzato la cultura gastronomica del borgo, regalando sapori inediti che contrastano con quelli della vallata, dove invece prevale la carne suina, e le fonti del territorio hanno formato una sorta di giardino incantato dalla vegetazione rigogliosa, florido di lecci, roverelle, pini d’Aleppo e bossi.

In passato era lo stesso paese a svolgere una funzione fondamentale per il fiume, infatti Scheggino nacque per volere del Ducato di Spoleto con lo scopo di proteggere uno dei tre ponti sul Nera: le cronache lontane ci tramandano un’eroica resistenza del 1522, contro l’assedio tentato dal condottiero Brancaleoni, che non fu capace di espugnare le mura erette tra l’XI e il XII secolo. Il castello fortificato, tuttora imponente al centro dell’abitato, fu la prima costruzione del borgo, cui seguirono le case e le stradicciole che tuttora compongono Scheggino: il nucleo abitato si sviluppò nel corso del Settecento, raccogliendosi intorno alle mura triangolari con cassero al vertice, di cui si possono ancora vedere i ruderi.

Aldilà delle vedute panoramiche suggestive, del paesaggio fresco e gorgogliante, e delle stradicciole pittoresche che si arrampicano verso le montagne, Scheggino mostra ai visitatori anche alcuni tesori storico-artistici da non perdere. Si erge proprio al centro del paese la chiesa di San Nicola, dedicata al patrono cittadino, eretta originariamente nel XII secolo ma rimaneggiata in maniera consistente nel corso del Settecento. Preceduta da un ampio portico, la chiesa accoglie i fedeli con una scritta eloquente: “Lascia ogni preoccupazione se entri per pregare” è inciso sul’architrave che sormonta l’ingresso. Abbandonate le preoccupazioni superflue, vagliata la soglia della chiesa, ci si immette in un interno a tre navate, con un abside affrescato ad opera dei discepoli dello Spagna, e una bella tela di Guidobaldo Abbatini della “Madonna in gloria e Santi” collocata nella Cappella del Rosario.

Merita una visita anche la chiesa di Santa Felicita, risalente al pieno periodo romanico ma caratterizzata da linee semplici, quasi primitive, che a una prima analisi la fecero erroneamente datare all’età longobarda. Infine vale la pena di vedere l’elegante Palazzo Comunale, situato in pieno centro storico. Ma il tesoro più prezioso di Scheggino, senza nulla togliere al paesaggio umbro e ai monumenti storici, è il favoloso tartufo che qui viene prodotto da lunghissimo tempo: al profumatissimo fungo sotterraneo, nella varietà bianca o nera, si dedica la celebre azienda Urbani Tartufi di Scheggino, che raccoglie e rivende ben l’80% della produzione italiana di tartufo.
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Va da sé che la gastronomia locale sia tutta incentrata sul tartufo, anche se i prodotti deliziosi del paese sono molti di più. Per assaggiarli non c’è occasione migliore delle sagre e delle manifestazioni che animano il borgo nell’arco dell’anno, mostrando ai visitatori il folclore e l’ospitalità del luogo. In ottobre si svolge il Tour della Vecchia Ferrovia Spoleto-Norcia, una pedalata ecologica che attraversa la Valnerina, alla portata chiunque ami la vita all’aria aperta: si parte dalla piazza principale di Scheggino, si prosegue per Santa Anatolia di Narco e si imbocca il tracciato della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia, toccando varie borgate pittoresche dell’Umbria. Da non perdere anche le vivaci feste del mese di luglio, tra cui la Sagra della Pecora, la Festa delle Donne e la Sagra della Trota.

Nonostante le atmosfere paradisiache Scheggino non è lontano dal resto del mondo, e raggiungerlo non è difficile, qualunque mezzo si scelga per il proprio viaggio. Chi si muove in auto e viene da nord deve percorrere l’Autostrada del Sole A1 fino all’uscita Valdichiana, poi continuare sulla superstrada per Perugia in direzione Spoleto, imboccare la galleria che immette sulla strada per la Valnerina e seguire le indicazioni per Scheggino. Se invece si viene da sud, dall’A1 bisogna uscire a Orte, procedere in direzione Terni-Spoleto e seguire le indicazioni per Spoleto, fino alla galleria che conduce alla Valnerina. Chi prende il treno può scendere alla stazione di Spoleto, sulla linea Roma-Ancona, mentre l’aeroporto più vicino è il Sant’Egidio di Perugia, a 60 km circa.

Giunti a destinazione verrete accolti da un clima generalmente gradevole, con temperature medie piuttosto miti e precipitazioni limitata al periodo autunnale e invernale. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da un minimo di 1°C a un massimo di 8°C, mentre in luglio e agosto si passa dai 13°C ai 29°C. Le precipitazioni, scarse in estate, toccano il picco massimo in novembre, quando cadono in media 171 mm di pioggia.

Fonte foto, cortesia: Osteria Baciafemmine (consigliata dalla Redazione, che ha avuto modo di testare i suoi piatti)
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