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Vicarello (Lazio): le Terme Apollinari sul Lago di Bracciano

Vicarello, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Un gioiello lacustre che porta altri gioielli alla ribalta sul palcoscenico del turismo: il lago di Bracciano (corrispondente alla bocca del vetusto vulcano Sabatino, non più attivo da ormai 40.000 anni) è in provincia di Roma una sorta di pigmalione delle timide località e dei sommessi borghi disposti lungo il suo perimetro o nell’immediato entroterra della Tuscia Sabatina. Ad affacciarvisi sinuosa è la bella Vicarello (dapprima compresa nel Vicus Aurelii), deliziosa frazione di Bracciano a soli 7 km dalla Capitale del Lazio.

Dalla collina su cui è posta domina l’intero paesaggio e presiede il Parco Naturale Regionale di Bracciano – Martignano, un’area dalla spiccata connotazione archeologica che restituisce in parte le tracce di una storia molto antica, un insediamento palafitticolo risalente all’Età del Bronzo, uno stuolo di tombe etrusche e l’attrattiva principe costituita dall’acquedotto di Traiano, opera ingegneristica del V secolo orchestrata sapientemente dai Romani per condurre l’acqua fino al Caput mundi, per la precisione all’odierno quartiere Trastevere.

Le Terme Apollinari di Vicarello

Un’ulteriore testimonianza del suo parziale viatico ci giunge dalle Terme Apollinari, chiamate anticamente Acquae Apollinares. Queste terme, insieme ai Bagni di Stigliano e alla Caldara di Manziana, venivano frequentate con assiduità dagli Etruschi, dai Greci e, naturalmente, dai Romani.

I bicchieri di Vicarello

Esistono fin dal VII secolo a.C. ma la loro tardiva scoperta (nel 1852, anno in cui vennero collateralmente riportati alla luce una serie di reperti coincidenti con quattro bicchieri in argento, i cosiddetti “bicchieri di Vicarello") ne ha impedito per molto tempo un’adeguata valorizzazione. Come si dice, meglio tardi che mai. Dalla sorgente scaturisce un’acqua la cui temperatura rilevata arriva a 48 °C, una manna dal cielo per quelli che erano i trattamenti e le terapie più in voga alcuni anni fa.

Oggi, dopo che il vecchio stabilimento era stato ampliato e sfruttato a metà Ottocento, gestito nel 1930 dalle suore di Nostra Signora di Muhlhausen, occupato durante la Seconda Guerra Mondiale dalle milizie tedesche e reso ospedale militare prima di accogliere i partecipanti al Concilio Vaticano II nel 1962, oggi le terme risultano inutilizzate e abbandonate, in attesa di una idonea riqualificazione.

Cosa vedere a Vicarello

Per fortuna, attualmente vi sono sul territorio altri siti degni di visita e apprezzamento, luoghi in cui la storia moderna e contemporanea ha potuto lentamente sedimentare. Il borgo stesso di Vicarello pare rivitalizzato, memore delle sue origini settecentesche e della sua immersione in una zona che gli Ellenici provvidero a seminare di ulivi, una risorsa agricola predominante.

L’uliveto della tenuta di Vicarello conta 100 ettari pervasi da 11.000 esemplari di piante: al centro di questo interessante comprensorio naturalistico sorge Casa di Ledo, che svolge la duplice funzione di centro visite e museo del Parco di Bracciano. Al ‘700 appartiene la Chiesa dell’Annunziata, seguita dal cinquecentesco Casino di caccia degli Orsini, conosciuto in verità col nome di Casina Valadier per il primigenio acquirente Giuseppe Valadier.

Nell’area sono presenti alcune strutture ricettive dove i turisti possono soggiornare fra una visita e un’altra, alla fine di escursioni e passeggiate, in più le soluzioni per mangiare e rifocillarsi proprio non mancano: consigliata la Nuova Trattoria Vicarello, che alterna piatti innovativi alla tradizione della cucina romana.

Come arrivare a Vicarello

A Vicarello arriva la SP 4 dopo l’attraversamento del comune di Trevignano Romano; la stazione ferroviaria più vicina si trova a Bracciano sulla linea Roma-Capranica-Viterbo, che prevede collegamenti con bus extraurbani; Roma Fiumicino corrisponde all’aeroporto di riferimento.

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