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Monterano (Lazio), visita alle rovine del borgo abbandonato

Monterano, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Quando di inizia a visitare Monterano, ci si sente immediatamente dei novelli Indiana Jones. Già, perché si tratta di una città fantasma prossima al comune di Canale Monterano entro la provincia di Roma nel Lazio. E’ un borgo fatto di rovine, un angolo nascosto sulla sommità di uno sperone tufaceo a mezza strada fra i Monti della Tolfa e il lago di Bracciano, inscritto nella Riserva Naturale Regionale Monterano. Quelle stesse rovine, tuttavia, sanno comunicare al cuore di chi le osserva, sussurrando l’antico splendore di un tempo, la vitalità che ancora le irrora, la seduzione che sanno esercitare.

Storia

L’evanescenza era un tempo concreta presenza, un tempo che ha visto gli Etruschi creare un insediamento declinato in centro urbano grazie all’avvento dei Romani, abili a sviluppare la rete viaria e l’acquedotto in grado di incrementare l’affluenza idrica.

La morfologia particolare del sito permise alla popolazione di difendersi dalle scorrerie barbariche, anzi qui vi si riversarono molte altre persone provenienti da villaggi invece troppo vulnerabili e scoperti. Manturianum si dotò di fortificazioni e mura e la sua inespugnabilità rese l’incipiente borgo un centro nodale per il Sabatino fino al X secolo, l’inizio di un progressivo spopolamento che cessò nel XIV secolo, quando la ripresa economica sparse un senso di fiducia e speranza.

L’ambiguo feudo venne acquistato dagli Orsini nel Cinquecento ma furono gli Altieri a plasmarne la ricchezza sottoforma di edifici commissionati a Gian Lorenzo Bernini, cui si devono il Convento di San Bonaventura, la facciata del Palazzo Baronale e la fontana ottagonale. L’idillio ebbe vita breve, papa Clemente X Altieri morì, il potere pontificio venne meno e ci si mise anche la malaria, un flagello falcidiante, terribile, fatale.

Questo fu ancora niente, così arrivò per Monterano l’appuntamento finale col destino, che decise la definitiva distruzione dell’abitato a opera delle truppe francesi, i quali diedero poi tutto alle fiamme punendo i residenti per essersi rifiutati di macinare il grano per i Tolfanesi, sottomessi agli occupanti transalpini.

Cosa vedere

Quale futuro poteva avere urbanisticamente Monterano non lo si saprà mai, si sa invece che, paradossalmente, oggi vale più disabitato che occupato. E’ un luogo estremamente suggestivo, uno scenario poetico di giorno e spettrale di notte, romantico al calar del sole e paradisiaco al suo albeggiare. I sepolcreti etruschi alle pendici del colle preludono a una salita che conduce all’ectoplasmatico paese, ricettacolo di ruderi che evocano la vecchia vita dei succitati monumenti accostati alla Statua del Leone alla sommità della Fontana Capricciosa, alla Chiesa di San Rocco, al campanile della Cattedrale di Santa Maria Assunta e a vetusti caseggiati a lungo lasciati abbandonati a se stessi.

La vacuità del borgo accoglie l’eco del passato infondendo malinconia, stupore e smarrimento, tutti sentimenti complici della scelta di alcuni registi di ambientare scene dei loro film: Monterano continua negli anni a essere un set cinematografico d’eccellenza, che ha ospitato le riprese di celebri capolavori come l’indimenticabile colossal "Ben-Hur" (William Wyler, 1959), "Brancaleone alle crociate" (Mario Monicelli, 1970) e "Il Marchese del Grillo" (Mario Monicelli, 1981).

Visitare Monterano rappresenta certamente un’esperienza singolare, che atterrisce e al contempo meraviglia, strugge ed entusiasma, in un gioco di contrasti emotivi da pelle d’oca. Una città fantasma ma non una città morta, perché entro i suoi confini molto ancora vive e possiede indubbio fascino.

Come arrivare

Le indicazioni per il borgo fantasma di Monterano sono copiose ma prima occorre arrivare a Canale Monterano imboccando da Roma la Via Cassia e la Braccianese fino a Manziana, proseguendo verso Tolfa-Civitavecchia lungo la SP 3a; i treni della linea Manziana-Canale Monterano partono ogni ora dalla stazione di Roma Ostiense; l’aeroporto di riferimento è quello di Roma Fiumicino; arrivati a Canale Monterano, si prenda la stradina che fiancheggia il lato sinistro della chiesa locale fino all’incrocio ove sono presenti le indicazioni per la Riserva naturale di Monterano, si gira a destra superando due spiazzi e giungendo alla barra d’ingresso, ove si parcheggia l’auto per poter salire fino all’altura.
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