Cerca Hotel al miglior prezzo

Portico e San Benedetto, nel borgo della Romagna tra sagre e natura

Portico e San Benedetto, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Un motto tra i più conosciuti è certamente “L’unione fa la forza”. Il comune di Portico e San Benedetto, ubicato in provincia di Forlì-Cesena, non potrebbe essere così speciale e incantevole se non fosse il risultato di una solida condivisione che interessa tre sub paesi rispondenti ai nomi di Portico di Romagna, San Benedetto in Alpe e Bocconi.

Sommati tra loro contano poco meno di 800 abitanti e costituiscono un corpus urbano fra i più belli della Vallata del Montone, porzione vivace della Comunità Montana Acquacheta Romagna Toscana. Un meraviglioso trittico di paesi nobilita un vasto territorio appenninico la cui storia si lega strettamente alle origini romane e relative origini.

L’antico porticum (che sta a significare "luogo di mercato") acquisisce notevole risonanza soltanto a partire dal 1386, anno che lo vede assurgere a capitale della Romagna Toscana, seppur per poco più di un secolo. Nel 1923 Portico di Romagna viene assorbito dalla provincia di Forlì.

Si tratta di un borgo di stampo medievale molto ricco di esemplari architettonici disposti su tre livelli, derivanti da un pregresso potere politico esercitato un tempo dalle influenti famiglie nobiliari succedutesi in posizione dominante. Si prenda la torre medievale: si trova nel punto più elevato del centro abitato e rappresenta l’unica fisica testimonianza di quello che dapprima si palesava come il magnificente castello dei conti Guidi, palco virtuale calcato da contendenti scontratisi in aspri conflitti fra potenti.

La Rocca è ormai solo un ricordo, tuttavia gli è sopravvissuta la Pieve di Santa Maria in Girone, cappella adiacente interamente ricostruita nel 1776 e custode di una preziosa eredità storica contraddistinta da pregevoli dipinti – in prevalenza oli su tela – quali la Madonna col Bambino, San Francesco e Santa Lucia (1551-1640) e l’Ultima Cena (XVIII), per citarne alcuni.

Lungo via Roma trovano posto i palazzi Mazzoni, Traversari e Portinari: si crede che quest’ultimo sia appartenuto al padre di Beatrice, il sogno a occhi aperti di Dante Alighieri, forse ammaliato dalla donna proprio qui a Portico, dove presumibilmente la incontrò la prima volta. Via Roma si fregia inoltre della presenza della Chiesa della Compagnia, risalente al XIV secolo e custode della Madonna del Sangue, affascinante dipinto su legno posto sull’altare maggiore.

Concludono questa prima grande pletora di meraviglie il Ponte della Maestà, che permette di attraversare il fiume Montone, e il vulcano di Monte Busca, denominato “il più piccolo vulcano d’Italia”, ma in realtà si tratta di una semplice diaclase, una frattura delle rocce arenarie, dove è latente una fitta emanazione di idrocarburi gassosi, che i passanti si divertono ad incendiare alla sera.

San Benedetto in Alpe, oasi rurale immersa in un bucolico ricettacolo di boschi, ruscelli e prati lussureggianti, ha il suo punto focale (ch’è in fondo la sua matrice di sviluppo) nell’Abbazia dei Benedettini di Cluny. La sua arteria principale è via Dante Alighieri, dedicata al sommo poeta che qui trovò rifugio negli anni 1302 e 1303 durante le truci schermaglie fra guelfi e ghibellini.

La località deve parte della sua fama alle magnetiche Cascate dell’Acquacheta, addirittura citate nel XVI canto dell’Inferno nella Divina Commedia e forti di un salto di quasi 90 metri a seguito di un tracciato torrenziale fra rocce stratificate e rapide scoscese.

La frazione Bocconi è la più piccola ma non meno interessante delle altre due: la Torre Vigiacli la rappresenta dignitosamente, ma insieme a questa struttura fanno la loro comparsa autorevole la Chiesa di San Lorenzo, ottocentesca, il Ponte della Brusìa a tre arcate risalente al XVIII secolo (spesso sub attraversato da gruppi di canoisti appassionati), il borgo medievale della Bastìa e i copiosi castagneti di Valpiana, ben 50 ettari brulicanti di castagne, rifugi e casette di lavorazione dei marroni.

Tradizione e folclore sono concentrati a Portico di Romagna, dove la "Sagra dei frutti del bosco",la "sagra della tagliatella", la kermesse "Sere d’estate" e l’esposizione dei presepi artigianali , presentati insieme ai tradizionali mercatini di Natale, costituiscono l’occasione per gustare prodotti tipici eccezionali come formaggi, salumi, la schiacciata, i bracciatelli pasquali, i marroni, funghi e il tartufo.

Tutte queste componenti alimentano ogni anno un discreto flusso di turisti provenienti anche dalle altre regioni d’Italia e desiderosi di calcare sempre nuovi itinerari alla scoperta di questa magnifica terra la cui natura colpisce per la sua aura incontaminata, il carattere arcaico del tessuto urbano e la bellezza della flora, davvero rigogliosa in ogni periodo dell’anno.
  •  
close