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Meldola (Emilia-Romagna): il castello e la visita alla cittadina romagnola

Meldola, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

All’imbocco della Valle del Bidente, si spalma lungo l’argine del fiume una località assai suggestiva che ancora dialoga con il proprio passato: essa è Meldola, ancella dell’Emilia-Romagna che sembra essere stata appositamente incastonata in un territorio in grado di contemplare un entroterra appenninico distante solo una ventina di chilometri dall’Adriatico, area in cui prende posto anche il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Meldola è quella che si dice una “città quattro stagioni” poiché la natura che l’attornia dà il meglio di sé praticamente tutto l’anno, adeguatamente supportata da un borgo abile nell’assecondare il sorriso smagliante e sempreverde del suo hinterland.

Storia

La storia l’ha riconosciuto e affermato come il Comune dei quattro castelli, ognuno dei quali ha rappresentato una tappa fondamentale del viatico cittadino, decollato politicamente con l’esercizio del dominio da parte degli Arcivescovi di Ravenna a partire dal 998 d.C.

Il 1283 è l’anno della resa del Castello di Meldola all’assedio operato dalle truppe di Martino IV al fine di sradicare residue forze ghibelline attribuite al comando di Guido da Montefeltro. Nel 1335 i Fiorentini liberano il feudo e vi insediano un Rettore pontificio. I Malatesta sopraggiungono nel 1379 e da questo momento si succedono varie signorie che si accasano fino al termine del regime feudale. Nel 1862 Meldola è insignita del titolo di “città” per ordine regio.

Il Castello di Meldola e la Rocca delle Caminate

Fra le eredità degli antichi tempi si annovera certamente la Rocca che domina dall’alto di uno sperone roccioso l’abitato e lì vi rimane dopo aver ospitato nei secoli tutte le più influenti famiglie del panorama socio-politico, i Montefeltro, gli Ordelaffi, i Malatesta e i Carpi, questi ultimi autori di una profonda trasformazione atta a offrire al maniero una conformazione diversa da quella bellica, mutando la struttura in tenuta principesca.

Castelnuovo è ormai ridotto a concentrato di vecchi ruderi a differenza della Rocca delle Caminate, che fu prima bastione difensivo e di avvistamento, poi avamposto militare e in seguito anche abitazione ufficiale di Benito Mussolini (è infatti molto vicina al comune di Predappio, ove nacque il duce). Il Castello dei Teodorano venne conquistato nel 1502 da Cesare Borgia, privato delle sue mura, eccezion fatta per alcuni tratti preservati al pari della torre centrale.

Cosa vedere a Meldola

Di simile monumentalità ma molto meglio preservati risultano i monumenti di architettura civile come Palazzo Zaccarelli che in via Cavour – in coabitazione con la Chiesa di San Cosimo, la Chiesa dell’Oratorio e l’Ex Ospedale seicentesco progettato da Giovanni Battista Aleotti inglobandovi la Cappella del Crocifisso riccamente affrescata con scene della Passione di Gesù - s’erge palesando un impianto interamente in pietra di tufo di affascinante arcaicità. Su Piazza Orsini si affaccia un testimone del ‘700, Palazzo Doria Panphili, casa natale di Felice Orsini e attuale sede del Centro Culturale Polivalente. La porzione storica del nucleo urbano vanta portici sontuosi appartenenti al Loggiato Aldobrandini, rafforzante decorativo a corona di Piazza Orsini dal 1609.

Piccola ma elegante, l’Arena Hesperia ricorda le piazzette romane e, prima ancora, quelle elleniche, un crogiuolo intrigante di portici e colonnati adiacente al Teatro Comunale “G.A. Dragoni”, indubbiamente uno dei più belli della regione, battezzato nel 1838. Al tempo in cui Meldola eccelleva nella produzione della seta (recatevi a visitare a questo proposito il Museo del baco da seta “Ciro Ronchi”), qui si teneva il mercato cittadino e il Foro Annonario diventava per l’occasione fulcro di spettacoli. L’Arena, forte della propria ingentilita bellezza, fa da luogo privilegiato per l’organizzazione di manifestazioni a sfondo culturale rendendosi cornice di tanti avvenimenti.

La grandezza del borgo s’incarna in un simbolico portatore di vessilli, il Palazzo Municipale, collegato a Palazzo Pretorio e tenutario di una torre civica dotata di orologio e cella campanaria. I lavori per l’erezione del complesso iniziarono nel 1733 e dopo varie traversie si completarono solo nel 1862 includendovi diversi ampliamenti. In via Roma si può ancora fruire della visione dell’Ex Monte di Pietà, che Leonello de Carpi fece costruire nel Cinquecento per contrastare l’aggressivo fenomeno dell’usura.

Sulla medesima via si osservano le linee decane della medievale Chiesa di San Nicolò, nata a due navate, implementata aggiungendovene una terza e instillandovi a fini completativi l’abside e il presbiterio: questi due ambienti comparvero nel 1870 ma la chiesa era sul territorio già dal 1180. Per ammirare la duecentesca Chiesa di San Francesco, in verità ricostruita quasi per intero nel 1670, bisogna portarsi in via Giordano Bruno, su cui già s’intravede il chiostro, la parte oggettivamente migliore della chiesa.

La Chiesetta di San Giovanni suscita interesse esclusivamente per la Vergine col Bambino sulle ginocchia e il Santo Precursore, l’affresco più antico di Meldola. Da tempo sconsacrata, la Chiesa della Madonna del Sasso è ascrivibile al 1523, dimostra primitività estetica ed è sede del Museo di Ecologia e Centro Visitatori “Mirco Bravaccini”, lo stesso che organizza le visite alla Riserva Naturale Orientata Bosco di Cardavilla, oasi di ca. 30 ettari. Poco distaccati si trovano il Monastero di Scardavilla e la zona scavi ove sono stati ritrovati dei pavimenti decorati a mosaico.

In città si sente nitidamente il suono del fiume Bidente che scorre, conviene dunque lasciarsi condurre da quest’ultimo fino al Ponte dei Veneziani che, sebbene danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale, fa la sua figura a seguito di una parziale ricostruzione e conseguente restauro conservativo.

Eventi, sagre e manifestazioni

A maggio Meldola torna alle origini medievali con una rievocazione ad alta eco, Otto castelli per un palio, evento che si tiene all’interno del Parco della Rocca delle Caminate, uno scenario perfetto per l’occasione. Nel periodo natalizio viene allestito il Presepe Meccanico Itinerante Poliscenico, costituito da tre diorami veramente coinvolgenti.

Come arrivare a Meldola

Dall’Autostrada A14 Adriatica direzione Ancona uscire al casello di Forlì, proseguire verso la città e imboccare la SP 4 diretta a Meldola; dalla stazione ferroviaria di Forlì si prosegue con gli autobus extraurbani di linea 131 e 132; l’aeroporto di Forlì dista 14 km.
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