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Carpaneto Piacentino (Emilia-Romagna): visita al comune e le sue frazioni

Carpaneto Piacentino, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Cittadina di poco più di 7.000 abitanti in Emilia-Romagna, Carpaneto Piacentino si porta dietro un nome sulle cui origini sono state fatte molteplici ipotesi, la più accreditata delle quali lo farebbe derivare dal toponimo latino Carpinus Betulus, identificato con una pianta simile alla betulla che qui cresceva un tempo copiosa.

Storia

Il nome attuale è stato coniato nel 1929, ma Carpaneto esiste fin dall’epoca carolingia, senonché alcuni studiosi ne indicano la nascita molto prima, nel periodo romano. La parentesi medievale si rivelò molto calda, con gli scontri fra Guelfi e Ghibellini in questo territorio su cui esercitarono il loro controllo gli Anguissola e tra gli altri gli Scotti, famiglia che risedette nel castello poi andato distrutto a eccezione del palazzo successivamente diventato sede municipale. Del sistema castellare primigenio si conservano attualmente i possenti muri perimetrali e il loggiato sud che conta numerose colonne di granito sovrastate dai capitelli in arenaria. L’edificio riporta marcate tracce di affreschi a carattere futurista, tema la guerra e l’industrializzazione affrontato dal pittore Barbieri Oswaldo il Terribile.

Carpaneto ha sempre dimostrato un rilevante sensibilità nei confronti delle grandi tragedie umane, in particolare i due conflitti che fra il 1914 e il 1945 hanno letteralmente sconvolto il mondo intero. Ecco spiegato perché nel centro storico sorge il Monumento ai Caduti delle Guerre, un sacrario che mantiene viva la memoria dei fatti bellici. Vi si aggiunga il Viale delle Rimembranze, che riporta lungo il tracciato 159 stele su cui si leggono i dati anagrafici delle vittime della guerra.

Cosa vedere a Carpaneto Piacentino

Affrancandoci dalla monumentalità commemorativa, sbarchiamo nel lido dell’architettura religiosa che afferisce la Pieve dei Santi Fermo e Rustico, massima espressione dell’arte romanica in auge fra il X e l’XI secolo. L’elemento policorde della struttura è costituito dal campanile a cinque campane in Fa Maggiore, voluto nel 1913 da don Pietro Burgazzi. La chiesa ha beneficiato conseguentemente all’aumento della popolazione di un importante intervento di espansione, tale per cui nel 1949 si diede avvio alla costruzione di una campata aggiuntiva rivalutando la facciata, che acquisì un chiaro aspetto neoclassico. A conferire gran bellezza ed eleganza agli interni contribuiscono significativamente le cappelle, ove sono riportati affreschi molto belli, si citino la trecentesca Sant’Anna con Maria Bambina (quinta cappella) e l’Apoteosi della Santissima Trinità (cappella centrale); a questi si sommino opere di alto livello, ad esempio la settecentesca statua lignea raffigurante la Vergine del Santo Rosario, i 15 ovali con le scene dei misteri dolorosi e ancora affreschi che riguardano da vicino le fasi del Martirio dei Santi Fermo e Rustico.

Carpaneto Piacentino può considerarsi un forziere aperto che ha disseminato il suo patrimonio per tutte le sue frazioni, cosicché a Badagnano si stanziano una vecchia Casa Torre militare e l’Eremo di Sant’Espedito comprendente la Chiesa di San Giovanni Battista con facciata neogoticheggiante e una bella pala di San Giovanni Battista, a Olmeto il Castello Gandolfi risalente ai primi anni del ‘200 e trasformato in attiva azienda agricola. Negli 8 kmq di Celleri prendono posto la medievale Torre Confalonieri, il trecentesco Castello dei Pallastrelli (custodisce fra le sue mura la splendida cappella gentilizia dedicata a San Ludovico, datata 1716) e la coeva Chiesa di Sant’Agnese il cui interno è stato finemente affrescato da Renato Feci.

Castello Gazzola si trova in frazione Cerreto Landi, mentre a Chero fa bella mostra di sé la Pieve di San Biagio, eretta nel 1736. A Cimafava occorre rivolgere la propria attenzione al Sacello di Maria Assunta, che vanta uno spontaneo affresco ritraente la Vergine Assunta in Cielo tra schiere di angeli sopra l’altare murale, il Castello Anguissola (in verità un ambiente non più grande di m 6 x 6 inglobato in una casa colonica) e l’Oratorio della Madonna della Quercia, che si fregia di un eccezionale altare maggiore in marmo policromo barocco.

Traslando a Ciriano si apprezzi la Pieve di San Lorenzo, contenitrice di ben sei cappelle e due tele a olio della scuola del Parmigiano, ovvero il Battesimo di Gesù nel Giordano e Un angelo. A Magnano, distante ca. 10 km dal centro urbano di Carpaneto, spicca fiera la Pieve di San Michele Arcangelo, tempio settecentesco dentro il quale è stata fedelmente riprodotta la Grotta di Massabielle, ritrovo ogni 11 febbraio degli emigranti devoti al culto della Vergine Immacolata. Il tranquillo borgo agricolo di Montanaro ospita anch’esso una Pieve di San Michele, luogo sacro rinascimentale ad aula unica che va visitato per accedere alla stupefacente visione di San Michele mentre trafigge con una lancia la testa del demonio, gruppo ligneo scolpito in pieno ‘700.

A Rezzano convivono uno dei più antichi castelli della provincia di Piacenza e la Pieve di San Pietro, rappresentata degnamente dalla torre campanaria quadrata in stile romanico. Travazzano sfoggia il Castello Sidoli il cui salone principale coperto con soffitto a cassettoni ospita un camino monumentale stemmato e la Pieve di Maria Assunta, vicinissima a Torre Masana, unica sopravvissuta di un gruppo di quattro esistenti fino agli inizi del ‘600. A Zena, infine, s’innalzano il Castello Perotti e la Pieve di San Prospero.

Eventi, sagre e manifestazioni

Dal punto di vista folkloristico, Carpaneto Piacentino si dimostra paese molto vivo e con una gran voglia di divertirsi. Tra i principali appuntamenti da non perdere si distinguono l’antica Fiera di Primavera che si svolge nell’ultimo weekend di aprile, la Festa della Coppa Piacentina D.O.P. organizzata ogni anno tra fine agosto e inizio settembre, il Carnevale in Valnure Valchero (è itinerante e porta per due intere settimane musica, sfilate e cortei in maschera), lo Shopping sotto le stelle a giugno e luglio e, per concludere, la Gutlonga, che nel mese di ottobre conduce i partecipanti lungo un percorso di degustazione del buon vino Gutturnio. Nell’occasione si svelano anche le migliori prelibatezze enogastronomiche del territorio, i gustosi salumi, i formaggi, gli anolini alla piacentina, la burtleina e dolci della tradizione come il buslan e i buslanein. Nelle trattorie e nei ristoranti della cittadina i menù annoverano altri gustosissimi piatti, i panzerotti piacentini, la picula ad caval, pisarei e faso’, la tasca di vitello ripiena e la torta di patate, il tutto accompagnato dai vini locali.

Come arrivare a Carpaneto Piacentino

Da Milano prendere l’Autostrada del Sole A1, uscire a Piacenza sud e continuare sulla Tangenziale sud, poi giunti a Piacenza imboccare la SP 6; la stazione di Piacenza si trova sulla linea ferroviaria Milano – Bologna e a collegarla a Carpaneto pensano le autolinee Tempi, linee extraurbane n° 11, 41, 42, 45 e 54; l’aeroporto più vicino dista 48 km ed è quello di Parma.

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