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Calangianus (Sardegna): visita alla Capitale del Sughero

Calangianus, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

È geograficamente ineccepibile la posizione geografica ricoperta da Calangianus, nella memoria di molti fra i più ricchi paesi della Gallura e della Sardegna in generale, potenziata sotto il profilo industriale grazie a un retaggio votato alla massiccia produzione di sughero (è perciò soprannominato “Capitale del Sughero”). Più cittadina che borgo a dispetto di soli 4.000 abitanti, rivela una faccia gioiosa e un temperamento attivo mostrandosi adagiata a un’altitudine di ca. 500 metri s.l.m. in un’amena conca lungo il versante granitico del Limbara, entro i confini di una regione generosa nel palesare ettari ed ettari di vigneti (qui si produce del Vermentino di alta qualità) e verdi appezzamenti, una sorta di agro calangianese che sorprende in un tessuto arido come quello sardo. C’è di più, perché le terre dell’hinterland mostrano un’elevata boscosità a tal punto da prevedere addirittura la crescita di varie tipologie di fungo specialmente in autunno, sparse anche fra i querceti da sughero, gli undici nuraghi e le due tombe dei giganti frutto della più recondita storia.

Storia ed origine del nome

Anticamente Calangianus nasce come oppidum Calangiani, eppure notizie relative a una più identificabile fondazione si ottengono non prima del 1100, ed è esattamente da questo secolo che il Medioevo comincia a plasmare il reticolo urbano, insieme rustico di strade lastricate di granito (materiale che abbonda dato l’addossamento al monte) e case in pietra scevre da qualunque vincolo temporale. Semplicemente tutto si è fermato, rimanendo acquiescente all’antico e indifferente al passare degli anni. Calangianus giace dunque in un limbo d’immanenza nel quale la bellezza stantia corrisponde al barocco impresso nell’architettura locale, uno stile maggiormente rilevabile nei luoghi di culto visitabili partendo dalla piazza principale del paese.

Cosa vedere a Calangianus

Vi è affacciata la Parrocchiale di Santa Giusta, edificata nel ‘500 con un prospetto frontale in granito. Custodisce una pregevole Assunzione, vari affreschi e manufatti in marmo che nobilitano l’ambiente interno. Sulla destra dell’edificio s’innalza l’Oratorio di Nostra Signora del Rosario (invece a sinistra s’erge la Chiesa di Santa Croce), progettato in pieno ‘700. Ha il merito di ospitare il Museo Diocesano d’Arte Sacra, che espone oggetti liturgici e tele dipinte. La piccola Chiesa di Sant’Anna dimora quieta nell’anfratto più antico dell’abitato e il suo più grande tesoro consta di un dipinto raffigurante Sant’Anna risalente all’Ottocento. La Chiesa di Santa Maria degli Angeli dice la sua nella periferia, quasi nascondendo il Convento dei Cappuccini che gli sta dietro e che ha beneficiato di un lungo restauro dopo la sua dismissione nel 1866 per poter accogliere il Museo del sughero: interessa chi intende capire quanto sta alla base della lavorazione della risorsa nuda e cruda, la sua raffinazione con l’ausilio di vecchi macchinari e metodi.

Dopo aver rapidamente scorto la Chiesa di Santa Caterina e la Chiesa di San Leonardo, entrambe del 1623, arriva l’ora di apprezzare in tutto il suo splendore il Santuario di San Sebastiano Martire, circondato da un parco di sugherete che s’allungano fino alla località Badu Mela, che abbraccia le gloriose tombe dei giganti di Pascareddha, tasselli archeologici sommati alla fonte sacra di Li Paladini e al nuraghe Agnu abbracciato a un vetusto dolmen. Per fruire di una natura libera bisogna portarsi all’interno del Parco del Limbara e del Parco di Stazzana, tripudio di lecci secolari.

È importante specificare la presenza non soltanto di luoghi di culto bensì anche di palazzi dai quali è passata la storia di Calangianus, primo Palazzo Corda, voluto nel 1892 dal pioniere del sughero Marco Corda. Al medesimo secolo appartiene Palazzo Mannu: vi si può osservare esternamente un ampio balcone in posizione mediana ai tre piani (uno in meno rispetto a Palazzo Niccolò Ferracciu). Poco più vecchio è Palazzo La Littranga e di architettura novecentesca è il Vecchio Caseggiato.

Eventi, sagre e Manifestazioni

A Calangianus religione e folclore si mescolano generando spesso degli ibridi che strizzano l’occhio alle antiche cerimonie propiziatorie profane. Tutto fa comunque parte della tradizione e la popolazione vi si allinea tenendo fede alle celebrazioni condotte in determinati periodi dell’anno tramite sfilate in maschera che sfoggiano le movenze di figure grottesche, vedesi la Mascara in linzolu e la filugnana. La Settimana Santa si prende completa devozione collettiva, poi il 23 giugno è il tempo del Vespro di San Giovanni Battista inaugurato dai fochi di Santu Juanni, considerati purificatori. Alla categoria gastronomica risultano ascrivibili la Sagra del Bovino e la Festa della Paranza a inizio estate.

Come arrivare a Calangianus

Collegamenti stradali ve ne sono e parecchi: la SS 127 unisce Calangianus a Tempio Pausania, Nuchis e Telti, la SP 136 conduce a Luras e la SS 427 risale fino alla Costa Smeralda, mentre Olbia è raggiungibile con la SP 38; la stazione di Calangianus si trova sulla linea ferroviaria Sassari – Tempio – Palau; il paese è servito dall’Aeroporto Costa Smeralda di Olbia, città in cui è ubicato anche il porto.

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