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Pozzomaggiore (Sardegna): la visita alle sue chiese e al nuraghe Alvu

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Siamo nel nordovest della Sardegna, nella regione del Logudoro, dove, in una zona collinare vulcanica nei pressi del massiccio Montiferru, giace il comune di Pozzomaggiore. Si tratta di un territorio agricolo, dove la tradizione equestre è ancora all’ordine del giorno e dove le feste e le attività di paese sono ancora scandite, come un tempo, dal calendario religioso.

Un territorio dalla storia incredibilmente antica, che sappiamo essere abitato sin dal neolitico. Le testimonianze di ciò risiedono prevalentemente nelle architetture protosarde presenti nella zona, quali menhir, dolmen, circa quaranta nuraghi (notevole il nuraghe Alvu) e alcune domos de janas, databili al Neolitico recente. Procedendo invece verso l’età storica, sappiamo che in epoca medievale, il territorio pozzomaggiorese apparteneva al Giudicato di Torres, per passare poi al dominio aragonese e, successivamente, a quello del barone di Villarios. Sotto quest’ultimo, il paese fu inoltre coinvolto, nel 1796, nel contesto dei moti anti-feudali capeggiati da Giovanni Maria Angioy.

Pur essendo Pozzomaggiore un paese piuttosto piccolo, popolato da meno di 3000 anime, offre una serie di elementi che valgono sicuramente una visita. Uno su tutti, il calore e l’anima pittoresca offerti dal folclore locale, ma di questo parleremo più avanti.

Restando dunque su un punto più strettamente turistico, il territorio di Pozzomaggiore e della regione storica del Meilogu, di cui fa parte, sono piuttosto ricchi sia da un punto di vista artistico-architettonico ma, soprattutto, da quello archeologico. Sono infatti numerosi i siti della zona, dove nuraghi, domos de janas e tombe dei giganti ci raccontano storie di civiltà antiche, lontane, di un’epoca preistorica della quale la Sardegna ci offre testimonianze davvero uniche al mondo. In particolare il nuraghe Alvu connserva la propria tholos integra, che lo rendono un monumento dalla grande importanza storica.

Passando a epoche più recenti, Pozzomaggiore (Puttomajore) possiede una serie di chiese particolarmente interessanti tanto dal punto di vista artistico quanto da quello storico. Tra le più antiche, troviamo la Chiesa romanica di Santa Croce, edificata probabilmente nel XII secolo, al cui interno è custodito un bel Crocifisso ligneo conosciuto come “Babbu mannu”.

Passando all’epoca tardomedievale, particolarmente di pregio sono la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, una splendida chiesetta campestre in stile gotico aragonese recentemente restaurata e, soprattutto, la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire, senza dubbio l’edificio religioso più importante di Pozzomaggiore. Questa imponente chiesa fu costruita intorno al XVI secolo in stile tardogotico catalano e fu dedicata al celebre santo, che, secondo la leggenda cristiana, uccise un drago e salvò la città di Selem dalle fiamme della bestia. Proprio a questo episodio è dedicata una grande e maestosa statua all’interno della chiesa, raffigurante per l’appunto San Giorgio con la spada sguainata e il drago ai suoi piedi.

Circa un secolo più tardi, fu invece costruito il complesso composto dalla Chiesa di Sant’Antonio Abate e dal Convento degli Agostiniani. Quest’ultimo è stato successivamente utilizzato come Caserma dei carabinieri ed è attualmente sede del Museo del Cavallo, un importante centro dedicato alla tradizione agricola e alla cultura equestre della zona.
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L’ultima chiesa a meritare senza dubbio una menzione, è quella dedicata a San Costantino. Costruita in un elegante stile liberty bizantino, essa fu dedicata all’imperatore Costantino, qui venerato come santo, e fu edificata per volere dei reduci della prima guerra mondiale, che fecero voto proprio a San Costantino per riuscire a sopravvivere agli orrori della guerra. Nel decennio tra il 1920 e il 1930, grazie alla partecipazione economica di tutta la città, la chiesa fu dunque costruita e le fu contemporaneamente annessa la tradizione dell’Ardia di Pozzomaggiore, una corsa a cavallo che si celebra ogni luglio in onore del santo. Questa spettacolare corsa, a cui partecipano centinaia di cavalieri, è l’evento più atteso dell’anno, qui a Pozzo Maggiore, ed è celebrato con una grande festa, per la quale si prevedono anche una solenne processione per le vie del paese e la rievocazione della battaglia vinta da Costantino il Grande nel 312 a Ponte Milvio.

Ma la Festa di San Costantino non è certo l’unica. Altrettanto importanti sono la Festa della Madonna della Salute, celebrata a fine settembre con una processione e una serata a base di canti e balli e la Festa di San Cristoforo, caratterizzata da una bella sfilata di macchina agricole, biciclette e molti altri mezzi di locomozione, in onore del santo protettore degli automobilisti.

Da non dimenticare è, infine, la cosiddetta “festa nazionale sarda”; il “Sa Die de sa Sardigna”, che celebra ogni 28 aprile, la cacciata da Cagliari e dalla Sardegna della corte sabaude e di tutti i piemontesi.

Pozzomaggiore è espressione di un territorio fiero, caratterizzato da una forte identità, dalle radicate e appassionate tradizioni, una terra fatta di paesaggi da cartolina, circondata dai colli e dalla macchia mediterranea tipici dell’entroterra sardo.

Per arrivare a Pozzomaggiore da Cagliari, Sassari e Oristano, è necessario percorrere la SS 131 in direzione Macomer, superare Bonorva e Cossoine e seguire infine le indicazioni per Pozzomaggiore. Per chi arriva invece da Nuoro, occorre prendere la SS 129 in direzione Macomer e proseguire poi sulla SS 131 per Bonorva, Cossoine e infine Pozzomaggiore.

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