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Fornelli (Molise): il Castello e la visita al borgo storico

Fornelli, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Scriveva Carlo Dentice delle Stelle nel lontano 1667: “Infelice è quell’uomo che non ha mai visto tramontare il sole a Fornelli”. Egli era allora il barone di una località d’odierna evidente bellezza, uno dei borghi molisani in provincia di Isernia che inorgoglisce una regione intera, il Molise, con la sua storia (da sottolineare l’ottenimento nel 1971 della medaglia di bronzo al valor militare per il sacrificio popolare e la lotta partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale, episodi ricordati dall’opera commemorativa in ferro battuto realizzata da Antonio Castaldi e inaugurata il 4 ottobre 2016), in virtù della rimarcabile operosità e un tessuto sociale che sa emanare esplicita volontà di conservare un folto bagaglio di tradizioni secolari.

Storia

Queste tradizioni, Fornelli le ha per così dire “collezionate” dal 981 d.C. , anno della sua prima menzione nel Chronicon Vulturnense con il nome di Bantra e con cui si intese identificare un castello eretto intorno al X secolo. L’attuale denominazione, adottata a partire dal Settecento, si collega etimologicamente al territorio d’insorgenza, ricco a quanto pare di fornaci per la cottura dei mattoni ma anche dei metalli. Venendo però all'analisi dell’abitato, si nota immediatamente come l’impianto urbanistico sia rimasto intatto, riconducibile in tutto e per tutto al Medioevo, riconduzione ulteriormente suffragata dalla cinta muraria che contorna il perimetro cittadino secondo i dettami impressi nel XII secolo dai Normanni, autori peraltro delle sette torri – collegate da un lungo camminamento di ronda - che rafforzano una postura generale già compatta e omogenea.

Il Territorio

Immaginate di osservare Fornelli secondo una bella prospettiva dall’alto: ebbene, vi sembrerà un placido paesello facente parte di un plastico in lento movimento, i cui il più idilliaco immaginario si concretizza incarnandosi in un paesaggio di pura catarsi, una cornice che contempla una verdeggiante distesa di ulivi – Fornelli fa parte dell’associazione Città dell’Olio - e i monti della catena delle Mainarde che raggiungono un’altitudine di 2.000 metri e incrementano lo sfondo naturale motivando le sfumature di un tramonto (quello osannato dal Dentice) a tinte rosa e viola quasi irreali a vedersi.

Cosa vedere a Fornelli

L’identità cruda e veritiera di Fornelli è esposta non a parole ma tramite un’inequivocabile estetica da edifici molto interessanti dal punto di vista architettonico. La Chiesa Madre di San Michele Arcangelo basta da sola a conferire un deciso simbolismo al nucleo urbano relazionato ai suoi monumenti. Consacrata nel 1746, possiede un campanile che le preesiste poiché eretto nel 1738 (probabile si fosse iniziata la costruzione proprio dalla torre campanaria, per poi procedere innalzando il corpus centrale). L’autorità religiosa qui ha sempre fatto presa sulla popolazione, spesso intrecciandosi con il potere politico residente nel Palazzo Baronale di straordinaria simmetria barocca entro il centro storico accessibile attraverso la porta principale, ormai orfana del ponte levatoio, e da altre due ingressi, Porta Castello e Porta Nova, adatti al passaggio delle singole persone ma non degli autoveicoli, cosicché il cuore di Fornelli si configura in piena libertà come una meravigliosa isola pedonale.

La Chiesa di San Pietro Martire viene valorizzata innanzitutto dal bel portale rinascimentale (se ne possono ammirare tanti a sesto acuto visitando il borgo), conseguentemente da uno scenografico paliotto costellato di intarsi marmorei a decorazione dell’altare. Il luogo di culto si affaccia sulla piazza presieduta dalla Fontana dell’Estate, esemplare copia in ghisa dell’originale scultura presentata dal francese Mathurin Moreau all’Esposizione Universale di Parigi nel 1855. La fontana si intravede in qualche scena del film “Due mogli sono troppe”, diretto nel 1950 da Mario Camerini.

Non stupisce allora che Fornelli figuri fra I Borghi più belli d’Italia e al sesto posto nella classifica stilata dal programma “Alle falde del Kilimangiaro” trasmesso su Rai 3. Il turismo di nicchia ha così potuto liberarsi di qualche pregiudizio di troppo, apprezzando ulteriormente un paese di siffatta beltà grazie anche al lavoro a sfondo didattico dell’associazione Me.MO Cantieri Culturali, ente impegnato a promuovere e valorizzare il patrimonio culturale molisano tramite uno staff competente di giovani archeologi, storici dell’arte, antropologi e guide esperte che prendono quasi letteralmente per mano l’avventore conducendolo dentro e intorno al borgo nell’ambito di un articolato circuito di visita molto arricchente.

Eventi, sagre e Manifestazioni

Le Feste Medievali

Arricchenti sono inoltre tutti quegli appuntamenti e ricorrenze che fanno di Fornelli un grande teatro all’aperto foriero di spettacoli ed eventi imperdibili, citiamo le Giornate al Borgo, una 48 ore estiva di rievocazioni medievali, sospensioni fra passato e presente nelle suggestioni sprigionate da cortei di cavalieri, dame e giullari nonché dal Palio delle Contrade ai piedi del Castello al quale si dà fuoco (pirotecnico ovviamente) al termine della manifestazione.

Nello stesso mese, vale a dire agosto e intorno alla seconda settimana, si svolge l’appassionante Pellegrinaggio di San Domenico con partenza dalla Chiesa della Madonna delle Grazie e arrivo a Villalago, a 1.600 metri di altitudine. Durante R Fueche b’n’ritt il sabato santo della settimana pasquale si accende un grosso falò davanti alla Chiesa di San Pietro Martire. Il penultimo fine settimana di luglio è all’insegna dell’allegria e del movimento con il Festival della Taranta, poi s’inaugura agosto con la Sagra dei Sciur c Coccia, che porta sulle tavole i fiori di zucchina fritti in pastella.

Tale prelibatezza è solo una delle tante contenute nel paniere del paese, i taccunell e fasciuel (pasta a base di soffritto e fagioli), r’suffritt (frattaglie di agnello fritte con patate e peperoni), casc’e ova (fegato di capretto accompagnato da uova e formaggi) e i dolci come le cioffe (fiocchi fritti di pasta frolla), la pastiera, r’sciaiun (calzoni ripieni), la cecrchiata (palline di pastafrolla con miele) e r’sciusc (pasta di pane e patate fritta e zuccherata).

Qualche giorno dopo, infine, è di scena l’umorismo con il Fornelli Cabaret Festival, quattro autentiche serate di risate in compagnia.

Come arrivare a Fornelli

Dall’Autostrada Adriatica A14 procedere in direzione Roma, immettersi sull’Autostrada A25, uscire a Bussi/Popoli, continuare per L’Aquila lungo la SS 17 e la SS 158 fino all’imbocco della SS 627 che prolunga sulla SP 20 per Fornelli; una volta raggiunta la stazione di Isernia, bisogna proseguire a bordo delle Autolinee Lariviera sulla tratta Isernia – Fornelli – Castelcervaro; l’aeroporto di Napoli è quello di riferimento e dista ca. 104 km.

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