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Riccia (Molise): visita al borgo molisano

Riccia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il fatto di essere iscritto all’Associazione Borghi Autentici d’Italia è di per sé un’ottima vetrina turistica, semmai Riccia ne avesse mai avuto bisogno. Questo bel paese perso allegramente fra i boschi della provincia di Campobasso costituisce per il Molise una splendente punta di diamante il cui paesaggio definisce il suo alloggiamento perfetto, il suo habitat, il definitivo contesto naturalistico.

Il centro storico, articolato in vie graziose, strade vivibilissime poiché per nulla trafficate e viali di largo respiro, è un armonioso agglomerato di caseggiati rustici, palazzi antichi e chiese suggestive sui quali riporre l’occhio che deve essere indiscreto, ovviamente nell’ottica turistica (e il gioco di parole calza a pennello!).

La storia di Riccia

Le fonti storiche risultano scarse ma il percorso di Riccia nel tempo è tracciato parzialmente da resti archeologici di evidente riconducibilità sannita e romana. Il paese si suppone si sia a tutti gli effetti formato in epoca medievale e che sia stato plasmato dalla mano sapiente della famiglia Di Capua, casata che perdurò fino al 1792, anno della morte dell’ultimo erede Bartolomeo, in grado però di consegnare al demanio un gioiello di freschezza architettonica ed evocativa bellezza.

I Di Capua possedevano nel loro massimo periodo di splendore un castello di cui sopravvivono l’ex magazzino del frumento – location del Museo delle Arti e delle Tradizioni Popolari – e la sgargiante torre cilindrica merlata che occupa la parte vecchia del borgo, prossima alla quale sorge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, ove l’illustre famiglia è sepolta come da tradizione dei musolei, con facciata a tempio greco, architrave e colonne poste ai lati della struttura.

Segue la Chiesa di Santa Maria Assunta, datata XIV secolo, da scoprire soprattutto all’interno, dove catturano gli sguardi rapiti dei turisti il rinascimentale quadro ligneo della Madonna degli Apostoli e il reliquiario con i resti di San Vitale. Stessa età si rileva per la Chiesa della Santissima Annunziata, perfettamente conservata e dotata di tre navate, uno svettante campanile e il rinomato portico gotico.

Se si preferisce l’ombra degli alberi a quella degli edifici urbani, allora bisogna inoltrarsi nel Bosco Mazzocca, 400 ettari di latifoglie che ricamano una superficie idonea per inesauribili passeggiate rilassanti e cacce al fungo, abbondante nel territorio. Una rete di sentieri variegati strizza l’occhio ai ciclisti e amanti della mountain bike.

Riccia, come d’altronde l’intero Molise, vive di una tradizione culinaria tessuta in tanti secoli e accresciuta con l’introduzione e la gestazione di prodotti toccasana per ogni palato. I frutti della terra, vino, formaggi e olio vengono amalgamati per rendere trionfali i piatti serviti nelle varie trattorie e ristoranti del posto, i cui menù non prescindono dagli spaghetti con le alici, le noci e la mollica di pane, peperoni sott’aceto ripieni e, ancora, riso al latte e polpette di tonno. Alla tradizione si accosta il folclore, di cui sono madide manifestazioni quali la Sagra dell’Uva con annessa sfilata di carri allegorici dedicati a Bacco, la Festa di San Giuseppe, i Fuochi di San Vitale ad aprile e la sentita Festa patronale di Maria Santissima del Carmine a luglio.

Come arrivare

In auto da Campobasso, prendere la SS 645, poi immettersi nell’ordine sulla SS 17 e la SS 212 che conduce a Riccia; la stazione ferroviaria è a Campobasso, collegata a Riccia dagli autobus delle Autolinee Molise Trasporti; l’aeroporto più vicino è quello di Foggia, che dista ca. 80 km dalla località.
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